Beppe Marotta, dal no di Di Natale al si di Cristiano Ronaldo. Lui e Paratici artefici del colpo del secolo

Pubblicato il autore: fabricondo Segui
beppe-marotta-juventus-calciomercato

Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

I cavalli buoni si vedono all’arrivo. Probabilmente lo avrà pensato oggi pomeriggio Beppe Marotta, con gli occhi che gli brillavano come non mai per il Si di Cristiano Ronaldo alla Juventus. E gli sarà tornato in mente anche il No di Totò Di Natale, che nel 2010 fa rispose picche alle avances della Signora: “Grazie, ma preferisco restare a Udine”. Dal rifiuto di un buon attaccante al prezioso autografo del meglio che c’era su piazza nel giro di 8 anni il mondo Juventus si è ribaltato completamente. Senza dimenticare, ovviamente, che CR7 non sbarca mica su un pianeta sconosciuto, ma nell’impero bianconero che in Italia domina da sette anni. Ronaldo ci tiene a vincere lo scudetto, ma sa perfettamente che la Juve vuole da lui soprattutto quella Coppa dalle grandi orecchie, diventata una maledizione. E Marotta, insieme all’inseparabile Paratici, ride di gusto: ora si può.

Leggi anche:  Ibrahimovic voleva diventare il nuovo Maradona ma Adl disse no

Ecco perché nel giorno X i due affiatatissimi dirigenti bianconeri possono esultare come non mai dopo aver messo a segno quello che è già stato ribattezzato “il colpo del secolo”. “Siamo felici” è l’unica battuta che Marotta rilascia a Sky all’uscita dalla sede della Juventus subito dopo l’ufficializzazione dell’affare. Verrà il tempo per un’analisi approfondita del grande acquisto e della sua genesi, magari all’inizio della prossima settimana, in coincidenza con la presentazione di CR7, un evento che si preannuncia di portata mondiale.

Il giro del mondo bianconero, dunque, si è compiuto, la missione di Agnelli in Grecia ha chiuso il cerchio, la tensione delle ultime ore scende per lasciare spazio alla grande soddisfazione di una società perfetta nella sua gestione. I risultati, d’altronde, parlano da soli. Dalle macerie di Calciopoli e della serie B nel 2006 la Juventus è rinata dalle proprie ceneri come l’Araba Fenice: dalla fuga di Ibrahimovic, Vieira, Cannavaro e Zambrotta all’approdo di Cristiano Ronaldo: sembra un secolo fa, invece non sono trascorsi neppure dieci anni. La Juve è un club solido, con uno stadio di proprietà, con ricavi notevoli e un parco giocatori di primo livello: prima dell’asso portoghese hanno varcato i cancelli del nuovo centro della Continassa Perin, Emre Can, Cancelo e Caldara, che vanno ad aggiungersi ai campioni già in rosa. Qualcuno uscirà, il Pipita Higuain – arrivato appena due anni fa – potrebbe raggiungere Sarri al Chelsea, ma alzi la mano chi non crede,  già da ora, che la Juventus parta con un vantaggio enorme sulle avversarie in campionato. Per non dire incolmabile.

Leggi anche:  Champions League, Juventus qualificata agli ottavi se... Ecco le combinazioni possibili

Chiaro che CR7 è l’uomo Champions per antonomasia, lui che ne ha vinte cinque in carriera, quattro col Real Madrid e una col Manchester United. È la ciliegina di lusso in una squadra che ha fame di vittorie in Europa, perché è lì che l’armata bianconera vuole piantare la sua bandiera per poi tornare in cima al mondo. Ora o mai più insomma. E mentre i tifosi juventini impazziscono di gioia e inondano il web di messaggi, Marotta e Paratici se la ridono di gusto e ci ripensano: “Come andò con quel No di Di Natale?”.

  •   
  •  
  •  
  •