Angelo Gregucci a SuperNews: “Mercato dell’Inter dipendente dalle uscite. Dybala alla Roma? Ottimo acquisto, ma fossi in lui mi farei delle domande…”

Pubblicato il autore: Francesca.Capone.


SuperNews ha avuto il piacere di intervistare
Angelo Gregucci, ex difensore di Taranto, Alessandria, Lazio, Torino, Reggiana, con un lungo percorso da assistente, collaboratore tecnico, vice e allenatore di più di 16 squadre, tra cui spiccano Fiorentina, Atalanta, Sassuolo, Manchester City, Inter e la Nazionale. In questa lunga intervista, Gregucci ha condotto un’analisi approfondita delle operazioni di mercato delle big di Serie A e della prossima stagione.

 

Angelo, tanti giocatori importanti del Napoli sono andati via, come Ospina, Insigne, Koulibaly, che da pochi giorni ha lasciato il club per approdare al Chelsea, e Mertens, anche lui molto vicino all’addio. Deulofeu sembra invece vicino all’approdo in azzurro, e nel frattempo la società monitora Kim Min-jae e pensa anche a Simeone. Che annata sarà quella del Napoli? La scorsa stagione è stato molto vicino allo scudetto, ma adesso sembra che la piazza non sia particolarmente entusiasta di quello che sta accadendo…
Il Napoli è ad una riprogrammazione strutturale. Il club ha conclamato un ciclo competitivo, i suoi calciatori portanti e simbolo sono poi stati portati a fine contratto, quindi io credo che il Napoli un’idea chiara ce l’abbia, manifestata con le azioni intraprese dal club di De Laurentiis, come il non rinnovo di Insigne, il non rinnovo di Mertens o la cessione di Koulibaly, un addio che, a mio parere, impoverisce tecnicamente il calcio italiano. Quindi, adesso, il Napoli è chiamato ad una ristrutturazione di squadra. Sarà quindi una sorta di “anno 0” per i partenopei, l’anno in cui sarà importante dare tempo a Luciano Spalletti, che lavorerà per rendere il Napoli nuovamente competitivo nel minor tempo possibile.

Dopo mesi di incertezza e di suggestioni di mercato, Dybala ha scelto la Roma di Josè Mourinho. Che ne pensi dell’acquisto del club giallorosso? Con il tecnico portoghese l’argentino potrebbe tornare protagonista?
C’è stata un’anomalia in questa vicenda di mercato, un’anomalia che anche Dybala dovrebbe analizzare. L’argentino, lasciato a 0 dalla Juventus e che negli anni passati è stato un fattore del nostro campionato, ha impiegato tantissimo tempo a trovare una locazione. Fossi in Dybala, mi porrei delle domande. Il mercato internazionale, forse, si è un attimo dimenticato del giocatore, oppure ha messo in dubbio le sue qualità o la sua efficienza atletica? Mi viene difficile pensare che un giocatore appetibilissimo come lui a 0 sia stato libero sul mercato fino a ieri. Non posso sapere se Dybala e il suo entourage avessero già avviato dei contatti, ma da spettatore mi chiedo: è possibile che un giocatore come lui abbia trovato una collocazione tecnica solo alla fine di luglio, a meno di quattro settimane dall’inizio del campionato? Perché l’argentino non si è aperto a un mercato internazionale, dal momento che ha viaggiato a 0? 

Ora, però, le trattative si sono chiuse, perché Paulo ha scelto la Roma. Il club giallorosso ha fatto un ottimo acquisto. L’unica perplessità che riguarda Dybala si riferisce alle statistiche degli ultimi anni: non è stato a disposizione con continuità e ha avuto più di qualche problema a livello muscolare, ma sotto il profilo squisitamente tecnico l’argentino è indubbiamente un giocatore importante per il campionato italiano, e lo sarà anche per la Roma di Mourinho. Al tecnico portoghese piace molto mettere giocatori di qualità sotto punta, e Tammy Abraham sicuramente ne beneficierà. Tutto dipenderà dalla disponibilità e dall’efficienza fisica di Dybala, ma tecnicamente l’attaccante non si discute.

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L’Inter e la Juventus si contendono Bremer: la società bianconera pensa al difensore del Torino per il post De Ligt, mentre i nerazzurri vedono in lui il possibile sostituto di Skriniar, che subisce ancora il pressing del PSG. Cosa ne pensi del difensore del Torino? In quale club lo vedresti meglio?
Nell’ultimo campionato, Bremer per affidabilità e rendimento è stato un calciatore fondamentale per il Torino, tanto è vero che attrae su di sé l’attenzione di molti club italiani. Se prima erano gli attaccanti, adesso sono i difensori centrali a determinare un effetto domino sul nostro mercato. Mi rendo conto che Bremer sia un giocatore appetibile, soprattutto per quei club che devono sostituire altri calciatori che vanno via. Dovesse approdare all’Inter o alla Juventus, quello che mi permetto di dire è che forse il difensore del Torino conosce poco la pressione a livello internazionale, ma sotto il profilo strutturale il ragazzo è promettente.

Per quanto riguarda invece De Ligt, secondo me il classe 1999 è nel panorama calcistico internazionale un difensore dall’esperienza e dalla qualità importante. Dovesse partire per un club estero, anche in questo caso il calcio italiano perderebbe un altro dei top. Qualcuno potrebbe mettere in dubbio le mie parole, dicendo che l’olandese non ha dimostrato di essere un top player, ma io replicherei chiedendo: che cosa ha dato il calcio italiano ad un giocatore che nell’Ajax, capitano della squadra a soli 18 anni, era un portento? De Ligt era un fenomeno nei lancieri di Amsterdam, uno dei club storici del panorama calcistico mondiale. Per questo motivo, credo che l’esperienza del difensore nel nostro campionato non sia stata formativa. Anche Skriniar è un’altra delle eccellenze difensive del nostro campionato e di questa finestra di calciomercato. L’Inter dovrà necessariamente fare un’operazione importante di mercato in entrata e tratterà con una società che di solito del denaro non ne ha mai fatto un problema: il PSG. Il club parigino, però, non mi sembra strutturato storicamente per vincere grandi trofei: non gli mancano né le condizioni economiche né quelle tecniche, ma gli manca la storia per poter ambire alla vittoria della Champions League. Tuttavia, dopo tante esperienze, il PSG sta imparando che la storia, in quel tipo di manifestazione, è un elemento strutturale e fondamentale alla vittoria.

Cosa ne pensi della scorsa stagione del Milan? Sul fronte mercato, il club rossonero ha ufficializzato l’acquisto di Origi dal Liverpool, e attualmente sembra concentrarsi sui nomi di De Ketelaere, Renato Sanchez e Ziyech. Chi sarebbe più funzionale per il Milan tra questi nomi?
Non è un discorso di funzionalità, perché il progetto tecnico del Milan si modella in tante condizioni, non è imprigionato in un sistema di gioco e ha una visione assolutamente moderna del calcio. Inoltre, lo staff dirigenziale e tecnico del Milan è composto da gente evolutissima, che ha sempre dimostrato di avere le idee chiare. Stefano Pioli è attualmente uno dei migliori tecnici italiani, sia sotto il profilo tecnico che gestionale: ha fatto grandissimi passi in avanti, cambiando spesso strategia di gara senza battere ciglio. Avendo fatto grandi complimenti alla società rossonera, devo anche dire che tra poco potrebbe esserci il rovescio della medaglia. Quando infatti si valorizzano tanti giocatori, come ad esempio Leao o Theo Hernandez, che prima valevano x e oggi valgono y, c’è poi la delicata questione del rinnovo del contratto. Ma anche in questo caso, la dirigenza ha le idee chiare su come operare. Quindi, fossi qualsiasi tifoso o sportivo legato ai colori rossoneri, mi fiderei dei miei dirigenti. I grandi meriti della dirigenza rossonera non consistono tanto nella vittoria dello scudetto nella scorsa stagione, quanto nell’operatività degli anni precedenti. Il Milan ha lasciato a 0 tantissimi calciatori, dettando sempre però le sue precise condizioni. La società ha puntato sul lavoro e sulla qualità dei propri tesserati e ha raggiunto un traguardo inaspettato, perché la squadra non era la migliore dello scorso anno. Tuttavia, puntando sulle idee, sul lavoro e sulla visione, lo staff del Milan ha dimostrato al panorama calcistico italiano cosa si può fare.

La Juventus ha preso Di Maria e Pogba, ritroverà Chiesa, ma forse perderà De Ligt. Poi, bisognerà capire se le voci di un possibile approdo di Zaniolo in bianconero possano concretizzarsi o meno. Il club bianconero potrà quest’anno ritornare ad essere una delle protagoniste indiscusse del campionato?
Per quanto riguarda l’acquisto migliore che la Juventus possa fare quest’anno, bisognerà attendere la fine del mercato. Credo che Chiesa sia un giocatore su cui puntare, perché è indubbiamente l’uomo di cui il club necessita tecnicamente: è tecnico, moderno, di grande accelerazione e ha già dimostrato di essere un fattore nel nostro campionato. Per quanto riguarda Di Maria e Pogba, credo siano due profili suggestivi, convenienti sotto il profilo economico, ma non c’è un’idea progettuale. Il Pogba delle ultime due stagioni allo United mi lascia qualche perplessità, nonostante la qualità del giocatore sia indiscutibile. Il centrocampista conosce bene il calcio, il successo, è un campione del mondo e ha vinto tantissimo, ma la suggestione esiste in relazione alle ultime due stagioni in Premier, in cui non si è conclamato come top player. E’ sicuramente una bellissima “suggestione romantica”, dal momento che Pogba conosce bene la Juventus e la Juventus conosce bene Pogba, ma senza un’idea progettuale. La Juventus tornerà ad essere protagonista del prossimo campionato e credo che il mercato bianconero non sia finito qui, perché in base alle uscite credo che il club necessiterà di altri interventi.

Un parere sul mercato dell’Inter? Per ora le operazioni in entrata portate a termine da Marotta e dalla società sono state quella di Lukaku, Asllani, Bellanova, Onana e Mkhitaryan. Il mercato nerazzurro potrà riservare altri colpi?
Marotta è sicuramente uno degli uomini più navigati del mercato, soprattutto sotto il profilo progettuale. C’è però da sottolineare che da un paio di stagioni è il gruppo Suning a guidare le operazioni. Infatti, il gruppo ha smesso di investire e ha un equilibrio di bilancio che ritocca e risana con le uscite. Il mercato dell’Inter, quindi, è condizionato da queste operazioni, e verrà completato quando queste operazioni si faranno. Lo scorso anno ne sono usciti benissimo, prendendo Lukaku, tra i protagonisti indiscussi di quell’annata, e Hakimi. Poi il belga ha scelto il Chelsea, ma ha avuto delle difficoltà. Così, l’attaccante ha manifestato fortemente la sua volontà di tornare in nerazzurro: questo è stato un elemento decisivo nella trattativa, dal momento che il belga è stato disposto a ridursi lo stipendio pur di tornare a vestire la maglia dell’Inter. C’è stata quindi la volontà condivisa di ricongiungersi e l’approvazione tecnica di Inzaghi, quindi a mio parere l’operazione “Lukaku bis” è stata una buona operazione, soprattutto se pensiamo a quanto è stato venduto lo scorso anno e alle condizioni con cui è stato ripreso quest’anno. Ora, secondo me, tutto il mercato dell’Inter è determinato dalle uscite: il club ha idee chiare in entrata, ma non si può muovere, perché il gruppo Suning ha dato delle direttive ben precise alle quali attenersi. Credo che le future operazioni di mercato passeranno dalla cessione di Skriniar.

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