Ufficiale, Roberto Mancini allo Zenit San Pietroburgo

La notizia era nell'aria e poche ore fa è arrivata anche la conferma ufficiale via Twitter. Roberto Mancini sarà il prossimo allenatore dello Zenit San Pietroburgo. Il tecnico jesino prenderà il posto di Mircea Lucescu, vecchia conoscenza del calcio italiano, e verrà chiamato a migliorare i risultati del rumeno, vista la mancata qualificazione alla prossima Champions League da parte dei russi.
Il contratto del Mancio, che si aggira sui 5/6 milioni di euro annui secondo le fonti, avrà la durata di tre anni con un'opzione per altre due stagioni. Nei giorni scorsi Mancini era stato immortalato da Match Tv, l'emittente del colosso russo Gazprom, mentre sfogliava il libro dello Zenit insieme ad Alexei Miller, Ceo di Gazprom, che rappresenta una vera e propria cerimonia di iniziazione per chi dovrà allenare la formazione russa controllata dal gigante del gas. Le sue qualità erano già state apprezzate in passato in Russia, in modo particolare dai vertici della federazione, che lo avrebbero voluto come commissario tecnico della nazionale nel 2012, panchina che poi fu occupata da Fabio Capello con scarsi risultati.
Per l'ex giocatore della Sampdoria quindi si profila la terza esperienza all'estero, dopo quella inglese col Manchester City, dove ha portato a casa un campionato, vinto all'ultimo secondo, una FA Cup e un Community Shield, e quella in Turchia col Galatasaray, squadra con cui ha vinto una coppa nazionale ed eliminato la Juventus di Antonio Conte dalla Champions League. Mancini era stato avvicinato anche a diverse squadre italiane, tra cui Milan e Roma, soprattutto con la seconda a detta di Claudio Anellucci ci furono contatti seri terminati con una fumata nera a causa del mancato rinnovo di Francesco Totti.
L'ex allenatore dell'Inter si era espresso in maniera positiva già ieri quando alla domanda su un futuro in Russia, aveva risposto che c'erano possibilità concrete e l'ufficialità non ha tardato ad arrivare. Mancini con il suo arrivo diventerà il secondo tecnico italiano alla guida del club, dopo Luciano Spalletti, visto che il toscano era approdato allo Zenit nel 2009, restando sulla panchina per quattro stagioni e riempendo la bacheca della società di San Pietroburgo con due titoli di Russia, una coppa e una supercoppa. Lo stesso Spalletti prenderà il posto dell'ex City sulla panchina dell'Inter, visto che ormai tutti danno per scontato il suo approdo a Milano sponda neroazzurra, e anche lui sarà chiamato ad una vera e propria rivoluzione, data la pessima stagione dei meneghini sotto la gestione De Boer/Pioli.
Il neo tecnico troverà in rosa un paio di conoscenze del calcio italiano, Domenico Criscito e Neto, il primo è diventato anche capitano della formazione russa però ha recentemente strizzato l'occhio al Napoli, dichiarando a Radio Kiss Kiss di trovarsi bene allo Zenit ma che al momento sta valutando l'opportunità di tornare a giocare in Italia, e magari proprio nella squadra della sua città per provare l'assalto allo scudetto. Mancini, inoltre, ritroverà Javi Garcia, già allenato ai tempi del City senza grandi risultati, e Ivanovic, bandiera del Chelsea più volte affrontata dall'allenatore marchigiano in Premier League.