Intervista esclusiva a Riccardo Cucchi: "Lazio, stagione straordinaria grazie a Sarri. Fiorentina, conferma Vanoli. Sul presidente FIGC e sul futuro del calcio italiano..."
La nostra redazione ha avuto il piacere di contattare in esclusiva Riccardo Cucchi, storico radiocronista di Tutto il Calcio Minuto per Minuto. Numerosi i temi affrontati, a partire dalla "sua" Lazio fino ad arrivare al futuro della Nazionale Italiana e del nostro calcio.
Abbiamo avuto il piacere di intervistare Riccardo Cucchi, noto ex radiocronista di "Tutto il Calcio Minuto per Minuto" a Radio Uno e giornalista sportivo. Nel corso della nostra intervista sono stati affrontati numerosi temi di attualità calcistica: ecco le parole di Cucchi ai nostri microfoni.
La Lazio sta chiudendo la stagione in modo un po' grigio. Cosa pensa del campionato che hanno giocato gli uomini di Sarri, vista anche la contestazione che sta accompagnando la squadra da inizio anno?
La Lazio, per me, ha fatto qualcosa di straordinario. Gioca senza pubblico in casa e in trasferta, per una polemica che vede tifosi e presidente contrapposti duramente: questo è un grosso deficit, per di più se per lungo tempo vengono a mancare diversi titolari. Per me, il lavoro di Sarri ha prodotto un mezzo miracolo, con una squadra indebolita dal non-mercato estivo dell'anno scorso. Non è stata travolta, come è accaduto ad esempio alla Fiorentina, e si trova a metà classifica.
C'è ancora una semifinale di Coppa Italia da giocare per i biancocelesti. Come vede la sfida con l'Atalanta di settimana prossima?
La Dea è più forte, nettamente. La Lazio ha a disposizione solo il suo sogno di centrare una finale di Coppa Italia che sarebbe, anche questo, un miracolo. Se la giocherà al massimo, seppure sia strafavorita l'Atalanta: la Lazio ha però giocato in maniera seria anche nell'ultimo periodo, ad esempio battendo il Milan per 1-0, e quindi si giocherà le sue carte al meglio. Tutto è possibile, soprattutto con questo gruppo "devoto" al suo allenatore.
Corsa Champions League: dando per chiuso l'accesso alla competizione di Inter e Napoli, chi si merita di più di arrivare tra le prime quattro? E chi, effettivamente, ce la farà?
Tutte se lo meritano: la Juve ha fatto un grande lavoro di crescita, il Como è stato bravissimo a giocarsela fino a qui e anche la Roma, per me, ha fatto un grande campionato con un grande lavoro di Gasperini. Vedo il Milan più avanti, mentre per il quarto posto se la giocheranno spalla a spalla fino alla fine tutte le altre, con l'Atalanta che invece vedo ormai troppo indietro. Fatico a pensare che la Dea possa recuperare.
La Fiorentina, che ha citato prima, è una delle grandi deluse di questo campionato, detto che con Vanoli la situazione è sensibilmente migliorata. Secondo lei sarebbe giusto confermarlo?
Per me la Fiorentina è un grande mistero: io a inizio anno la vedevo in lotta per la UEFA, forse addirittura per un posto tra le prime quattro. Ha rischiato la retrocessione, ora ne è venuta fuori anche grazie alla firma di Vanoli. Detto questo, per me l'organico non è da zona retrocessione: è davvero un mistero quello che è successo. Vanoli è stato bravissimo, ha preso in mano una situazione molto complicata, al punto che meriterebbe una riconferma: per capire il suo valore, in primis, ma anche per capire il reale valore della squadra, per capire cosa è successo.
Passando all'ennesimo fallimento dell'Italia, c'è un posto vacante alla guida della FIGC. Chi si auspica che possa diventare il nuovo presidente federale, al posto di Gravina?
A mio parere non è un problema di nomi, ma di capacità di portare una rivoluzione. Ci vuole qualcuno che sappia mettere mano al nostro calcio e portare aria nuova. Non so se Malagò, di cui nessuno mette in dubbio le capacità dirigenziali, e Abete, che è anche già stato presidente della Federazione, siano gli uomini giusti: io credo che ci vogliano idee, la capacità di trasformare un sistema. Non so se siano loro due gli uomini giusti. Io sono perplesso di fronte a un dato: il nostro Paese non è in grado di mandare ai vertici gente giovane, così come sembra impossibile mettere al comando un ex calciatore. Dal 1898 non c'è mai stato un calciatore a diventare la guida della FIGC, laddove invece in altri Paesi c'è stato spazio per i Shevchenko, i Platini. Perché in Italia questa cosa non si possa fare, mi sfugge.
Si parla, a tal proposito, di imporre ai club di far giocare ragazzi giovani italiani, magari sovvenzionandoli da un punto di vista economico. Può essere una buona soluzione nell'ottica della rivoluzione necessaria di cui parla?
No, non mi piacciono le imposizioni, ognuno deve fare quello che vuole. Il problema non è imporre, ma domandarsi cosa è successo dal 2006 a oggi: da quando abbiamo vinto il Mondiale non abbiamo più allevato giocatori come Del Piero, come Totti, come Pirlo. Non è più nato nessuno di quel livello? Può darsi, ma non credo. Io penso che non siamo più capaci di allevare i campioni, cosa che invece ad esempio la Spagna sta facendo da anni. Si deve rivoluzionare il sistema, consentire alle società di riaprire i vivai, non delegando più l'insegnamento del calcio alle "scuole calcio" e rendendo la formazione calcistica gratuita. Oggi un bambino è costretto a pagare per giocare. Siamo alla follia.
