Tanta pioggia e infortuni. Questo Roland Garros non s’ha da fare

Pubblicato il autore: francesco agostini Segui

Roland Garros
La famosa frase che Alessandro Manzoni mette in bocca a uno dei bravi dei Promessi Sposi parlando a Don Abbondio (Questo matrimonio non s’ha da fare, né domani né mai) sembra fatta apposta per questo Roland Garros perseguitato dalla sfortuna. In poco più di una settimana dall’inizio dello Slam parigino, infatti, ne abbiamo viste di tutti i colori, tra pioggia incessante e ritiri illustri e del tutto inaspettati. Da quando il Roland Garros è iniziato il maltempo non ha smesso di dare tregua ai tennisti, che si sono trovati più e più volte vittime di interruzioni e di intere giornate perse, come è avvenuto ieri. Il 30 maggio non si è giocato per niente a causa del maltempo e anche oggi le previsioni non sono affatto buone; pioverà, questo è certo, ma è probabile che l’acqua concederà delle tregue, utilissime per portarsi avanti con un programma già drammaticamente in ritardo. In questo Roland Garros 2016 si è giocato poco e male e gli organizzatori dovranno fare davvero i salti mortali per cercare di recuperare il tempo perduto, sempre che la pioggia glielo conceda. Ma è tutta colpa del maltempo?

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Il Roland Garros è l’unico Slam senza copertura

Ecco, questa è senza ombra di dubbio un’ affermazione su cui sarebbe interessante soffermarsi un pochino. Sia gli Australian Open che Wimbledon, che gli Us Open si sono dati da fare in tal senso, dotando almeno i campi principali di una copertura adeguata, di un tetto che li copra. Ad oggi il Roland Garros è l’unico Slam in circolazione sprovvisto di copertura, il che rende tutto molto più difficile; nel 2016, con la tecnologia che avanza, questa pecca è semplicemente un qualcosa di impensabile. Scorrendo poi le cifre della scorsa edizione, non si capisce come mai gli organizzatori insistano nel non dotare almeno il Philippe Chatrier di una adeguata e funzionale copertura; pensate che solo nel 2015 l’unico Slam in terra rossa ha incassato la bellezza di 289 milioni di euro, cifra più, cifra meno. Solo di pubblico pagante arriviamo a 500.000 persone, poi ci sono da conteggiare i diritti tv, oramai importantissimi in qualsiasi tipo di sport che è anche spettacolo. Il direttore del Roland Garros, Guy Forget, non ha dato rassicurazioni in tal senso, anzi: stando alle sue parole la copertura si farà, certo, ma non prima nel 2020. La strada per la modernità, dunque, è ancora lunga.

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Un Roland Garros di infortuni illustri

A mettere il dito nella piega in questa edizione del 2016 così sfortunata ci si sono messi anche gli infortuni dei tennisti più in vista del torneo. Che questo Roland Garros non fosse nato sotto una buona stella si era capito fin da subito, quando Sua Maestà Roger Federer aveva scelto di non partecipare per dei problemi alla schiena. D’altronde le avvisaglie della precaria salute dello svizzero c’erano tutte: già a Roma Federer aveva accusato gli stessi problemi ed era uscito malamente con Thiem. Poi è stata la volta di Rafael Nadal che ha dovuto dire addio al sogno della decima per un fastidioso problema al polso, spianando la strada a Novak Djokovic che, se perderà anche questo Roland Garros dovrà prendersela solo con sé stesso. Che questa sia la volta buona per lui?

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