Il nuovo doppio azzurro Seppi/Bolelli fa ben sperare

Pubblicato il autore: Luca Prete Segui

Il nuovo doppio azzurro formato da Seppi e Bolelli ha raggiunto il suo primo importante traguardo domenica, aggiudicandosi negli Emirati Arabi, il torneo  500 sul cemento ‘Dubai Duty Free Tennis Championships’. Si tratta della prima vittoria in assoluto per la coppia inedita e non rappresenta, visto il prestigio dell’evento (e i punti a disposizione), un trionfo di poco conto. E anche i rivali battuti in finale, ossia la coppia iberica composta da Feliciano Lopez e Marc Lopez (sconfitti per 6-2 3-6 14-12 )sono avversari da non sottovalutare mai e che “viaggiano” attorno alla trentesima posizione del ranking di specialità.
Quindi, una notizia positiva per la categoria e inevitabilmente per il nostro movimento tennistico.  Questo doppio azzurro con combinazioni differenti rispetto a quello che eravamo abituati a seguire e vedere vincere in tornei importanti (almeno nel circuito, in quanto Seppi aveva già giocato con il bolognese in Davis) ossia Bolelli/Fognini, lascia ben sperare se nel caso il ligure non fosse disponibile, oppure decidesse di prendersi delle pause, come in questo periodo, alle prese con il matrimonio con la sua compagna Flavia Pennetta.
Analizzando i due giocatori, non sono così differenti dal punto di tecnico ma anche fisico. Seppi, maggiormente abituato a rimanere in posizioni più elevate nel ranking rispetto al suo compagno (la più alta toccata dall’altoatesino è stata la numero 18, mentre Bolelli non si è mai spinto oltre la trentaseiesima), con 3 tornei conquistati contro gli 0 del bolognese, ha un gioco più monotematico con poca imprevidibilità dovuta anche a una tecnica buona ma ordinaria. La permanenza nei primi 50 per circa 10 anni, è stata dovuta soprattutto a una ottima solidità da fondo campo, che gli ha permesso non soffrire mai troppo, almeno inizialmente, gli scambi (oltre un certo numero, tuttavia e se l’avversario contro il quale gioca si trova più in alto di lui in classifica, molto spesso, è il primo a commettere l’errore). Con il tempo, grazie anche al prezioso fatto insieme al suo coach storico Massimo Sartori, ha saputo affinare anche la sua tecnica. Dotato di un ottimo fisico (raggiunge i 190 cm), peculiarità che può rivelarsi particolarmente utile nel caso di questo nuovo doppio azzurro, che è riuscito a sfruttare pienamente anche nel corso di diverse maratone giunte al quinto set contro campionissimi (come nel caso del Roland Garros di qualche edizione fa quando ha ceduto al quinto set di fronte a Djokovic). L’aspetto che è venuto meno parlando di Seppi (oltre, ovviamente a limiti tecnici mai superati), e che non gli ha permesso di fare il definitivo salto di qualità, è da rintracciare soprattutto in una non altrettanto solidità mentale. Aspetto meno gravoso, in quanto più “condivisibile” nel caso si giocasse in coppia.
L’altra metà del nuovo doppio azzurro è rappresentata da Simone Bolelli, reduce da una lunga militanza al fianco dell’amico storico Fabio Fognini.  Come detto, Bolelli ha vinto molto meno rispetto a Seppi, in quanto, la sua bacheca non presenta nessun titolo a livello individuale ma ha uno Slam (Australian Open nel 2015) ottenuto in coppia proprio con il ligure, più altre prestigiose vittorie. Qualche centimetro più basso rispetto a Seppi, presenta tuttavia un gioco più potente, maggiormente spregiudicato ed esteticamente più godibile rispetto all’altoatesino. Infortuni e qualche limite caratteriale gli hanno impedito di scalare ulteriormente il ranking.
Ora, il doppio azzurro può non essere solo più Bolelli/Fognini ma c’è un ulteriore combinazione che fa ben sperare per il futuro anche in chiave Davis.

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