Dakar 2020: tra le auto è Alonso contro gli specialisti


Il bicampione di Formula1 sarà la star della prima edizione del Raid in terra saudita ma sono tanti i nomi con cui dovrà confrontarsi.

Il 5 gennaio 2019, il terzo capitolo della lunga storia del Rally Raid più famoso del mondo, il Rally Dakar, avrà inizio. Questa 42esima edizione, infatti, segnerà la nascita di un nuovo legame che unirà per gli anni a venire la grande sfida motoristica nata come Parigi-Dakar con la sua nuova terra di adozione: l'Arabia Saudita.
Dopo il continente africano, solcato seguendo varie rotte dal 1979 al 2007 e il Sud America, attraversato da auto, moto, camion e quad dal 2009 al 2019, il 2020 marca il primo sbarco nella penisola arabica della carovana internazionale composta per l'occasione da 342 veicoli.
Autorizzati a partire dopo tre giorni di verifiche tecniche e amministrative iniziate con l'arrivo del nuovo anno, i partecipanti alla Dakar affronteranno 12 giorni di competizione, inframezzati da 24h di riposo, che li condurranno da Jeddah alla città di Qiddiya, situata alle porte della capitale Riyadh. In termini chilometrici la sfida contro il tempo, la natura selvaggia e le rispettive capacità psicofisiche vedrà auto, moto, camion, quad e Side by Side confrontarsi su un totale di 7900 km di cui 5000 puramente competitivi.

Dakar 2020: Alonso e gli altri.

Il terzo capitolo della grande maratona motoristica è atteso però dagli appassionati non solo perchè rinnova la tradizione del Rally Dakar avvicinandolo al glorioso passatto fatto di deserto e dune, ma anche e forse soprattutto per la presenza di un blasonato campione tra i suoi piloti: Fernando Alonso.
Il bicampione di Formula1, lo sappiamo, è alla ricerca di nuove sfide. Dopo i traguardi raggiunti in monoposto, il duplice successo alla 24h di Le Mans e il guanto di sfida lanciato al trono della 500 miglia di Indianapolis il passaggio ai Rally Raid sembra tra tutte la missione più ardua nel futuro dello spagnolo.
Non che la preparazione a questa specifica disciplina non sia stata esemplare e in un certo senso invidiabile agli occhi di chi sarà alla partenza della gara con i galloni del non professionista: Alonso, infatti, avrà tra le mani il mezzo da battere, il Toyota Hilux e al suo fianco ci sarà un coach d'eccezione, Marc Coma, spagnolo come lui, vincitore di cinque edizioni del Raid tra le moto e, dulcis in fundo, direttore della competizione nel periodo 2015-2018. I due tra l'altro hanno avuto modo di provare il mezzo in condizioni di gara affrontando diverse competizioni proprio sul suolo saudita. Ma come tutti sanno lo sport è un confronto tra soggettività e contro le ambizioni di Alonso, ufficialmente al debutto, sono pronti a serrare le fila i cosiddetti "specialisti" della Dakar, sportivi che annualmente assumono nella loro dieta grosse dosi di sabbia e che a causa di ciò hanno sviluppato un fiuto sovrannaturale per la navigazione tra le dune.
Tra questi il primo della lista è Nasser Al Attiyah, compagno di squadra di Alonso in seno al team Toyota. Vincitore dell'ultima edizione della Dakar, così come delle edizioni 2011 e 2015, il qatariota proverà nel 2020 la piacevole sensazione di correre su un terreno conosciuto e in un contesto ambientale decisamente familiare. Bronzo olimpico a Londra 2012 nella specialità dello skeet, lo sportivo arabo vanta partecipazioni e vittorie nel mondiale rally, tra cui spiccano due mondiali WRC-2 nel 2014 e 2015.
Altro pretendente al titolo è certamente Carlos Sainz. Il "Matador", noto pilota di rally, vincitore di due campionati mondiali nel 1990 e nel 1992, è tornato a dominare la scena del motorsport internazionale proprio grazie al Rally Dakar che lo ha visto primeggiare tra le auto in due occasioni, nel 2010 e nel 2018. A detta dello stesso Sainz la sua preparazione, quella del suo copilota e della MINI JCW Buggy che guideranno in gara è stata portata a termine secondo i piani e i miglioramenti apportati alla vettura dovrebbero per questo motivo portare ai risultati sperati.
Un imprevisto ha invece segnato l'avvicinamento alla Dakar 2020 di Stephane Peterhansel. Conosciuto anche come "Mr. Dakar" in ragione dei 13 successi collezionati sia sulle due che sulle quattro ruote, il francese sarà alla partenza del Raid senza la moglie copilota Andrea, sostituita in tempo dal portoghese Paolo Fiuza. Sarebbe stato impossibile immaginare una Dakar senza Peterhansel come impossibile è pensare che, nonostante le vicessitudini, il francese non provi a lottare per l'assoluta, magari aspettando sornione le sfortune altrui. La sagoma della MINI JCW Buggy del 59enne resta, in ogni caso, una seria minaccia negli specchietti di qualsiasi pilota.
Tra le Toyota ufficiali a dar filo da torcere al debuttante Alonso ci saranno poi due specialisti che, per motivi diversi, potranno mettere la firma sulla classifica assoluta o diventare ago della bilancia nel momento della verità: questi sono Giniel De Villers e Bernhard Ten Brinke. Il primo, sudafricano classe 1972, ha già vinto una edizione della Dakar nel 2009 ma soprattutto ha battuto Al Attiyah in occasione del Rally del Marocco 2019, il secondo, businessman olandese di 42anni ha invece messo in mostra un miglioramento esponenziale nelle prestazioni tanto da restare in lotta per il podio nell'ultima edizione sudamericana della maratona motoristica prima del ritiro occorso durante la penultima prova speciale.
Altri due nomi da segnare per il successo di tappa e il podio finale sono poi quelli di Jakub Prygonski e Orly Terranova entrambi in gara per i colori X-Raid MINI a bordo dei prototipi 4x4 che rinnoveranno il confronto sia con i mezzi Toyota dotati della medesima trazione sia con i compagni di squadra Sainz e Peterhansel che invece proveranno a primeggiare a bordo degli agili Buggy a trazione posteriore.
In tutto questo turbinio di nomi, nazionalità, risultati e differenti soluzioni tecniche non bisogna infine dimenticare lo spagnolo Nani Roma, vincitore di una Dakar moto nel 2004 e di una Dakar auto nel 2014, questa volta alle prese con il progetto Borgward BX7 EVO che potrebbe rivelarsi la sorpresa della 42esima edizione del Raid più famoso del mondo.