Julian Alaphilippe è pronto per conquistare una classica?

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui


Il 2018 è stato un avvio di stagione da incorniciare per la Quick Step Floors: il team belga solo quest’anno ha messo a segno 24 vittorie, alcune di esse da pesare come i trionfi nelle classiche E3 Harelbeke, la fu Tre Giorni di La Panne e soprattutto il Giro delle Fiandre. Ma ciò che dimostra la potenza del Wolfpack nelle gare di un giorno è la capacità della Quick Step di essere un team programmato per dominare soprattutto nelle gare del nord.
Ad aprire le danze ci ha pensato Niki Terpstra al GP di Le Samyn, capace poi di vincere competizioni di peso come le già citate E3 e Fiandre, ma hanno ben figurato quest’anno anche Remi Cavagna che si è preso la Dwars door West-Vlaanderen, mentre Fabio Jakobsen ha tagliato per primo il traguardo alla Nokere Koerse così come il prossimo talento dello sprint Alvaro Hodeg alla Handzame Classic.
Infine non dimentichiamo il nostro Elia Viviani che ha vinto il La Panne e per poco non si portava a casa il trofeo della Gand Wevelgem, conclusa poi sfogando la propria frustrazione con le lacrime. In questo computo abbiamo lasciato fuori le ottime prestazioni registrate dalla Quick Step Floors nelle breve corse a tappe di inizio stagione come la Vuelta a San Juan e l’Abu Dhabi Tour, e non dimentichiamoci che il Wolfpack può contare su un artiglieria pesante di corridori che ancora non sono esplosi del tutto in questo 2018 (alcuni di essi attesi per le prove importanti in stagione) come Fernando Gaviria, Bob Jungels per i grandi giri e Zdenek Stybar ed il veterano Philippe Gilbert nelle corse di un giorno, alla pari di Julian Alaphilippe.

Julian Alaphilippe conquisterà una prova del trittico delle Ardenne? Il parere di Paolo Bettini

A proposito di quest’ultimo, anche il francese pur mancando una chance importante di vittoria alla Milano Sanremo 2018 sta comunque dando dei buoni segnali in vista del proseguo della stagione, come provano le due tappe conquistate al Giro dei Paesi Baschi.
Ma Alaphilippe mira a molto più in alto, come ha riconosciuto Paolo Bettini interpellato dalla Gazzetta dello Sport nell’edizione cartacea di oggi. Il due volte campione del mondo e oro olimpico di Atene 2004 rivede nel francese la sua stessa aggressività in gara: come non ricordare, ad esempio, la recente prestazione al Mondiale di Bergen, in cui Alaphilippe si mosse per primo sull’ultimo strappo di Salmon Hill per sorprendere gli avversari e tentare la fuga da finisseur? Poi certo si possono pagare gli errori tattici come è successo nella prova iridata e come nota lo stesso Bettini (“Sarebbe diventato campione del mondo se non avesse attaccato Moscon nel finale, anziché tenerselo vicino e dargli i cambi. Ma è un corridore naturalmente aggressivo e gareggia in questo modo, così come avrai fatto pure io d’altronde“), ma il francese è innegabilmente uno di quei corridori che coglie l’occasione di gettare il cuore oltre l’ostacolo, a costo di sbagliare.
E tra poco scatterà l’ora per dimostrare ulteriormente di che pasta è fatto: a breve partirà la campagna delle Ardenne con la Amstel Gold Race, la Freccia Vallone e la Liegi Bastogne Liegi. A proposito di quest’ultima Bettini ricorda alla Gazzetta che lui stesso la vinse quando aveva 26 anni, nel 2000, e il transalpino a giugno avrà la sua stessa età di allora: forte di una squadra che come abbiamo visto brilla nella tattica di gara condotta nelle classiche, per Bettini Alaphilippe si trova nel momento giusto per vincere una prova del trittico delle Ardenne, magari proprio la Liegi.
E’ un corridore dotato di una certo esplosività, è veloce negli scatti ed è meglio di me nell’affrontare gli strappi” argomenta l’ex corridore italiano. Le doti di Alaphilippe ben si addicono a classiche dalle asperità contenute ed un finale aperto alle finalizzazioni, come alla prossima Doyenne in cui, nel caso di un arrivo con il gruppo ristretto, bisogna avere le gambe reattive dopo la successione di côtes disseminate lungo il percorso per gestire lo strappetto finale.
Nel 2015 Alaphilippe alla Liegi fu beffato da Alejando Valverde, vincitore anche l’anno scorso, così come alla Freccia Vallone: di acqua sotto i ponti ne è passata (tranne per il murciano della Movistar che preserva ancora oggi uno stato di forma sbalorditivo, nonostante l’età avanzi), dagli errori si impara e il francese della Quick Step, che pare abbia una maggiore fiducia nei propri mezzi, è probabilmente la prossima pedina che la sua squadra muoverà nelle classiche. Sperando sia quella vincente.

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