Surf, Silvana Lima alla BBC: “Gli sponsor mi hanno scartata perché brutta”

Pubblicato il autore: francesco agostini Segui

Silvana Lima

La famosa surfista brasiliana Silvana Lima ha espresso tutto il suo dispiacere ai microfoni della BBC, una delle più famose emittenti britanniche. Alla luce di questo sfogo c’è l’amarezza per non essere considerata dagli sponsor a causa della sua poca avvenenza fisica: nonostante sia una delle surfiste più brave e quotate del pianeta, Silvana Lima, a causa di questa sua ‘mancanza’, rimane ignorata dagli sponsor. La brasiliana, per esprimere il suo malessere, non usa tanti giri di parole: “I marchi di abbigliamento che si occupano del nostro sport vogliono donne che siano sia modelle che surfer. Se non sei una modella, finisci per non avere neanche uno sponsor. Ed è quello che è successo a me. Sei esclusa, ti senti scartata, gli uomini invece non hanno questo problema.” (La Gazzetta dello Sport). D’altronde, la stessa Silvana Lima è conscia di non essere proprio una sportiva da copertina: “Non sono una modella, non sono una bambola. Sono una surfer, sono una professionista.” (La Gazzetta dello Sport). Il messaggio che la brasiliana manda al mondo è estremamente chiaro. Gli sponsor, che sono l’anima di questi sport ‘minori’ e diciamo più di nicchia, dovrebbero mettere al centro della loro attenzione gli atleti più meritevoli e non i più belli. Silvana Lima ha ragione: il surf, e quindi lo sport in generale, è una competizione agonistica e non un concorso di bellezza. Quale tipo di informazione avremmo se in copertina ci fossero solo facce da Hollywood e non atleti veri?

Silvana Lima, una carriera in salita

La trentaduenne nativa di Paracuru avrebbe potuto decidere di cambiare look  per attirare le pubblicità e guadagnare più soldi, ma non l’ha fatto. Anzi, non ci ha mai minimamente pensato: “Avrei potuto rifarmi il seno, tingermi i capelli, indossare lenti a contatto azzurre ma sarebbe stato assurdo, nessuno mi avrebbe riconosciuto, non sarei stata me stessa“. (La Gazzetta dello Sport). Questa sua integrità morale però, inutile sottolinearlo, ha pesato e sta pesando sulla sua carriera. Il surf richiede continui spostamenti in giro per il mondo alla ricerca dei climi adatti e, soprattutto, delle onde adatte. I voli e gli aerei vengono solitamente pagati dagli sponsor ma per chi non li ha, come Silvana Lima, le cose diventano molto più complesse. Le difficoltà, comunque, aguzzano l’ingegno. La brasiliana si è così reinventata allevatrice di bulldog francesi per potersi spesare i continui viaggi attorno al globo terrestre. La sua tenacia e la sua forza morale sono a dir poco encomiabili, così come è encomiabile la tenerezza delle sue parole verso i suoi cani: “Senza i miei cuccioli per esempio, non avrei vinto in Nuova Zelanda.” (La Gazzetta dello Sport).  Non solo: Silvana Lima nel 2014 ha anche promosso una campagna di crowfunding chiamata “Silvana free”, con il preciso obiettivo di aiutarla nel sostenere tutte le spese elencate sopra. Sul sito di riferimento compariva la scritta emblematica: “Le spiagge non sono passerelle, le atlete non sono modelle.”  Cosa aggiungere di più? In un mondo ormai dominato dalla bellezza, dove le varie Maria Sharapova e Lindsey Vonn spopolano, atlete come Silvana Lima sono sempre più confinate nell’oblio. Ma è davvero questa la giusta direzione?

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