Ciclismo, ct Davide Cassani: “Come cani al guinzaglio, fateci uscire”

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

Il commissario tecnico della Nazionale azzurra di ciclismo Davide Cassani sul suo profilo facebook ha scritto un post dove si è sfogato sul fatto che è da un mese e mezzo che non si può uscire nemmeno per prendere una bicicletta in solitaria e per far capire bene il suo concetto ha usato come paragone un cane che sta legato al guinzaglio. Nei prossimi giorni ci dovrebbe essere l’ufficialità con l’inizio della fase due e dunque in teoria si dovrebbe uscire e ricominciare a fare sport, con le dovute precauzioni.
Intanto andiamo a leggere il post con le parole di Davide Cassani.

Davide Cassani, il suo post

“POSSO USCIRE”?

Lo dico come se fosse un avviso ai naviganti alla ricerca disperata di un porto sicuro. È vero che il 4 maggio ci sarà la possibilità di fare sport all’aria aperta? Care persone che avete in mano le leve del potere e, come si dice, siete perennemente occupati nelle stanze dei bottoni, cercate di capire anche noi che non abbiamo stanze e tra poco forse non avremo neppure più bottoni. Se non ho capito male non manca tanto al giorno in cui possiamo uscire di casa, vero? Anche perché bisogna tenere conto non soltanto delle necessità assolute che il virus comporta, ma che, questo maledetto Covid 19, potrebbe, nel prossimo futuro, anche fare una strage di anime.
Dico questo perché qualunque resistenza ha un limite e noi siamo prossimi a raggiungere questo limite. Quindi “Possiamo uscire”?
Ora siamo come cani tenuti al guinzaglio e questo guinzaglio si è fatto corto e stretto al collo, per cui intorno a noi ci manca lo spazio, ci manca l’aria.
Cari amici, voi sapete che io per primo vi ho invitato al rispetto degli ordini che venivano appunto dall’alto, era necessario affrontare con misure drastiche una calamità come quella che stiamo vivendo. Ma adesso, che il peggio è passato, senza strillare, senza alzare la voce, chiedo conferma: “Posso uscire davvero”?
Badate, cari signori governanti, che questa non è solo una domanda di comodo che viene dall’esigenza umana di “muoversi”. Questa è una richiesta che viene dall’anima perché non abbiamo bisogno solo di aria, o di sole, o di buona salute: abbiamo bisogno di qualcosa che ci scaldi il cuore e questo qualcosa hai voglia a girare e rigirare, ma per le stanze di casa non lo trovi. E poi non vedo pericoli nel fare una corsa a piedi, in solitaria e neanche nel prendere una bicicletta, sempre da soli.
Ma attenzione, ancora più di prima dobbiamo essere bravi. Rispettare le distanze, tenere una mascherina a portata di mano, prestare la massima attenzione, fare in modo che lo sport diventi davvero una medicina rigeneratrice e non altro. L’organizzazione Mondiale della Sanità conferma che l’attività fisica è fondamentale ed io penso che lo sport fa bene, anche e soprattutto in tempi di Coronavirus, basta farlo da soli. Rigorosamente da soli. Ce la facciamo?

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