Calciomercato tra plusvalenze e super valutazioni: il caso dei giovani di Juventus e Inter

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Foto originale Getty Images © selezionata da SuperNews

Il 1° Luglio si è aperto ufficialmente il calciomercato estivo. Una data simbolica perché tanti affari sono stati chiusi ed ormai le trattative sono attive tutto l’anno. Da un po’ di tempo nel calcio italiano sono state abolite le comproprietà. Uno stratagemma che le società amiche utilizzavano per spartirsi i costi di quello o quel calciatore. Fatta la legge, trovato l’inganno. Così recita un vecchio adagio italico. Infatti i dirigenti della squadre italiane non ci hanno messo molto a scoprire qualche altro escamotage per cercare di accontentare esigenze di bilancio e quelle del Fair Play Finanziario. La merce di scambio preferita tra i vari club sono ora i giovani, italiani o stranieri che siano.

La capostipite di questa nuova tendenza del calciomercato italiano è stata la Juventus. Comprare a poco, a volte a pochissimo, e rivendere a molto. Magari con l’aiuto di qualche società amica. In principio fu Zaza, venduto per 4,5 milioni al Sassuolo nel 2013. All’epoca l’attaccante lucano non aveva neanche una presenza in serie A. Due stagioni dopo la Juventus lo ha riscattato al prezzo stabilito di 11 milioni di euro. I bianconeri hanno adottato questo stratagemma in altre occasioni. Di questi giorni gli ultimi casi. Mandragora passerà all’Udinese per 20 milioni di euro, con diritto di recompra fissato a 24. Va bene che il ragazzo è interessante, ma la valutazione sembra una tantino esagerata. Così come i 20 milioni di euro che Marotta vuole per Favilli. Due discrete stagioni all’Ascoli e un futuro al Wolverhampton. Il club inglese sotto l’influenza di Jorge Mendes, che ha appena portato Cancelo in bianconero.

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Calciomercato, anche le altre sulle orme della Juventus

Prendiamo anche il caso dell’Inter. Non ultimo l’affare Nainggolan. Il belga è stato valutato 38 milioni di euro, prezzo assolutamente giusto per uno dei migliori giocatori della Serie A. La cifra è stata così suddivisa: 24 milioni più Santon e il giovane Zaniolo. Il terzino classe ’89 è stato valutato 9,5 milioni di euro. Tanti soldi per uno che ha fatto più danni che cose buone in nerazzurro. Piero Ausilio è stato elogiato da un po’ tutti per aver realizzato 45 milioni di euro di plusvalenze. Doveva farlo e l’ha fatto. Anche per farsi perdonare gli “affari” Joao Mario, Gabigol e Dalbert. Così però ha impoverito il vivaio nerazzurro. Il calciomercato impone anche questo.

Una domanda però sorge spontanea: se i giovani italiani vengono trattati solo come merce di scambio, come potranno crescere nei posti giusti? Un interrogativo che nasce vedendo le difficoltà del nostro calcio a livello internazionale, sia di club che di Nazionale. Non alziamo una Champions League dal 2010, un’Europa League dal 1999 e l’Italia non si qualificata per i Mondiali di Russia 2018. Non  dimenticando che negli ultimi due campionati del mondo siamo andati fuori al primo turno. I tifosi vogliono i grandi campioni celebrati, non interessati tanto in che modo arrivino. E’ giusto, perché i tifosi devono fare i tifosi. I dirigenti dovrebbero essere più lungimiranti e magari trattare con più riguardo il futuro del calcio italiano. Ma fino a che bilanci e plusvalenze la faranno da padrone nel calciomercato sarà dura per i ragazzi di casa nostra crescere bene. Molto dura.

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