Marco Marchionni in esclusiva a SN: “La Superlega toglie la bellezza del calcio. Juventus-Parma, non so per chi tiferò: Parma la mia seconda casa, i bianconeri arriveranno in Champions League”

Pubblicato il autore: Davide Roberti Segui


SuperNews ha avuto il piacere di intervistare Marco Marchionni, uno dei grandi protagonisti della Serie A del primo decennio del 2000, in vista del match tra Juventus e Parma: tre anni in bianconero per lui, tra il 2006 e il 2009, a cavallo tra le due esperienze in maglia crociata tra il 2001 e il 2006 e poi tra il 2012 e il 2014. Ecco tutte le sue parole.

Partiamo dal presente: la tua prima esperienza in panchina sta andando piuttosto bene. Credete ancora nella promozione, visto che i playoff sono ad un passo? Ci sono giovani talenti che, potenzialmente, possono già fare il salto di categoria a tuo dire? 
Domenica abbiamo perso in casa, la sconfitta è stata certamente brutta per come è venuta. Abbiamo giocato male, abbiamo fatto fatica: ci dispiace perché abbiamo perso una grossa occasione. Noi crediamo ai playoff, possiamo fare bene, anche se certamente giocando come domenica è molto dura: i margini per migliorare ci sono, nonostante fare brutte figure come ieri non sia una bella cosa. Ragazzi interessanti, nel mio Foggia ce ne sono, anche se dopo prestazioni come quella con la Paganese è più difficile fare valutazioni: però diversi calciatori hanno dimostrato nell’intera stagione di poter crescere e di poter ambire a qualcosa di importante. Poi, ovviamente, sta a loro dimostrare di anno in anno di valere le categorie superiori.

Alla tua prima stagione da allenatore, comunque, stai già ottenendo grandi risultati. A proposito di allenatori, hai avuto l’opportunità di lavorare con grandi mister, da Prandelli a Ranieri passando per Deschamps, Mihajlovic, Baldini e Donadoni. Chi ti ha colpito di più? Ora da chi prendi spunto?
Sicuramente da Prandelli. E’ veramente un grande allenatore e una grande persona: mi spiace per come è finita la sua ultima esperienza con la Fiorentina, veniva da tanto tempo di inattività in panchina. Ma credo sia stato lui il vero riferimento per le mie idee. E poi a livello di calcio anche Silvio Baldini, perché è un allenatore molto preparato.

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Domani si gioca una partita che ti riguarda da vicino, Juventus-Parma: pronostico secco, chi vincerà? E per chi tiferai? 
Parma è stata la mia seconda casa: ci sono arrivato da ragazzo, mi ha permesso di arrivare nel calcio che conta. Poi è normale che, per un calciatore, arrivare alla Juve sia il top. Non saprei dire per chi tifo: le guardo entrambe, sono affezionato ad entrambe perché hanno fatto parte della mia vita, ma preferisco godermela senza fare pronostici.

Secondo te, qual è il motivo della stagione fallimentare del Parma? Come organico non sarebbe da Serie B… 
L’organico effettivamente non è da Serie B, ma poi contano i fatti, il campo. Mi dispiace perché so cos’è l’ambiente Parma, ciò che può dare e so che c’è la possibilità di lavorare in modo sereno. Nessuno si aspettava che questa stagione sarebbe potuta finire in questo modo, soprattutto se pensiamo alla cavalcata che hanno fatto dalla Serie D fino ad oggi e alle ultime stagioni in Serie A: avevano alzato l’asticella, cambiato allenatore, mi aspettavo che avrebbero fatto ancora qualcosa di più. Purtroppo D’Aversa non sta facendo così bene come ci si aspettava quando è stato richiamato, non sta riuscendo a salvare i crociati: poi è chiaro che alla fine contano sempre i risultati.

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Il nuovo presidente Krause sembra molto ambizioso: se il Parma andrà in B, si può dire che sarà un fallimento? Oppure può essere un’occasione per rifondare da zero?
Non è facile, però, quando si cambia proprietà, fare programmi e centrare subito gli obiettivi preposti. Sicuramente sono stati fatti degli errori, anche perché ora non si troverebbero in questa situazione: solo loro, però, sanno quali sono gli errori che sono stati commessi, da fuori è difficile giudicare perché non conosciamo le dinamiche.

Nel 2008 sei arrivato secondo con la Juve proprio dietro all’Inter, senza però mai riuscire ad insidiare davvero i nerazzurri. Quest’anno, la storia potrebbe ripetersi: cosa è mancato ai bianconeri rispetto all’Inter?
L’Inter ha fatto il campionato che tutti si aspettavano, e che lo stesso Conte voleva: la differenza l’ha fatta la crescita dei nerazzurri. Gli scorsi anni la Juve ammazzava il campionato già in primavera, questa volta invece la squadra di Conte e il Milan hanno tenuto botta. L’Inter, poi, è una squadra forte, costruita bene, con un grande allenatore, con una società che ha fatto investimenti importanti: è normale che con queste premesse possano vincere lo Scudetto. Non è una questione di differenze di organico, è anche un questione di testa, di interpretazione delle partite: l’Inter sta meritando il primo posto. La Juve avrebbe potuto fare di più, ha buttato punti importanti, ed essendo diminuito il divario con le altre squadre gli sono costate il primo posto.

Al di là della questione SuperLega, la Juve arriverà in Champions?
Non tutti si aspettavano la sconfitta con l’Atalanta che, però, è comunque una squadra fortissima che può battere chiunque. Questo brutto risultato può complicare le cose, ora è tosta: ma la Juve ha tutte le capacità per arrivare tranquillamente in zona Champions.

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Da allenatore ad allenatore: un giudizio su Pirlo? La Juve deve confermarlo o affidarsi ad un allenatore più esperto?
La Juve deve tenerlo, perché se hanno fatto questa scelta è importante confermarlo, dargli fiducia e sposare le sue idee. Se una società inizia a cambiare sempre, è più difficile vincere: Pirlo ha delle grandi qualità, con le quali porterà la Juve a vincere di nuovo quello che ha sempre vinto.

Se fossi ancora un calciatore, saresti felice di disputare un’ipotetica Superlega?
Ci sono i pro e i contro. Giocando nella Juve, nel Milan, nel Manchester, nel Real Madrid, può anche essere bello. Però poi si toglie tutta la bellezza del calcio: se si incontrano tutte le più grandi d’Europa, gli altri cosa fanno? Si incontrano solo tra di loro? Nel calcio ci sono le evoluzioni, siamo d’accordo: ma i campionati vanno rispettati. Una squadra di medio-bassa classifica deve avere la possibilità di confrontarsi con le big, di migliorare. Comunque è troppo difficile dare giudizi su queste situazioni: se sei in un’ambiente come quello della Juve, può essere bello perché vai a sfidare le grandi squadre d’Europa. Però togli la bellezza e il fascino di questo sport a tutte le compagini più “piccole”, che non vedono l’ora di sfidare i top club.

 

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