Le voci di mercato estive che fanno il conto senza l’oste Atalanta (squadretta a chi?)

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

“Voci di mercato, di prezzi e di controfferte. Che parlano alle squadre e che parlano ai procuratori. Voci nella testa, voci di corridoio. Che riempiono i giornali restando nel silenzio. Voci che non sento più. Voci che sai solo tu”. Una canzone perfetta, quella di Zucchero, per descrivere l’attuale calciomercato estivo: neanche il tempo di concludere le ultime dieci partite della stagione che subito quelle stesse voci cominciano ad insidiare i corridoi. L’Atalanta ha una rosa con un sacco di giocatori corteggiati da molte squadre (anche Europee), ma i conti mediatici vengono fatti senza l’oste, o meglio, senza considerare quelle che sono le intenzioni della società: dalle permanenze fino ad arrivare ai prezzi dei cartellini.

Etichetta che sta stretta (non rispecchiando la realtà) – Nonostante l’Atalanta sia una grande realtà in Italia e in Europa da oltre cinque anni, quando si tratta di calciomercato la filosofia è sempre la stessa: la piccola provinciale che ha bisogno di vendere per questione di bilancio. Tale etichetta è stata contestata da tutti, compreso Gasperini nei giorni scorsi. Essendo una big, la società nerazzurra non ha bisogno di cedere qualcuno: contando di un bilancio praticamente in regola e giocatori intenzionati a rimanere alla corte nerazzurra perché credono in questo progetto. Aspetto che forse in molti non hanno ancora recepito.

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Niente regali: i prezzi (alti) valgono per tutti – L’Atalanta non è più un supermercato, né succube delle cosiddette “grandi”: specialmente sul piano dei prezzi. Qualche esempio? Un giocatore come Muriel non viene valutato solo 30 milioni, Pessina è attualmente un giocatore dell’Atalanta e nonostante il diritto di recompera milanista è la Dea a decidere il prezzo, così come i bergamaschi non accetteranno contropartite. La società sa quello che fa, e trattare con i Percassi non è per nulla scontato: basta vedere la crescita e il reinvestimento fatto negli ultimi cinque anni, consolidandosi importante.

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