Mercato Roma: è corsa a due per difendere la porta giallorossa

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Ceduto Alisson al Liverpool attraverso un'operazione record per quanto concerne il ruolo di portiere, ora, per il direttore sportivo Monchi, è tempo di guardare con attenzione al futuro, mettendo nel mirino il prossimo numero uno che sarà chiamato a difendere la porta dei capitolini sia in campionato che in Champions League. Dissoltasi l'ipotesi Alphonse Areola, considerando l'elevato importo dell'ingaggio dell'estremo difensore transalpino, in forza al Paris Saint Germain, attestatosi intorno ai 30-35 milioni di euro, la dirigenza romanista ha virato su altri profili altrettanto affidabili ma meno dispendiosi.
In pole position resta Robin Patrick Olsen, portiere svedese di proprietà del Copenaghen. Il numero uno scandinavo ha disputato un buon Mondiale in Russia, issandosi con la nazionale gialloblù sino ai quarti di finale, blindando lo specchio della porta al cospetto di Corea del Sud, Messico e Svizzera. Il suo ingaggio oscilla sui 10 milioni di euro, importo assolutamente alla portata per il club del patron James Pallotta, e il suo contratto con la compagine danese del Copenaghen è in scadenza nel 2020.
Nelle ultime ore, però, oltre al portiere scandinavo, i riflettori sono stati puntati su Jeron Zoet, estremo difensore olandese in forza al Psv Eindhoven. Zoet milita tra le fila dei biancorossi dal 2013 e con la nazionale "Orange" annovera 11 presenze. Il contratto con il Psv scadrà il prossimo 30 giugno 2019 e nel suo palmares vi è la conquista di tre campionati olandesi e di una Supercoppa dei Paesi Bassi. Dal punto di vista anagrafico Olsen ha 28 anni mentre Zoet 27, entrambi con un discreto bagaglio d'esperienza internazionale alle spalle e la volontà di emergere in uno dei campionati più competitivi in ambito europeo.
Il tempo stringe e completare il terzetto dei portieri è una priorità assoluta per il d.s. Monchi, che dopo gli arrivi di Antonio Mirante nelle vesti di secondo e del giovane brasiliano Daniel Fuzato come terzo, è intenzionato a blindare i pali con un elemento che, seppur non accenda le fantasie della folla, possa riuscire nell'arduo ed impegnativo compito di non far rimpiangere un "mostro sacro" come Alisson.