Lebron James da leggenda, attacco al potere tra Jabbar e Jordan

Pubblicato il autore: Davide Visioli Segui

Lebron James – © Getty Images

Lebron James da leggenda, attacco al potere tra Jabbar e Jordan

Appena due mesi di studio e Lebron James si è preso la ribalta anche a Los Angeles, nella sua nuova casa, sponda Lakers.
Il team gialloviola, allestito da Magic Johnson e Luke Walton, composto da tanti talenti da affinare che stanno crescendo ora nella sua ombra, sta offrendo sempre più spunti di adattamento e chimica misurandosi sui ritmi e sulla vocazione tattica del “Prescelto”.
Le più recenti vittorie danno l’idea di un cambiamento del piano partita e della gestione.
I Lakers dei primi due mesi stagionali giocavano su ritmi altissimi, più di qualunque altra squadra di Lebron. Questa “nuova” impostazione invece consente di ragionare maggiormente conservando energie e rotazioni fondamentali da spendere nei momenti topici delle gare.
L’impressione che il mito stesse prendendo le misure alla sua creatura era evidente fin dalle prime uscite, cercando di condizionare il flusso di gioco il meno possibile.
Le più recenti uscite denotano dunque un gioco più ragionato, meno dispendioso, più portato alla costanza di un rendimento che deve misurarsi su 48 minuti a gara.
Lebron ha insomma dominato, trovandosi sempre più a suo agio negli schemi disegnati da Walton.

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Numeri sempre più da leggenda

Con la palla rubata e la conseguente azione che ha prodotto il gioco da 3 punti a 3’55” dalla fine della sfida contro i Portland Trail Blazers di coach Terry Stotts e della stella Damian Lillard, il Prescelto, alla sua miglior partita in maglia gialloviola, sigla il sorpasso ad un’icona della palla a spicchi americana, Wilt Chamberlain (31419 punti) l’uomo dei 100 punti a partita, risultando dunque, il miglior realizzatore di tutti i tempi.
Ormai davanti King James, restano quattro tra i miglior marcatori di tutti i tempi: Kareem Abdul-Jabbar a 38387, Karl Malone 36928, Kobe Bryant 33643 e Michael Jordan a 32292.
Raggiungere His Airness inoltre, può già essere un obiettivo alla portata di Lebron in questa stagione.
Contro i Portland, Lebron firma 44 punti, 10 rimbalzi e 9 assist, sfiorando la tripla doppia, ma i Lakers si rilanciano prepotentemente raccogliendo la vittoria consecutiva, stoppando la corsa dei lanciatissimi Trail Blazers e rendendo possibile quello che dai bookmakers pareva impossibile (la caccia ad una postseason da protagonisti).
Lebron James ora 33enne, ormai leggenda di questo sport, non avrebbe bisogno di rastrellare ulteriori record, eppure il suo passaggio odierno pone un’altra ulteriore impronta, ad una carriera che da 16 anni incanta il mondo.
E’ l’unico che probabilmente può contendere a Michael Jordan il titolo di miglior giocatore della storia.

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La ricerca dell’immortalità

Lebron James vuole riscrivere la storia, per l’immortalità che da essa ne trarrebbe. Perciò ha scelto i Lakers, per riportare in alto la seconda franchigia più vincente nella storia, solo dopo i Boston Celtics.
Un’impresa del genere, lo consacrerebbe nell’Olimpo dei più grandi, se non il più grande di tutti, sulla strada tracciata dalle leggende che lo hanno preceduto.
Lebron James è l’unico che può insidiare lo status di “divinità” di Jordan, ma è anche l’unico che può pensare di scalfire l’attuale insuperabile record di 38387 punti di Kareem Abdul-Jabbar.
L’ideatore del gancio in sospensione, disegnando idealmente un arco col braccio verso il cielo, detiene il primato più ambito, dal 1989.
E’ molto difficile che James possa recuperare una soglia di oltre 7000 punti, ma non è impossibile e il Prescelto in una carriera quasi ventennale ci ha abituato ad ogni genere di impresa.
Per di più il fenomeno di Akron continua a migliorare anno dopo anno, affinandosi persino alla regia e nel tiro dalla lunga, diversificando le sue incredibili abilità, anche nella visione del gioco e negli assist.
Raggiungere e superare Abdul-Jabbar, diventando il realizzatore più grande di tutti i tempi, consentirebbe a Lebron James di sfidare su un altro tipo di terreno il paragone con Michael Jordan, fardello che nelle ultime stagioni a Cleveland menzionò più volte come massimo desiderio.
Insomma, tra le aspirazioni di riscatto (e magari di anello) con i Lakers, si intersecano anche ambizioni più personali per Lebron, nel battere tutti i record rimanenti in questo gioco. Se riuscisse in ciò, sarebbe difficile non paragonarlo a MJ23.
Ma il regalo più grande che James potesse fare in una giornata come questa, è quella di incastonare il pallone e la maglia che ha indossato per superare Wilt Chamberlain, nella “sua” Akron, presso la scuola da lui stesso fondata, per garantire un futuro migliore a migliaia di bambini del nordest dell’Ohio.

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