Vuelta a España 2018, percorso in salita per chi ha sogni mondiali

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui

Vuelta a España 2018
“Abbiamo provato a mettere gli ingredienti ideali per creare un grande show con ventuno capitoli ed un grande finale, che in questo caso avrà come scenario Andorra”
. Così Javier Guillen, direttore della corsa spagnola, ha presentato sabato la Vuelta a España 2018 che anche quest’anno sarà dura, durissima: chi vorrà ambire alla maglia iridata di Innsbruck troverà in terra iberica il giusto percorso per mettere a punto la propria condizione, per questo con molta probabilità la start list sarà una delle più ricche di sempre. Logica conseguenza, sarà una corsa di tre settimane che potrebbe rischiare di vivere una moria di ruote veloci, che si saranno già fatte un rapido calcolo ed avranno già capito che, nella più rosea delle ipotesi, le occasioni di vittoria saranno limitate a sei tappe, comprendendo la passerella finale di Madrid che andrà comunque conquistata con i denti, tra le montagne.

Vuelta a España 2018, la desolazione degli sprinter

Che sarebbe stata una Vuelta a España 2018 si complicata era facile aspettarselo dopo aver visto conosciuto le prime tre tappe di Malaga, con la cronometro individuale di 8 chilometri e l’arrivo in salita del Caminito del Rey, dove Chavez nel 2015 si impose davanti al sorprendente Tom Dumoulin, scaveranno già i primi distacchi tra gli uomini di classifica. Sarà quindi la volta dei velocisti, che comunque prima di sprintare sul traguardo di Alharuín de la Torre dovranno vedersela con un percorso decisamente mosso, che include una salita di I categoria nella prima parte, alla vigilia di una quarta tappa nuovamente esigente, con due importanti ascese tra cui quella finale di Sierra de la Alfaguara. I successivi giorni, dal quinto all’ottavo, sprinter e finisseur troveranno pane per i loro denti con quattro tappe movimentate che anticiperanno il terzo arrivo in salita di La Covatilla, primo vero test per in cui forse si potrà avere una panoramica più ampia di chi sarà in grado di contendere la maglia roja e chi invece dovrà dire addio alle proprie ambizioni di classifica. Dopo il giorno di riposo, dunque, il rientro alla “normalità” da Salamanca, dove si celebra il centenario dell’Università, sarà soft con il quasi certo arrivo allo sprint di Fermoselle, sebbene la tappa sia stata presentata come “difficile da controllare”. L’undicesima tappa sarà invece la più lunga di tutta la Vuelta a España 2018, 208.8 km da Mombuey a Ribeira Sacra molto mossi che appesantiranno le gambe dei corridori, come anche il giorno seguente i finisseur potranno tentare il colpaccio su un finale tortuoso e ricco di saliscendi, con arrivo al Faro de Estaca de Bares. Entrati nelle Asturie, quindi, per tutto il gruppo si prospetta un weekend di fuoco con tre arrivi in salita durissimi, che potrebbero dare il colpo di grazia a molti leader: di comincia il venerdì con l’arrivo a La Camperona, 8.5 km con pendenza media del 7.4%, anche se a preoccupare maggiormente sono gli ultimi tre chilometri in cui si superano tratti del 20-22%. Si prosegue il sabato con il traguardo a Les Praeres, anche qui con le tipiche punte nel finale fino al 23%, alla vigilia della suggestiva quanto dura tappa con arrivo ai Lagos de Covadonga, salita di categoria Especial lunga 12.2 km e con una pendenza del 7.2% che tuttavia nel finale, arrivati ai Laghi, scende leggermente prima dell’ultima impennata al 17.5% che porta al traguardo. In questo modo si arriverà al secondo ed ultimo giorno di riposo, in cui il gruppo si sposterà in Cantabria per riprendere con la cronometro individuale di 32.7 km da Santillana del Mar a Torrelavega, per specialisti puri. Il giorno seguente sarà quindi la volta di una tappa che si preannuncia già da imboscate, interamente in territorio basco e con arrivo in cima al Balcon de Bizkaia, così chiamato perché considerato il posto migliore da cui osservare i Paesi Baschi. La tappa 18, da Ejea de los Caballeros a Lleida, sarà invece l’ultima occasione prima di Madrid dedicata agli sprinter, visto che poi ci si sposterà ad Andorra dove due tappe brevi ma estremamente dense di salite attenderanno i corridori per l’ultimo, decisivo, verdetto: chi avrà ancora le gambe e vorrà migliorare la propria classifica avrà di certo l’occasione per farlo, per questo le tappe 19 e 20 potrebbero sconvolgere la classifica ed offrire sorprese sul podio di Madrid, dove i velocisti sopravvissuti potranno fare spalla a spalla per l’ultima gioia in terra iberica.

Vuelta a España 2018, un casting stellare

Con il Mondiale di Innsbruck imminente, la Vuelta si prepara ad essere un crocevia fondamentale per molti ambiziosi scalatori che vorranno provare a vestire la maglia iridata nel 2019. Per questo motivo si prospetta un casting stellare, con la Movistar che quasi sicuramente riproporrà al via i tre caballeros Valverde, Quintana e Landa, tutti liberi di giocarsi le proprie carte. Certa anche la presenza di Vincenzo Nibali e di Fabio Aru, con quest’ultimo che invece deve ancora sciogliere le riserve per quel che riguarda la scelta tra Giro e Tour, così come quelle dei colombiani Rigoberto Uran ed Estaban Chaves. In ogni caso sarà una Vuelta a España 2018 apertissima in cui raramente ci sarà l’occasione di rilassarsi un attimo, visto che anche le tappe sulla carta per velocisti nascondono insidie continue. Anche stavolta il trittico delle Asturie prima del secondo giorno di riposo potrà delineare in modo evidente la classifica, sebbene l’ultima parola spetterà soprattutto alla cronometro individuale di Torrelavega e ai due giorni di fuoco sui Pirenei, dove qualcuno potrebbe anche saltare in aria proprio sul più bello.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: