Sonny Colbrelli: “Se voglio far bene nelle Classiche dovrò sicuramente saltare il Giro d’Italia”

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

Per il ciclista azzurro Sonny Colbrelli questa è stata una settimana molto bella, infatti domenica scorsa è diventato padre per la seconda volta con la nascita di Tomaso, a due anni di distanza dalla nascita della primogenita Vittoria e il giorno dopo ha ricominciato ad allenarsi dopo due mesi di stop per l’emergenza Coronavirus.
Il quasi trentenne (li compirà il prossimo 17 maggio) della Bahrain-McLaren, oggi è intervenuto nella settima puntata di Spazio Talk, dove ha rilasciato un bella intervista parlando di parecchie tematiche e in una delle quali ha fatto capire che rinuncerà al Giro d’Italia per dedicarsi alle grandi classiche. Di seguito le sue parole

Sonny Colbrelli, l’intervista

CORONAVIRUS: “Mi sono quasi stupito di me stesso, perché sono stato abbastanza forte. L’epidemia ha colpito la mia famiglia, entrambi i miei genitori e mia nonna che ad 84 anni ha fatto un mese in ospedale. La maggior parte dei decessi ha riguardato persone anziane, mi ha stupito molto che lei ne sia venuta fuori. Inoltre c’è stata anche la gravidanza della mia donna a Brescia, che è stata una delle città più colpite dal virus. Non ero tanto tranquillo, fortunatamente sono riuscito a mantenere la testa libera e mi sono sempre allenato. Magari quando accadono certe cose ti prendi dei giorni di recupero, invece ogni giorno sono stato regolare e mi sono allenato. Diciamo che è andato tutto nel migliore dei modi“.

ALLENAMENTO SUI RULLI: “Da odiarli a passarci tre-quattro ore al giorno. Ormai avevo preso la mia routine giornaliera ed era sempre quella, forse ci sono stati due-tre giorni soltanto in cui sono salito e dopo dieci minuti sono sceso; devo dire che mi è passato il tempo“.

GARE VIRTUALI: “Per me è una cosa simpatica per fare passare il tempo e per far parlare di ciclismo, delle squadre e delle corse. Non puoi prenderla seriamente, perché andrebbero fatti tutto con lo stesso ruolo. C’è tanta differenza in base al modello, le impostazioni e la cartina, soltanto per il Giro d’Italia virtuale. Su Zwift è un’altra cosa, ma l’importante è che si sia parlato un po’ di ciclismo visto che in questi mesi non se ne è parlato, se non di virus o di squadre in difficoltà. Era importante riprendere in mano la situazione, io le ho trovate divertenti però bisogna prenderla come tali e non sul personale. Non bisogna pensare di voler far bene o di puntare alla vittoria di tappa“.

RIPRESA CORSE: “Sicuramente l’idea delle porte chiuse va presa in considerazione. Anche se ci sono questi due mesi per allenarsi e c’è tutto il tempo necessario, c’è il rischio che si possa sentire sul fisico. Abbiamo fatto rulli e non è stata una grande idea, perché bene o male, almeno dal mio punto di vista, si sentiva il cambiamento. Quando scendevo dal rullo si sente un mal di muscoli quotidiani. Si spera che questa cosa non incida sul finale di stagione, per quando riprenderanno le corse. Spero si riparta ed è importante che lo si faccia dall’Italia, dove è iniziato tutto. Siamo stati colpiti fortemente e il primo paese ad annullare le gare, lo scenario non è stato bello“.

CALENDARIO 2020: “Purtroppo se volevano salvare tutte le corse più importanti, dai Grandi Giri alle Monumento a tutte le classiche, qualcuno doveva rimetterci. In tre mesi è impossibile recuperare tutte le corse perse prima. Mi dispiace un po’ perché se uno punta le classiche e voleva fare il Giro d’Italia, non può farlo. Bisognerà fare delle belle scelte, i team si metteranno al lavoro per definire il miglior calendario per noi singoli“.

GIRO D’ITALIA: “Se voglio far bene nelle Classiche dovrò sicuramente saltare il Giro d’Italia, che invece era nei miei programmi iniziali“.

PROGRAMMAZIONE 2020: “Non puoi permetterti di programmare due picchi di condizione in un mese e mezzo o due. Sarà così per tutti, anche se magari qualcuno può pensare di fare il Tour de France per preparare la gamba. Dovrò prepararmi simulando delle gare in allenamento, fare 5-6 giorni di simulazione di una corsa a tappe.
Bisogna mettersi in testa che saranno tre mesi intensi e lunghi, si correrà giorno e notte per recuperare la maggior parte delle cors
e. Il tono muscolare è mantenuto, adesso bisognerà fare 15-20 giorni di adattamento per perdere quel chiletto messo su. Sarà utile godersi queste due o tre settimane all’aria aperta, per prendere di nuovo le sensazioni. Lunedì quando sono uscito dal cancello di casa sembravo spaesato, mi sentivo strano sulla bicicletta nell’alzarmi sui pedali. Avevo quasi la sensazione di cadere”.

RINVIO EUROPEI: “Era sicuramente un percorso adatto a me. Pazienza, aspetteremo il prossimo anno. Speriamo però che già quest’anno riescano a inserire l’appuntamento in calendario, anche disputandolo da un’altra parte“.

 

 

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