Fuoco e fiamme alla Vuelta 2019 sin dalla 2a tappa

Pubblicato il autore: daniele conti Segui


Difficilmente in un grande giro a tappe si assiste a quanto accaduto oggi alla Vuelta di Spagna. Si è corsa la seconda tappa da Benidorm a Calp, per poco meno di 200km. Sulla carta il percorso era adatto anche ai velocisti, con andamento ondulato con unica insidia una salita di 3km al 9,5% a 25km dal termine. Nulla che facesse presagire quanto avvenuto, soprattutto perché eravamo solo al secondo giorno di competizione!

La fuga iniziale è stata ripresa proprio nei pressi dell’ascesa che si rivela troppo dura per il drappello di velocisti, tutti staccati inesorabilmente allo scollinamento. Se fino al GPM tutto sembrava ancora nella norma, è sulla discesa seguente che si è scatenata la bagarre tra gli uomini di classifica. Un gruppetto di 6 corridori, scalatori puri e quindi ancora prestanti dopo le fatiche dell’Alto de Puig Llorenca, ha iniziato a guadagnare pesantemente sul gruppo. A farne parte i vari Quintana, Roche, Roglic, Nieve, Uran e il nostro Fabio Aru. Gli unici due big rimasti spiazzati da questa azione, e attardati a una trentina di secondi dopo di essa, sono risultati Valverde e la maglia rossa Miguel Angel Lopez.

Il ritmo imposto dai battistrada è apparso subito molto elevato, consci del fatto di poter fare selezione già da questa tappa, e soprattutto di poter indossare la maglia di leader in virtù delle difficoltà dell’uomo di punta dell’Astana. I cambi sono stati regolari fino ai 3km dall’arrivo quando è stato Quintana a rompere gli indugi sfruttando le migliori qualità di passista rispetto agli altri. Il colombiano ha alzato le braccia al cielo al traguardo, seguito a 5 secondi da tutti gli altri compagni di impresa. Un distacco che però non gli è bastato per prendersi anche il simbolo della leadership della Vuelta 2019, con Roche che glielo ha strappato per soli 2 secondi.

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