Sarri-Napoli, l’addio è ufficiale: De Laurentiis saluta il tecnico della grande bellezza senza titoli

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
NAPLES, ITALY - APRIL 08: Coach of SSC Napoli Maurizio Sarri gestures during the serie A match between SSC Napoli and AC Chievo Verona at Stadio San Paolo on April 8, 2018 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Maurizio Sarri, Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

arri, ufficiale l’addio al Napoli. “Ringrazio Maurizio Sarri per la sua preziosa dedizione, che ha permesso di regalare alla città e ai tifosi azzurri in tutto il mondo prestigio ed emozioni, creando un modello di gioco ammirato ovunque e da chiunque. Bravo Maurizio“. Con queste parole, scritte su Twitter, Aurelio De Laurentiis chiude l’era Sarri al Napoli. Un trennio molto intenso, che ha consolidato il club azzurro ai vertici del campionato italiano. Due secondi ed terzo posto, un bellissimo gioco espresso e tanti giocatori consacrati alle grandi platee italiane ed europee. Un solo neo, nessun trofeo portato a Castelvolturno. Non è facile giudicare l’operato di Sarri al Napoli. Raramente i tifosi azzurri si sono così immedesimati nel loro condottiero. Solo Maradona forse è stato più amato del tecnico toscano.

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Un allenatore che era arrivato tra lo scetticismo generale. Sarri aveva una sola stagione di serie A sulle spalle, con l’Empoli, prima di approdare al Napoli. Nell’estate del 2015 è arrivato per sostituire un tecnico di prestigio, com’era Rafa Benitez. Un’avventura cominciata male. Due pareggi ed una sconfitta nelle prime tre giornate del campionato 2015/2016. Poi l’intuizione geniale. Abbandonare il suo amato 4-3-1-2 per passare al 4-3-3. Un modulo che ha consentito a Higuain di segnare 36 gol e di sfiorare uno scudetto che avrebbe avuto del clamoroso. L’addio del Pipita ha complicato i piani per il secondo anno di Sarri. Arriva Milik dall’Ajax, che però si fa male quasi subito. Qui altra intuizione geniale con la proposta di Mertens centravanti. Il Napoli arriva terzo, ma è una squadra più matura.

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Sarri, un meraviglioso capolavoro imperfetto

Il terzo anno è quello della consapevolezza per il Napoli di Maurizio Sarri. La Juventus cambia tanto in estate, perde Bonucci e gli azzurri invece tengono tutti i pezzi pregiati. Hamsik e compagni sono in testa a lungo, giocando un calcio un pelo meno bello, ma più pratico. Il 20 aprile sembra il giorno della svolta. Koulibaly regala una vittoria a Torino contro la Juventus, che mancava da 9 anni. Il Napoli sente l’odore del sangue, ma la domenica si scioglie a Firenze dopo che i bianconeri hanno vinto con l’Inter a San Siro. I sogni tricolore svaniscono e così il bellissimo triennio sarriano si chiude senza titoli in bacheca.

Tre anni di grandi vittorie, grande gioco, che ha fatto conoscere ancora meglio il Napoli in tutta Europa. 91 punti senza vincere lo scudetto sono un rimpianto che forse accompagnerà Sarri ancora per qualche stagione. Magari quando sarà lontano e gli verrà un po’ di malinconia ripensando al San Paolo e all’amore che gli ha riversato nel suo periodo azzurro. Ora Don Maurizio è pronto per altre sfide. Lontano da Napoli e dall’Italia, perché tornare subito da avversario al San Paolo con un’altra maglia italiana sarebbe troppo. Dovunque andrà Sarri sarà inseguito dall’affetto del pubblico napoletano. E’ stato amore a prima vista. Ora in azzurro arriva Ancelotti, uno dei pochissimi allenatori in circolazione che ha già riacceso l’entusiasmo partenopeo. La Grande Bellezza di Sarri è finita. La vita e il calcio continuano, per fortuna.

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