Piacenza, il ds Scianò a SuperNews: “Grande step di crescita nella scorsa stagione. Mercato? Adesso cerchiamo un centrocampista e un esterno offensivo”

Pubblicato il autore: Francesca.Capone.

SuperNews ha intervistato Marco Scianò, direttore sportivo del Piacenza Calcio. Il club biancorosso ha concluso lo scorso campionato di Serie C al nono posto in classifica con 50 punti. Dopo l’accesso ai playoff, però, sono sfumate presto le speranze della promozione con l’eliminazione nel primo turno contro la Juventus U23. Partendo dai risultati ottenuti nella scorsa stagione, Scianò ha fatto il punto sul calciomercato biancorosso e sugli obiettivi della società per il prossimo campionato di Serie C, che secondo il ds si prospetta assai competitivo.

 

Marco, partiamo dalla stagione conclusasi da qualche mese. Il Piacenza è arrivato nono in classifica a quota 50 punti. Si è qualificato per i playoff, ma è uscito nel primo turno contro la Juventus U23. C’è ancora del rammarico per come è andata? Quali sono gli obiettivi del club per la prossima stagione?
La scorsa stagione è stata ottima, perché ha coniugato un buon piazzamento in classifica e la valorizzazione di diversi giocatori, sia Under che Over, che hanno sperimentato un momento di crescita e un risultato personale che non avevano mai ottenuto prima. E’ quindi evidente che il Piacenza abbia fatto uno step di crescita sportivo rispetto all’anno precedente. Poi, è chiaro che siamo tutti ben consapevoli che una piazza come Piacenza dovrebbe e potrebbe ambire a molto di più, ma nel percorso effettuato fino ad ora, che la società ha portato avanti con onestà e sacrificio, riteniamo che il risultato sia in linea con gli sforzi che stiamo mettendo in campo.

Parlando di calciomercato: è diventato un giocatore del Piacenza Giordano Conti, attaccante classe 2002 cresciuto nel settore giovanile del Genoa, così come il portiere classe 2001 Dario Anatrella, premiato nella scorsa stagione come miglior portiere nell’ambito del “D Club 2022”. Vestirà ancora la maglia biancorossa Davide Munari, riscattato dal Cesena dopo il prestito dello scorso anno. Poi sono arrivati Mattia Rossetti, attaccante classe 1996 che ha trascorso le due ultime stagioni nel Campobasso, e Ruggero Frosinini, esterno classe 2001. Inoltre è in arrivo anche Pietro Biancheri, punta centrale classe 2002 dalla Spal. L’obiettivo è quello di costruire un organico giovane? Come cambierà il Piacenza con questi arrivi?
Il lavoro della nostra area sportiva, guidata da Marco Pozzoli, è stato quello di patrimonializzare la società con alcuni giovani di proprietà, come appunto Conti, Bianchieri, Frosinini, Anatrella. Si tratta di giovani che patrimonializziamo, su cui vogliamo costruire, verso cui non abbiamo pretese e che si inseriscono nel nucleo di una rosa più consolidata, che ha la continuità dello scorso anno. Quindi è chiaro che la nostra intenzione è quella di continuare a lavorare sui giovani, sia per mission societaria e sia per una questione di sostenibilità economica. Piacenza, per la storia del suo passato, dovrebbe ambire a obiettivi importanti, ma oggi è molto complicato mettere in campo risorse economiche ingenti, non è sicuramente la strada attuale del club. Cerchiamo, quindi, di puntare sulla forza delle idee per compensare situazioni economiche che sono completamente lontane da noi. Altre squadre hanno budget diversi perché hanno ambizioni diverse. Il nostro club, invece, è lontano da questa dinamica. Lavorare sui giovani, quindi, è sia una necessità che un’occasione per dare valore alla nostra realtà calcistica.

Ci saranno altri colpi di mercato?
Sicuramente dobbiamo completare la rosa, ma non abbiamo fretta. Non siamo una società che detta i tempi del mercato, ma che li attende e approfitta di quelli giusti. Ci manca sicuramente un giocatore a centrocampo che possa darci qualità di gioco, così come anche un esterno offensivo. Questi saranno i due principali profili da inserire in rosa. 

Il club ripartirà dal tecnico Manuel Scalise. Come è arrivata la scelta di un cambio in panchina e l’addio a Scazzola?
Con il precedente allenatore, Cristiano Scazzola, al quale ci lega un rapporto di sincera stima e amicizia, abbiamo ritenuto che il percorso si fosse completato, esaurito. A volte bisogna sapersi salutare nei momenti giusti. Eravamo consapevoli di dover ripartire con nuove idee, sempre incentrate sui giovani e su investimenti calibrati, perché la priorità per il nostro club è sempre quella di far quadrare i conti, anche a costo di risultare svantaggiati sulla competitività. Ognuno fa le sue scelte: noi abbiamo scelto di essere ligi e precisi in quello che facciamo, senza giocare con valori economici che non possiamo permetterci. Semplicemente, quindi, con Scazzola si è chiuso un ciclo e abbiamo scelto di ripartire da Manuel Scalise, un allenatore giovane che ha scelto di giocarsi l’occasione della vita tirando fuori il meglio di sé stesso. Tutti noi siamo dell’idea che Scalise sia un tecnico dotato di qualità tecniche e morali importanti. Poi, come in tutte le cose, bisogna anche avere un po’ di fortuna, quell’ingrediente magico che nessuno può comprare e che si spera sempre di trovare lungo il percorso.  

Mercoledì 20 luglio alle ore 17:30 il Piacenza disputerà la prima amichevole ufficiale contro il Monza, a Monzello. Affronterete una squadra che si è enormemente rafforzata con l’acquisto di giocatori come Pessina, Ranocchia, Cragno, e che punta a disputare un ottimo campionato di A. Come preparerete questa amichevole?
Noi partiremo il 15 luglio, quindi per noi ci saranno pochissimi giorni nelle gambe. Abbiamo accettato l’invito del Monza, anche in virtù dell’amicizia che ci lega con il dott.Galliani e con il ds Antonelli, e lo affronteremo con la consapevolezza di un dislivello tecnico enorme. Tuttavia, cercheremo di fare una buona figura in questo confronto tra una squadra di Serie A con mezzi e ambizioni di ben altro livello rispetto alla salvezza e una squadra di Serie C che vuole valorizzare giocatori, fare il meglio possibile in campionato e continuare a crescere. Questi sono i principali obiettivi che adesso possiamo imporci.

Che campionato di C vi aspettate, alla luce dei colpi di mercato messi a segno dagli altri club? Chi saranno le avversarie più ostiche della prossima stagione?
Dipenderà molto dal girone in cui saremo inseriti. Tuttavia, a prescindere dai gironi, sarà un campionato di Serie C molto complicato, perché molti club si sono mossi sul mercato investendo tantissimi soldi, quindi il livello si è alzato un po’ per tutte le squadre. Ci sarà grande competitività, e non ci saranno mai partite facili da giocare. Sarà davvero difficile cercare di essere idonei in un campionato di questo tipo.

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