Rugby, il fair play secondo i bambini: il caso del National Schools Rugby Tournament

Pubblicato il autore: Simone Del Latte Segui

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Il National Schools Rugby Torunament è la competizione rugbistica scolastica più importante del Regno Unito e non solo. I suoi albori risalgono al 1996 quando, in occasione di una partita di categoria under 9, il preside della scuola preparatoria privata di Chinthurst (situata nella località di Tadworth, a circa 20 km a sud di Londra) e un genitore discussero sulla possibilità di ideare un torneo juniores tra le principali scuole britanniche e irlandesi, al fine di incoraggiare la partecipazione, il divertimento e la cultura di squadra nella pratica sportiva a livello giovanile. Nel corso del tempo quella che in principio era solamente una mezza idea è divenuta intera e ad oggi, trascorsi 21 anni, il National Schools Rugby Tournament vanta più di 180 scuole partecipanti, circa 2500 ragazzi ed è considerato un appuntamento annuale da non perdere.

Il nuovo regolamento del National Schools Rugby Tournament

Recentemente l’organizzazione del torneo ha varato nuove regole che penalizzano le squadre che si macchiano di comportamento antisportivo, introducendo un particolare sistema di punteggio ponderato sulla base del rispetto mostrato nei confronti dell’arbitro e dei suoi assistenti. Il criterio è stato avallato dalla Rugby Football Union e secondo gli organizzatori mira “a premiare gli aspetti più positivi del gioco del rugby.” Oltre ai consueti punti per la segnatura di una meta, sono previsti da 0 a 3 punti extra attribuiti dal direttore di gara secondo il grado di fair play espresso in campo dai giocatori e dai loro sostenitori. “Saranno assegnati 0 punti se viene ravvisata una chiara e ripetitiva mancanza di rispetto per l’arbitro e per le sue decisioni, mentre se una squadra supera le aspettative dei valori fondamentali espressi dalla Rugby Football Union le saranno conferiti 3 punti.”, afferma Mark Robinson, organizzatore del torneo. “L’idea è quella di premiare il gioco nella sua totalità piuttosto che il proverbiale vincere a tutti i costi.”

L’accoglienza da parte dei bambini e dei genitori

Il nuovo sistema è stato accolto allegramente da genitori, allenatori e bambini e per ora sembra funzionare, e questa è già una grande notizia per gli arbitri e per la stragrande maggioranza di persone che seguono il rugby con lo spirito giusto. “Ci auguriamo che questo modello possa essere esteso anche agli altri tornei di minirugby e mi chiedo se possa essere adottato anche dal rugby adulto e dagli altri sport”, spiega il direttore Tim Button a BBC Radio 5 live.

Previsioni è meglio non farne. Al pari di quelle meteorologiche sono tanto più attendibili quanto più sono a breve e a brevissimo raggio (anche se a quel punto diventano di scarso interesse). Viceversa di prospettive si può ragionevolmente parlare, come sviluppo probabile di tendenze che già si manifestano nel presente. In questo caso le tendenze sono già in moto a livello giovanile e non sarebbe la prima volta che la Rugby Football Union ha introdotto cambiamenti al proprio regolamento, sulla base dei feedback ricevuti dai giovani giocatori. La grande sfida posta in essere sarà sforzarsi di vedere e capire se le diverse linee prospettiche conducano ad un plausibile e migliore orizzonte del rugby.

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