Caldo estremo al Tour Down Under 2018, i corridori si dividono. Hansen: “Si può tollerare”, Haas: “No, per niente”

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

Tour Down Under 2018
Il Tour Down Under 2018 va verso la sua conclusione con le ultime due tappe, tra cui quella che si correrà nella notte (ora italiana) di Willunga Hill che deciderà, come tradizione, il vincitore della breve corsa australiana visto che la classifica è ancora aperta. C’è però un fatto che sta tenendo banco nelle ultime ore e no, non si tratta di Peter Sagan che aiuta gli operai dell’organizzazione della gara a ripiegare il gonfiabile della flamme rouge dell’ultimo chilometro.
Parliamo invece del caldo estremo che è tipico delle temperature nella torrida stagione australe, basti pensare che nella zona di Adelaide, dove si svolge la maggior parte del Tour Down Under 2018, sabato si toccheranno massime di 35 gradi e più del 30% di umidità.
La questione quindi, come si può intuire, non è di lana caprina considerando inoltre il fatto che l’organizzazione della prima competizione World Tour della stagione aveva deciso di ridurre di 26 km la terza tappa, 146,5 km lungo la costa sudorientale da Glenelg a Victor Harbor, e di far partire la quarta un’ora prima sempre per un unico motivo, ovvero ridurre gli effetti della canicola sui corridori.

Il caldo estremo al Tour Down Under 2018: la polemica tra Adam Hansen e gli altri corridori

Tra i partecipanti al Tour Down Under 2018 c’è anche Adam Hansen, per la Lotto Soudal del capitano Andre Greipel, delegato dell’Associazione dei Corridori Professionisti, la CPA, e quindi una specie di liaison officer tra l’organizzazione della corsa e i ciclisti. Proprio in virtù del suo ruolo l’australiano ha raccontato di aver ricevuto diverse critiche dai colleghi che lo hanno imputato di non difendere i loro interessi.
Pare che un corridore in particolare abbia polemizzato con Hansen alla fine della quarta tappa, rinfacciandogli il fatto di non aver mosso un dito per impedire al gruppo di correre sotto il caldo estremo della giornata. Il portacolori della Lotto Soudal precisa di aver ricevuto sì delle lamentele, ma anche delle richieste per non impedire lo stop della corsa da parte di altri corridori, come un collega spagnolo che, da quanto riporta Hansen, gli ha detto chiaro e tondo che se un ciclista sente troppo caldo allora non dovrebbe iniziare la stagione dal Tour Down Under.
E sempre secondo l’australiano, come riportato su CyclingWeekly, il collega polemico è ritornato sui suoi passi dopo essersi confrontato con il delegato della CPA, scusandosi per l’intemperanza. Inoltre rivela come alcuni team quali Mitchelton – Scott, BMC e Movistar rimangono favorevoli nel continuare a gareggiare, pazienza se fa caldo.

Ciò che invece ha ferito Hansen è stato quel corridore ignoto che, da quanto riferisce, in piena gara e dopo una salita ha urlato tutto il suo disappunto insinuando che il portabandiera della Lotto Soudal non avesse alcun interesse a bloccare la corsa. A questa e ad altre accuse Adam Hansen risponde che non viene pagato dalla CPA e anzi, ci rimette di tasca sua nell’opera di rappresentanza che svolge non per sé stesso “ma per dare un supporto e una voce ai corridori più giovani“. “É vero, non é facile né piacevole correre con queste temperature.” aggiunge, “Per dire, i velocisti si possono lamentare che il percorso sia troppo collinare e non piatto e gli scalatori che un finale allo sprint sia troppo tecnico: siamo umani alla fine, e abbiamo il diritto di fermarci. In fin dei conti, ogni corridore può decidere di abbandonare la gara. Ma non accetto il discorso secondo cui non si possano spingere gli atleti oltre i loro limiti: chi pratica questo sport sa che verrà sempre spinto oltre il suo limite“.
Secondo Hansen le condizioni climatiche del Tour Down Under 2018 non sono poi così differenti dalla altre località dell’emisfero boreale in estate, come la Spagna, oppure dello stesso Tour de France. “Se perciò qualcuno voleva fermarsi ne avevà la facoltà” conclude, “ma non tutti volevano arrivare a questa decisione“.

Nathan Haas: “Insopportabile il caldo estremo al Tour Down Under 2018”

Ma la tappa 4 in una giornata con picchi di 48 gradi ha lasciato degli strascichi polemici per altri corridori. Il fresco di contratto con la Katusha Alpecin e attualmente a un minuto e cinque dal leader della generale Sagan, Nathan Haas, ha espresso al termine della frazione il suo disappunto: “Non è sicuro correre così. Puoi benissimo accorciare le tappe o anticiparle ma sarai sempre lì fuori ad affrontare temperature che sono dai sei ai dieci gradi superiori a quanto il tuo corpo possa tollerare“. Haas racconta addirittura che alla fine della tappa era in pieno stato confusionale tanto era eccessivo il caldo (e sì che lui è proprio australiano, quindi abituato alla canicola di casa sua).

Grato per il lavoro svolto dal suo team, Nathan però si dice abbastanza deluso dalla performance alla sua prima uscita stagionale, e sul banco degli imputati c’è proprio il casus belli che divide i corridori al Tour Down Under 2018: “Sono stato vittima del caldo“.

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