Giro d’Italia 2018 oggi Tappa 14, il giorno dello Zoncolan: dove vederla in diretta tv e streaming, percorso e favoriti

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui


Basta il nome: Zoncolan, la salita più dura d’Europa, la montagna croce e delizia (ma facciamo soprattutto croce) dei ciclisti, il giudice implacabile che selezionerà i seri pretendenti alla maglia rosa e chi invece casomai sarà per la prossima.
Il terzo arrivo in salita della corsa rosa numero 101, in occasione della odierna frazione che partirà da San Vito al Tagliamento, rappresenta la sesta apparizione dello Zoncolan come traguardo di tappa dopo le edizioni del 2003, 2007, 2010, 2011 e l’ultima volta del 2014, quasi sempre dal versante durissimo di Ovaro (eccezion fatta per il 2003, dove i corridori hanno intrapreso l’ascesa da Sutrio), protagonista inoltre nei suoi tratti sino agli anni Settanta di competizioni rallistiche.
Inevitabilmente oggi sarà la prova d’appello per gli uomini di classifica, sia chi si è nascosto che chi è uscito allo scoperto nella prima settimana, mentre la Cassazione saranno la crono e le montagne della prossima ed ultima settimana del Giro. Sullo sfondo, l’incognita del freddo e del maltempo che potrebbe condizionare notevolmente le prestazioni dei ciclisti in gara.
Chi dominerà oggi lo Zoncolan entrerà nell’albo d’oro dei domatori della montagna dove svetta Gilberto Simoni, due volte a segno nel 2003 e nel 2007 (tra gli altri vincitori di tappa Ivan Basso nel 2010, anno del suo secondo trionfo al Giro, Igor Antòn nel 2011 e Michael Rogers nel 2014).
Vediamo come di consueto il percorso della San Vito al Tagliamento – Monte Zoncolan nel dettaglio, analizziamo i favoriti e diamo uno sguardo alla programmazione tv e web.

Giro d’Italia 2018 oggi Tappa 14: il percorso della San Vito al Tagliamento – Monte Zoncolan

Oggi i corridori affronteranno 186 km di tregenda, con quattro GPM prima dell’ascesa finale sullo Zoncolan, tre di terza ed uno di seconda categoria, per poi arrivare sulla cima che culminerà la giornata, classificata ovviamente come Gran Premio della Montagna di prima categoria.
Partenza da San Vito al Tagliamento, comune friuliano che in autunno ospita la Coppa San Vito riservata ai ciclisti Under 23, e si sale per circa 40 km lungo un falsopiano che conduce alla prima salita di giornata, il Monte di Ragogna, GPM di terza categoria che rompe il ghiaccio e il fiato: i primi 2,5 km sono infatti sopra il 10%, sino ad arrivare al 16%, mentre gli ultimi 750 metri calano dalla doppia cifra raggiungendo il 9,8%.
Sbrigata questa che non è stata certo una formalità la tappa prosegue con un andamento collinare, dove nel mezzo ci sarà anche il primo traguardo volante di giornata a Forgaria nel Friuli (km 57,8; il secondo sarà in quota a Paulario, al km 138,1). Il ritmo cambia superata Villa Santina, dopo che si sono percorsi dal via quasi 100 km, in cui bisognerà affrontare il secondo GPM, sempre di terza categoria, di Avaglio: 4,5 km di cui la prima parte che sale al 13% di pendenza. Segue discesa ripida e breve verso un nuovo falsopiano che conduce alle prossime fatiche che faranno sembrare il primo centinaio di chilometri corsi una formalità: si comincia salendo sul Passo Duron, GPM di seconda categoria di 4,4 km con medie del 9,8% ma che raggiunge delle punte da 18% nella rampa iniziale. Segue ripida discesa ma non c’è tempo per rifiatare in vista del gran finale. Primo dello Zoncolan bisognerà muovere la gamba sull’agile (rispetto al resto delle cime di oggi, ovviamente) GPM di terza categoria di Sella Valcalda, 7,6 km al 5,6% con massime del 12% negli ultimi due chilometri prima dello scollinamento.
Giunti così ad Ovaro, superati i 170 km percorsi, parte l’ordalia sul Monte Zoncolan, che comincia un po’ in sordina ma lungo i suoi 10 km saprà farsi sentire con la sua imponenza: se è vero che la media generale è del 11,9%, la sezione centrale dell’ascesa tocca punte del 22% e del 20% a seguire. Nel finale la strada si restringe e i corridori praticamente avranno come avversari in primis sé stessi e la fatica che riusciranno a sopportare; negli ultimi 3 km dove la strada spiana un poco, ma è solo una piccola illusione: tra tornanti ed altre pendenze dal 12 al 18%, prima dei tre tunnel da imboccare, si arriva al traguardo senza un attimo per riprendere fiato. Non a caso anche gli ultimi 500 metri non sono da meno, con una pendenza media dell’11% e punte del 16% verso il tornante finale piazzato proprio ai meno 250 metri.

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Giro d’Italia 2018 oggi Tappa 14, i favoriti: in gioco le posizioni più in vista della generale

Chiamata alle armi per gli scalatori puri nonché per l’attuale maglia rosa, Simon Yates che in casa Mitchelton-Scott ha conquistato sul campo i galloni di capitano sia per il suo stato di forma, che per il suicidio sportivo del compagno di squadra Esteban Chaves, che nella tappa di Gualdo Tadino che ha aperto la settimana ha terminato con un ritardo di oltre venti minuti, frutto di una crisi patita sulla prima salita. Lo stesso direttore sportivo della Mitchelton Matthew White ha riconosciuto il fatto che c’è solo un capitano (non poteva essere altrimenti, i numeri parlano chiaro), mentre il colombiano dovrà giocoforza convertirsi in cacciatore di tappe nonché spalla del britannico. In una frazione come questa Chaves potrebbe essere sulla carta più favorito rispetto a Yates, il quale è più adatto anche a suo dire a salite intervallate da tratti in piano e non continue, lunghe e durissime come quella dello Zoncolan. In ogni caso il Giro è imprevedibile e tappe come queste potrebbero riservare anche dei colpi di scena, ma si fa sempre più improbabile un riscatto del Colibrì (non in termini di generale, ovviamente) visto che persino ieri, sulla salitella di Montello, è rimasto attardato. Infine non bisogna dimenticare che Simon Yates presenta un migliore rapporto peso-potenza rispetto a molti suoi avversari.

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Hanno segnato in rosso la tappa di oggi Tom Dumoulin, Thibaut Pinot, Chris Froome e Fabio Aru: i quattro principali pretendenti alla vigilia del Giro per la vittoria finale sanno che questa giornata sarà un crocevia, al netto della terza settimana che avrà l’ultima parola. Il vincitore uscente della corsa rosa non è tra i favoriti più in vista, ma d’altronde l’anno scorso si pensava che la sua maglia rosa potesse scivolare via nelle pendenze più dure: eppure il capitano della Sunweb regge e tiene duro, tenendosi stretto il suo secondo posto nella generale a 47 secondi da Yates. Difficile vinca oggi, ma la sua prestazione sarà comunque da tenere d’occhio.

Thibaut Pinot invece si adatta alla giornata odierna, giacché il portacolori Groupama-FDJ sa domare le grandi salite europee, siano pirenaiche o alpine come l’Alpe d’Huez (anche se non paragonabile allo Zoncolan, che è tutto un altro discorso). In questo Giro il francese si è mantenuto sulla scia dei migliori e non ha dato segni di cedimento: oggi avremo delle conferme sul suo stato di forma.
Dato per spacciato nella prima settimana, Chris Froome ha rosicchiato qualche secondo nella generale e, a dispetto delle voci che lo danno per prossimo al ritiro, viste anche le varie cadute che ha subito, continua imperterrito a mantenere vive le speranze del Team Sky per un buon piazzamento nella classifica generale e per una vittoria di peso come sullo Zoncolan. Certo, ad Osimo i segnali non sono stati incoraggianti, ma lo Zoncolan ci dirà se il britannico sarà ancora in gara almeno per una vittoria che saprebbe di impresa e per cercare di rientrare nella top ten.

Fabio Aru e Chris Froome sono chiamati a riscattare la loro opaca prestazione al Giro d’Italia 2018. Dumoulin può ancora sperare di ottenere una doppietta in rosa, ma lo Zoncolan è materia per scalatori puri come Domenico Pozzovivo. Attenzione all’outsider Giulio Ciccone

Fabio Aru si trova in una situazione ugualmente complessa: la UAE Emirates ci prova tirando dove è possibile per stoppare attacchi degli avversari e trainare il sardo, ma quest’ultimo non è sembrato sino ad ora nella forma giusta e con la gamba ideale per rendersi competitivo, staccandosi quando la corsa si infiamma. E’ finita sul banco degli imputati la sua preparazione, a parere di molti non adeguata, ma come ha detto Tiralongo Aru potrebbe piazzare la zampata decisiva nell’ultima settimana. Oggi è comunque un giorno importante per dimostrare di saper rimanere a ruota dei migliori in lotta per i vertici della classifica: il Cavaliere dei Quattro Mori si gioca tutto nelle salite come lo Zoncolan, perché la crono può togliergli minuti preziosi. Guai però a darlo già per sconfitto: d’altronde la Vuelta la vinse all’ultima tappa utile contro Dumoulin, sebbene con una Astana attrezzata per supportarlo nelle salite (nella UAE l’unico supporto specialista delle ascese difficili è Darwin Atapuma mentre Froome, per dire, ha uno squadrone più ampio a disposizione).

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Dopo aver concesso qualche spazio di manovra a Yates, oggi Domenico Pozzovivo può far risaltare la sua natura di scalatore su una ascesa come lo Zoncolan che ben si presta alle sue caratteristiche. Il lucano della Bahrain Merida è in uno stato di forma che conferma la sua progressiva e lenta rinascita dopo un periodo buio, e in questa tappa comincia il suo assalto al podio che si concentrerà in seguito nelle salite della prossima settimana.

Miguel Ángel López gode di una Astana capace di forzare i ritmi nelle salite, ma il suo capitano oggi deve dimostrare di essere più incisivo. Anche lui rientra comunque nel novero dei favoriti, alla pari di un sorprendente Giulio Ciccone (Bardiani CSF) che ha impressionato per il talento ed il carattere mostrato sull’Etna e sul Gran Sasso (dove è riuscito a mettere in difficoltà Froome, che non sarà al top della forma ma vuoi mettere) e si è presentato alla corsa rosa con in tasca la vittoria del Giro dell’Appennino e l’ottima prestazione al Tour of The Alps. Anche per lui lo Zoncolan sarà un banco di prova fondamentale, alla pari di quel Davide Formolo (Bora – Hansgrohe) che ha fornito delle buone prestazioni a Monte Vergine e sulla ascesa di Campo Imperatore, oltre che nel finale di Osimo.

Prova di maturità anche per la maglia bianca Richard Carapaz (Movistar), primo ecuadoregno a vincere una tappa del Giro: forte della sua prestazione sull’Etna il giovane corridore sta acquisendo sempre più sicurezza per uscire allo scoperto e portare a segno attacchi da navigato professionista, come ha dimostrato a Montevergine.
Tra gli altri favoriti citiamo un drappello di scalatori quali Robert Gesink (Lotto – Fix All), distintosi sull’Etna, Michael Woods (EF Education First-Drapac), Wout Poels (Team Sky) e Ben O’Connor (Team Dimension Data), reduce dalla vittoria in solitaria a Merano al Tour Of The Alps, dove sorprese gli avversari.

Giro d’Italia 2018 oggi Tappa 14: la programmazione tv e web

La tappa dello Zoncolan sarà trasmessa in diretta su Rai Sport e Rai Sport + HD a partire dalle ore 12.50; la linea passerà come di consueto su Rai 2 dalle ore 14.58 con la cronaca live della gara, a cui seguirà il Processo alla Tappa. Streaming su Ray Play.
Sul versante pay tv la diretta si potrà vedere su Eurosport 1 a partire dalle 13 in punto. Streaming su Eurosport Player.

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