AG2R La Mondiale, Andrea Vendrame: “Il mio sogno? Il podio della Milano-Sanremo e vincere una tappa del Giro d’Italia. AG2R La Mondiale un salto di qualità”.

Pubblicato il autore: Francesca.Capone. Segui
Ph: Kevin Bottin.

SuperNews ha intervistato il giovane ciclista della AG2R La Mondiale Andrea Vendrame. Le sue ambizioni non sono rivolte unicamente al Giro d’Italia, ma anche ad altre competizioni, come la Milano-Sanremo. Passato dalla squadra professional della Androni a quella dell’AG2R La Mondiale dell’UCI World Tour, Andrea ci ha raccontato i sui primi mesi all’interno della nuova realtà ciclistica. Inoltre, il classe ’94 ci ha spiegato perché, secondo il suo punto di vista, i ciclisti belgi possano risultare avvantaggiati rispetto agli altri nelle prossime competizioni.

Come ti sei allenato in questi mesi, data l’impossibilità di non poter correre su strada?
Dopo il rientro dall’UAE Tour, è sopraggiunto il lockdown. Noi professionisti, però, potevamo ancora allenarci su strada, e io ne ho approfittato fino all’ultimo. Poi, il Governo ha emesso il decreto secondo cui anche i professionisti erano costretti a sospendere l’attività agonistica. Così, ho iniziato ad allenarmi con dei rulli e degli esercizi a corpo libero. In una settimana, dedicavo tre giorni ad allenamenti mattutini di un’ora e mezzo con i rulli e allenamenti pomeridiani con esercizi a corpo libero, mentre negli altri quattro giorni della settimana facevo la classica doppia seduta, ovvero un’ora e un quarto la mattina e un’ora e il pomeriggio.

A proposito di esercizi, qual è stato il tuo miglior risultato sui rulli in un giorno?
Tenendo in considerazione sia la sessione mattutina che quella pomeridiana di allenamento? Due ore e mezzo, due ore e quarantacinque, non di più. (Ride). Non sono un amante dei rulli, né di quelle piattaforme utilizzate in questa fase di quarantena. Ho sempre cercato di variare la mia attività fisica: preferivo fare corsetta nell’area antistante casa mia, piuttosto che praticare sempre esercizi sul posto e da svolgere necessariamente in casa.

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Quando pensi di poter ritornare ad allenarti con i tuoi compagni di squadra?
Avevamo concordato di ritrovarci tutti insieme i primi di giugno, fermo restando che l’emergenza ce lo consenta. La squadra, però, non mi ha specificato nulla, dal momento che si tratta di una situazione ancora in fieri.

Come sono stati i tuoi primi mesi in AG2R, prima dello stop causato dal CoVid?
Ho fatto due ritiri lo scorso anno, a dicembre, dove abbiamo lavorato per le varie corse e scattato alcune foto di squadra. Ho iniziato a fare corse in Argentina e in Australia, per poi arrivare qui in Italia per partecipare alla Laigueglia, quindi ho corso ben poco con il team. Da ciò che ho potuto notare, l’AG2R La Mondiale è una molto organizzata. Il passaggio da una squadra professional a una World Tour si sente: a livello di organizzazione, di staff, di compagni. Non posso paragonarla a nessun’altra squadra, poiché ad oggi è una delle squadre migliori che mi sia capitata in carriera.

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Aspiri al podio di una gara in particolare quest’anno?
Il mio obiettivo principale è il podio della Milano Sanremo, e magari portarmi a casa una tappa del Giro d’Italia. Tuttavia, il lockdown ha sospeso l’intera stagione. Se torneremo ad essere competitivi su strada, partirò insieme alla squadra e valuterò, in base alle mie caratteristiche, in quale gara competere, per poi cercare di focalizzarmi sui miei obiettivi. Ad oggi, come squadra, non abbiamo deciso ancora nulla per via del calendario che hanno stilato. Al momento, l’unica cosa certa che c’è è che, essendo l’unico italiano in squadra,  il Giro d’Italia non potrà sfuggirmi.

Un calendario così denso e con gare che tendono a sovrapporsi, potrebbe avvantaggiare corridori con particolari caratteristiche atletiche?
Ci sono diversi fattori che incidono su questo calendario. Credo che chi saprà tenere la forma per tre mesi, riuscirà a prevalere e ad avere i risultati migliori. Un’altra mia considerazione personale è che i ciclisti belgi hanno potuto mantenere la forma, poiché non hanno mai smesso di correre su strada, dunque risultano più in forma degli altri. Io ho fatto un test qualche giorno fa: purtroppo, sono ritornato ai livelli di gennaio. Ho fatto dei passi indietro. Fortunatamente, il mio fisico tende a riprendere la forma abbastanza presto, quindi spero di recuperare in tempi brevi.

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Cosa ne pensi della sovrapposizione delle Classiche Monumento e di parte della Vuelta con il Giro d’Italia?
Questa è una domanda critica. Ho guardato il programma, senza soffermarmici troppo. Mi dispiace dire una cosa del genere, ma noi ciclisti possiamo correre solo tre mesi, quindi in tre mesi bisogna trovare il modo di incastrare tutti gli appuntamenti. Per un anno, gli organizzatori delle corse dovranno fare un sacrificio in più.

Speri di essere protagonista anche in questa edizione della corsa rosa e magari ottenere la vittoria di una tappa, come quella sfuggita di poco lo scorso anno a San Martino di Castrozza?
La conquista di una tappa del Giro è il mio “pallino”. Quest’anno ci sono diverse tappe qui nel Veneto, vicino casa mia, e vorrei provare a portarne a casa una.

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