Federico Marchetti si riprende la sua vita e riparte dal Genoa

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui
CROTONE, ITALY - NOVEMBER 19: Luca Rigoni (C) of Genoa celebrates after scoring his team's opening goal during the Serie A match between FC Crotone and Genoa CFC at Stadio Comunale Ezio Scida on November 19, 2017 in Crotone, Italy. (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

La solitudine del numero uno, nel caso di Federico Marchetti, non va intesa in maniera metaforica, associandola all’immagine classica del portiere che difende la porta della propria squadra, da solo, occupando con personalità l’area di rigore, ma questa volta tale solitudine va inquadrata non discostandosi dal significato etimologico del termine.

Marchetti alla Lazio era diventato davvero un uomo solo, messo fuori rosa dal Presidente biancoceleste Claudio Lotito a causa di vecchie ruggini inerenti il mercato. Riflettori spenti, nessuna notizia sul suo conto, Marchetti era piombato nel più anonimo dimenticatoio. Del portiere che si mise in luce al Cagliari, poi alla Lazio e ben impressionò anche in Nazionale, nessuna traccia. La triste storia recente dell’oramai ex estremo difensore degli “aquilotti” prese una piega ben delineata nell’estate del 2016, quando a margine di una decisione assunta dai vertici dirigenziali del club, il calciatore venne messo fuori rosa in compagnia di altri calciatori della Lazio, tra cui Djordjevic e Prce. Marchetti iniziò un lungo calvario fatto di allenamenti in solitaria, sia a Formello che nella sua Bassano del Grappa, oppure a Ferrara. Trascorrono due stagioni e la porta della Lazio viene difesa dall’emergente Strakosha. Le ultime immagini di Federico Marchetti, seduto almeno in panchina, risalgono all’Europeo del 2016, quando Antonio Conte lo convocò nel ruolo di terzo portiere nella spedizione italiana in Francia.

Da lì in avanti un oblio lo attende. Nubi minacciose incombono sulla sua carriera. Marchetti, come detto, finisce fuori rosa e sembra oramai esser diventato un ex portiere. In questa stagione, addirittura, la maglia numero 22 a lui appartenente, viene assegnata a Martin Caceres, come a testimoniare l’inesistenza dell’ex estremo difensore del Cagliari, all’interno del gruppo biancoceleste. Un portiere spesso accostato in passato a club di primissimo livello come la Juventus, relegato ad un ruolo che definire marginale rischia di essere un eufemismo. Di Marchetti non si parla più: stampa, giornali, web non appaiono particolarmente interessati a far luce su una vicenda che ha coinvolto un calciatore, il quale ha pagato a caro prezzo le divergenze con la dirigenza della Lazio.

Ora, però, dopo due anni bui, difficili, che hanno arrestato l’evolversi della sua carriera, Marchetti è pronto a riprendersi i galloni da titolari, e dove? La sua prossima meta sarà un’altra squadra rossoblù, colori che evidentemente attirano l’ex portiere della Lazio, ma stavolta ad accoglierlo non sarà il Cagliari, club con cui ebbe, anche lì, un epilogo burrascoso durante la precedente gestione Cellino, ma il Genoa, alla ricerca di un portiere affidabile, esperto e di categoria al fine di sopperire all’imminente e scontato addio di Mattia Perin destinato ad indossare i colori bianconeri della Juventus. Marassi  come terreno di gioco per la rinascita. Il calciatore ha già trovato un accordo con il club di Preziosi e a breve dovrebbe giungere il comunicato ufficiale da parte della società. L’ex biancoceleste è pronto a rimettersi in gioco, mirando a prendersi delle rivincite dopo due lunghi anni in cui ha dovuto mandare giù bocconi amari.

La sua carriera ha rischiato di finire lì, nella spedizione azzurra di Euro 2016, dopo di allora solo allenamenti in solitaria e nessuna gara ufficiale disputata. Marchetti trattato come un emarginato, ora pronto e motivato a riprendersi le luci della serie A. La Genova rossoblù è felice di accoglierlo con entusiasmo e curiosità, consapevole di avere di fronte uno dei portieri che sino a qualche anno fa veniva citato come uno dei tre italiani migliori in quel ruolo. Federico Marchetti ha voglia di sentirsi protagonista, dismettendo i panni di vittima e recluso, tornando, invece, a parare e a sentirsi nuovamente parte integrante di un progetto tecnico.

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