Basket: Dramma Bamforth, arriva McGee. Dall’esaltazione allo sgomento tra i tifosi. Scott tra solidarietà e rinascita

Pubblicato il autore: Davide Visioli Segui


Basket: Dramma Bamforth, arriva McGee. Dall’esaltazione allo sgomento tra i tifosi. Scott tra solidarietà e rinascita


Sabato 12 gennaio 2019
, una data che resterà impressa da emozioni forti, contrastanti.
Alle 22.25 di tale serata, Sassari raccoglieva la vittoria consecutiva completando al Pala Desio contro la Pallacanestro Cantù, un girone d’andata in crescendo, facendo propria la qualificazione alle Final Eight di Firenze, un anno dopo la debacle dell’era Pasquini.

Scott Bamforth, stella della squadra e MVP della partita con 24 punti, 9 rimbalzi, 4 assist e 35 di valutazione, recupera un pallone vagante in area, ma a pochi secondi dal termine, gestendo il possesso, finisce per scontrarsi contro la muraglia difensiva elevata dal centro americano Davon Jefferson, il migliore per Cantù. La guardia di Albuquerque capisce subito che qualcosa non va, esce dal campo con le sue gambe, poi rientra, riesce, girovaga denotando un’insolita difficoltà nell’incedere, tra l’aiuto di compagni e sanitari biancoblù, in crescente apprensione.

Nel poco rimasto, emerge il peggio che si può vedere in un’arena, la contestazione inscenata dagli spalti nei confronti di Bamforth, da parte di un gruppo di tifosi canturini, nonchè le pericolose insinuazioni da parte di qualche improvvisato giornalista, circa presunti comportamenti antisportivi alla “Neymar”, dietro le condizioni del giocatore kosovaro.
Nella frazione di poco avviene il tutto, ma non vi è altro istante per temere il peggio, la gara muore nei pochi secondi rimasti da spendere, giusto per mandare in archivio il successo biancoblù per 88-97.

Euforia illusoria

Finita la gara, è grande festa. In campo abbracci ed esultanze di giocatori e staff, negli spalti i tifosi biancoblù assiepati, a Sassari e nell’isola, appassionati e sportivi che gremiscono Club House, web e social, in omaggio al traguardo raggiunto. Un finale di girone d’andata in grande spolvero, con un nuovo anno foriero di buoni segnali anche in Europa con la Fiba Europe Cup.

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L’ambiente sassarese cresceva d’entusiasmo, ristabilendo logica e ordine, nel caos vissuto negli ultimi anni, grazie al nuovo ciclo targato Vincenzo Esposito e affidato tra gli altri alfieri biancoblù, al condottiero principe Scott Bamforth, che pure l’anno scorso, sotto la gestione Pasquini, fu l’ultimo ad arrendersi agli errori di quella disgraziata stagione.

La tremenda realtà

Ma tra la fredda nottata di Desio e l’alba di ritorno a Sassari, con una città ancora ebbra di gioia, erano passate quasi inosservate le dichiarazioni di coach Esposito, a suonare come sinistro presagio: “Siamo contentissimi per l’accesso alla Coppa Italia ma sono preoccupato da un punto di vista umano per Scott Bamforth perché è come se si fosse fatto male mio figlio. Non siamo riusciti a goderci al 100% questa vittoria a causa di questa situazione”.

Alle 15.47 di domenica, lo scarno comunicato di poche righe della Dinamo Sassari è una sentenza: “La Dinamo Banco di Sardegna comunica, circa l’infortunio occorso ieri sera al giocatore Scott Bamforth negli ultimi secondi della sfida con la Pallacanestro Cantù, che gli accertamenti eseguiti nella giornata di oggi hanno evidenziato la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Il giocatore di Albuquerque dovrà sottoporsi a intervento chirurgico in seguito al quale potrà iniziare il percorso di recupero”.

La solidarietà del mondo del basket, il coraggio di Bamforth

Nello sgomento, la notizia si propaga tra sportivi e appassionati di ogni bandiera e colore.
Il popolo biancoblù è un fiume in piena, esprimendo al giocatore o alla società, vicinanza, sostegno e apprezzamento, per una Dinamo orfana del suo condottiero.

Tra i tanti attestati di solidarietà è arrivato persino quello della stella NBA Kristaps Porzingis dei New York Knicks, ex compagno di Bamforth a Siviglia e anche lui reduce da un infortunio al crociato da quasi un anno: “Gli infortuni fanno schifo, ma io so che mio fratello @scottbamforth tornerà di nuovo in tempo zero!”.
Bamforth senza perdersi d’animo rilancia: “Qualcuno una volta mi ha detto che Dio ci farà del male per collocarci dove vuole lui… Mi sono svegliato oggi eccitato per un’altra opportunità di crescere e costruire abitudini che mi permetteranno di avere successo in futuro. Sono davvero grato per tutti i messaggi, pensieri e preghiere che mi avete mandato!!!”.

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La società reagisce subito con McGee

Senza perdere altro tempo, la Dinamo Sassari come immediata sostituzione del kosovaro, si è assicurata le prestazioni della guardia americana Tyrus McGee, classe 1991, 188 cm x 93 kg, prodotto da Iowa State, ex campione d’Italia con Venezia e autentico giramondo del nostro basket con Capo D’Orlando, Cremona e Pistoia.

Il percorso terapeutico verso la rinascita (fonte: prof. Mariani)

Il crociato anteriore del ginocchio stabilizza anteriormente l’articolazione, mantenendo sempre a contatto le due estremità ossee fra loro: da un lato il femore, dall’altro la tibia.
Incide in modo decisivo sul controllo del movimento di rotazione e di flesso-estensione del ginocchio.
Lo scopo della ricostruzione del crociato, è quello di stabilizzare e restituire un movimento pressoché completo (sia statico che dinamico), al ginocchio.

Una lesione completa o rottura del crociato non può guarire e richiede un intervento di “ricostruzione”, ovvero la sostituzione con un trapianto tendineo, una porzione del tendine rotuleo; in alternativa si ricorre a due tendini dei muscoli flessori (semitendinoso e gracile), oppure al tendine quadricipitale. Più raramente si utilizza un trapianto da donatore.

Questo neo-legamento è fissato al femore ed alla tibia con due viti, che possono essere metalliche o di materiale a lento riassorbimento.
Una traccia di quello che dovrà affrontare Scott Bamforth come tempistiche di recupero, è riepilogabile di seguito:

  • 2° giorno: rimozione dei drenaggi, medicazione e posizionamento del tutore, inizio della ginnastica passiva con il Kinetec, elettrostimolazione e Bio feed-back. Deambulazione con carico completo, se tollerato senza bastoni canadesi;
  • 3° giorno: dimissione dalla clinica e inizio protocollo fisioterapico domiciliare;
  • 15° giorno: I° controllo ortopedico e rimozione dei punti di sutura + visita fisiatrica ed inizio riabilitazione presso il centro di fisioterapia;
  • 30° giorno: II° controllo ortopedico, deambulazione libera senza tutore. Autorizzata la guida dell’automobile;
  • 30°/60° giorno: ripresa dell’attività lavorativa, continuazione del protocollo riabilitativo;
  • dal 60° giorno, fino al 6° mese: una graduale ripresa dell’attività fisica fino al completo recupero, compreso l’allenamento sport specifico.

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