Ravanelli, INTERVISTA ESCLUSIVA: “Lazio Juve partita difficile, entrambe vogliono risalire. Allenare l’Anderlecht? Trattativa possibile”

Pubblicato il autore: Filippo Baldi

Lazio Juve
Domani sera allo stadio Olimpico di Roma si gioca Lazio Juventus, partita che aprirà il quindicesimo turno di Serie A. Per avvicinarci a questo match di grande importanza SuperNews ha intervistato Fabrizio Ravanelli, ex di entrambe le squadre, che ha parlato non solo di Lazio Juve ma anche della situazione del calcio italiano e delle sue aspirazioni come allenatore.

Allora siamo alla vigilia Lazio Juventus, lei ha vinto e scritto la storia di entrambe le squadre. Molto banalmente a quali delle due si sente più attaccato e per chi tiferà domani sera?
Ovviamente tifo Juve, la squadra a cui sono più attaccato, con la Juve ho vinto tutto quello che c’era da vincere, certo con la Lazio ho vinto lo scudetto, la Coppa Italia e la Super Coppa, ma la Juventus è la squadra che mi ha lanciato e mi ha fatto conoscere al mondo. Quindi sono più attaccato a questa maglia con cui ho vinto Champions League e Coppa UEFA. Credo sia giusto tifare Juventus anche perché è un sentimento che ho da quando ero ragazzino. È chiaro che dopo Juventus e Perugia ci sia la Lazio nel mio cuore.

Analizzando il momento delle due squadre vengono fuori due situazioni diametralmente opposte, partiamo dalla Juventus che dopo un avvio difficile ha risalito la classifica con un mese di Novembre straordinario.
Quali erano le ragioni del blocco iniziale, e ci sono i margini anche a livello di gioco, per puntare di nuovo allo scudetto?

Credo che il problema della Juventus fosse che all’inizio la squadra giocava sotto ritmo…poi anche una serie di infortuni ha fatto sì che non si trovassero gli equilibri, ora passando anche a 3 credo che si sia trovata la stabilità difensiva insieme con una rinnovata continuità sotto porta. Questo fa ben sperare per il futuro, ma è bene togliersi dalla testa il fatto che la partita di domani sera sia una passeggiata, la Lazio farà la partita della vita anche perché Pioli si gioca il posto. Non sarà facile, inoltre è squalificato Pogba, potrebbe non recuperare Khedira, sarà una Juventus in emergenza davanti ad una Lazio che ha voglia di vincere.

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Ecco proprio su Pogba, come ha detto lei è il simbolo di questa Juventus, però nonostante una superiorità tecnica a volte imbarazzante il ragazzo sembra un attimo spaesato nel ruolo assegnatogli quest’anno anche se indubbiamente si sta adeguando. Dove sta il problema, visto che credo che tecnicamente non abbia eguali in Italia?
Io credo che Pogba possa ricoprire tanti ruoli, poi chiaramente in alcuni ruoli rende meglio che in altri, questo è chiaro. Però è l’atteggiamento del giocatore che deve cambiare e che sta cambiando, cioè non deve dimostrare tutte le volte di essere più bravo degli altri. Deve essere il giocatore che è sempre stato e giocare con semplicità perché è un giocatore straordinario e deve ritornare ad avere la mentalità che aveva con Conte. Così potrà veramente diventare leader della squadra guidando la risalita insieme allo zoccolo duro (Buffon, Chiellini, Bonucci, Barzagli, Marchisio…) e riportando la Juve dove merita di stare.

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Dall’altra parte una Lazio molto altalenante e in crisi di risultati, tanto che la partita di domani sera per la panchina di Pioli potrebbe già essere decisiva. Dove sta il problema realmente?
Non credo che il problema sia Pioli, anche se il mio giudizio in questo caso è quello di uno spettatore. Credo per quello che riesco a percepire che non ci sia sintonia tra allenatore e spogliatoio, però Pioli ha dimostrato di essere un allenatore di una grande caratura che ha sempre ottenuto buoni risultati. Bisogna fare quadrato e non rompere il meccanismo perché la Lazio può ancora recuperare e ha un effettivo che gli permette di poter lottare per la Champions, e deve fare alla svelta, perché visti i giocatori si deve lottare per le prime 4-5 posizioni.

Parlando invece più in generale della situazione del campionato, stiamo assistendo quest’anno ad una competizione molto più avvincente, pensa che finalmente il livello della Serie A sia tornato a crescere o è un livellamento verso il basso?
Non penso che sia un campionato in crescita, è sicuramente molto più equilibrato. Vedendo le partite nelle competizioni europee si capisce però che il calcio italiano si sta avvicinando al top d’Europa. Anche se poi vediamo in Coppa Italia squadre di Serie C che battono squadre di Serie A. Questo ci dovrebbe far capire quanto il filo sia sottile tra certe tipologie di giocatori. Credo che ancora oggi faccia la differenza la determinazione, non bastano le qualità tecniche, come molti continuano a dire.

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In Europa, seppur a piccoli passi, stiamo risalendo nel ranking UEFA siamo a 2,7 punti dal campionato inglese, ciò vuol dire che con qualche buona prestazione potremmo ritornare ad avere sette squadre in Europa, come vede il cammino delle italiane e questa possibilità?
Questa possibilità è raggiungibile, la Juventus quinta nel campionato italiano ha battuto la capolista Manchester City andata e ritorno, il calcio italiano sta crescendo, ci auguriamo di poter tornare a comandare, come negli anni novanta, sia in Europa che nel mondo.

E su questo credo possa essere testimone…Per finire vorrei chiederle qualcosa riguardo alla sua carriera da allenatore, due anni nel settore giovanile della Juventus e poi una parentesi non molto positiva all’Ajaccio. È notizia quasi dell’ultima ora di un contatto con l’Anderlecht che si starebbe concretizzando, conferma? E se sì come vedrebbe una esperienza in Belgio?
Mi piacerebbe, farò il possibile. All’Ajaccio sono stato esonerato ma la squadra stava facendo buoni risultati e si era salvata, da quando sono andato via io i risultati sono venuti a mancare, quando non c’è la materia prima per poter lavorare è tutto molto difficile. Credo di aver fatto veramente tanto, oggi vedere l’Ajaccio penultima nella Serie B Francese fa molta tristezza, ma testimonia che il mio lavoro è stato straordinario e ho pagato per colpe non mie.

Conferma dunque la voce dell’Anderlecht?
Me lo auguro, spero possa concretizzarsi, c’è in giro questa voce e speriamo possa venire fuori.

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