Pagelle Tour de France 2017, seconda settimana: luci ed ombre per Froome ed Aru

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

Pagelle Tour De France 2017

Alla vigilia del rush finale del Tour de France 2017 tiriamo un bilancio sommario della seconda settimana di una edizione all’insegna dell’incertezza –  se guardiamo alla classifica generale –  e delle polemiche – se portiamo lo sguardo alla gestione delle corsa da parte dell’organizzazione. Ma alla fine ciò che conterà in questo Tour più pazzo del mondo sarà la legge delle strada e i verdetti che ci offiranno in questa settimana le Alpi. Decisioni della giuria permettendo.
Vediamo chi è promosso e chi è rimandato tra i corridori di classifica e non.

Pagelle Tour de France 2017, Seconda Settimana: i corridori di classifica

Chris Froome: c’è poco da fare per gli avversari, il capitano del Team Sky anche se meno pirotecnico e a tratti più affaticato e fragile (come negli ultimi, disastrosi metri della tappa 12) comunque riesce a salvare la pellaccia e a concludere la seconda settimana in maglia gialla. La sua squadra (Team Sky, voto: 8), nonostante qualche errore di valutazione come nella tappa 13 è, ovviamente senza offesa, un’aia con tanti galli da combattimento, di cui alcuni di essi capaci di puntare al podio se non alla vittoria finale (vedremo un esemplare tra breve). Froome, sarà per il carisma del plurivincitore o soprattutto per gli ordini di scuderia, mette attraverso il suo team tutti in riga e può permettersi gregari di lusso come Landa e Kwiatkowski. Risorge dalla mezza figuraccia di Peyragudes e strappa ad Aru la maglia gialla approfittando delle difficoltà dell’avversario, non si fa intimorire da un problema al mezzo nella tappa 15 e riesce a gestire il suo vantaggio. Mai darlo per spacciato. Voto: comunque 8½

Fabio Aru: bene, ma non benissimo. La citata tappa 12 della débacle di Froome diventa invece il teatro dell’impresa del sardo, che per 6 secondi sfila la gialla al britannico. Poi le parti si invertono nella quattordicesima per una leggerezza del capitano dell’Astana da non ripetersi mai più unita ad una mancanza di carburante nelle gambe proprio nel tratto finale e decisivo della gara. Il problema è che a Fabio tocca fare quasi tutto da solo e contare quasi esclusivamente sulle sue forze: se c’è un deficit fisico o mentale la sua squadra (Astana, voto: 4), decimata degli uomini chiave come Cataldo e Fuglsang, non può corrergli in aiuto. Team che impallidisce di fronte alla seriosa macchina da guerra Sky o anche davanti all’AG2R. Sangue freddo, nervi saldi come nella quindicesima tappa e condizione al top: solo così Aru può sperare di superare l’esame della terza settimana, anche se c’è l’incongnita della crono. Luci ed ombre. Voto: 7½

Romain Bardet: graziato dalla giura per un rifornimento sospetto, giova al colto e sottile francese avere una squadra che al momento, guardando anche la classifica dei team, è seconda solo al gruppo della Sky (AG2R, voto: 8): aggressivi, determinati, rappresentano al momento l’unico argine dello strapotere dello squadrone di Froome. Però Bardet, nonostante la bella vittoria della tappa 12, non riesce ad affondare il colpo da ko sugli avversari. La classifica generale non gli preclude la vittoria finale, ma forse c’è un deficit di concentrazione o carattere, o magari è la pressione di tutto un Paese addosso. Anche per lui il test decisivo saranno le Alpi, già da mercoledì con il Galibier, con gli occhi di tutta la Francia puntati su di lui. Voto: 7

Rigoberto Uran: resiste, insiste, persiste e chissà, forse conquisterà qualche piazzamento di pregio. Anche lui in corsa per la vittoria finale, è l’outsider che conferma anche nella seconda settimana il suo ottimo stato di forma e la capacità di gestire al meglio la gara con carattere e serenità olimpica. Voto: 9

Daniel Martin: continua l’operazione riscatto dell’irlandese dopo un Tour 2016 deludente. E il primo della classifica generale con un ritardo di un minuto, condizionato anche dal mostruoso incidente che coinvolse anche il povero Richie Porte. Eppure è sempre sorretto da una grinta che non lo rende mai domo, e che lo aiuta nella quindicesima tappa a scalare di una posizione la generale ai danni di Landa. Vuole lasciare un segno indelebile su questo Tour, e la sensazione è che continuerà a dire la sua anche questa settimana: sia mai che il podio possa essere a portata una realtà più che una possibilità. Voto: 8½

Mikel Landa: diciamocelo, lo spagnolo del Team Sky avrebbe potuto ambire alla vittoria finale, almeno in altre circostanze. Ma Landa, ormai nello status di capitano-ombra che scombina le gerarchie delle squadre dove va (Fabio Aru ne sa qualcosa, e recentemente anche il compagno Geraint Thomas se non fosse uscito di scena troppo presto al Giro 2017): non ditelo a Quintana, visto che pare che il prossimo anno lo spagnolo si trasferisca alla Movistar – sempre se il colombiano non cambierà anch’esso casacca. Tuttavia il corridore originario di Mungia ha trovato lo scarpino della sua misura: l’inflessibile Sky lo rimette a suo posto, cioè supporto di Froome. Nella tappa di ieri infatti la sue ambizioni sono state giocoforza ridimensionate dal suo team, anche se lui ha dimostrato il suo desiderio di vincere qualcosa, o perlomeno iniziare a raccogliere dei frutti importanti dopo una carriera di semina nei campi altrui. In ogni caso, la manovra a tenaglia sta dando i suoi frutti ma dubitiamo che nella terza settimana Landa possa andare oltre la vittoria di tappa: è un soldato agli ordini di Froome, e gli ordini non si discutono. Voto: 9

Alberto Contador: premiato con il numero rosso del più combattivo di giornata nella tredicesima tappa, entra alla fine della seconda settimana nella top ten, collabora con il connazionale Mikel Landa, dimostra di non essere solo un leone ferito bensì un corridore più che maturo ma non (ancora) finito. Soprattutto se manterrà il suo posto nella generale. Sul suo impero sta calando il sole, ma la tempra è sempre intatta. Voto: 8

Louis Meintjes: in continua crescita, il sudafricano della UAE Team Emirates alla fine della seconda settimana occupa in generale la stessa posizione che aveva alla fine del Tour 2016. Da domani dovrà lavorare per migliorarsi ulteriormente ma soprattutto per strappare la maglia bianca a Simon Yates. Voto 7½

Damiano Caruso: riesce ad onorare lo sfortunato Tour de France 2017 della BMC entrando nella top ten, grazie ad un mirabile azione in fuga nella quindicesima tappa. Non poteva fare di più, ma quel che ha fatto è comunque notevole. Voto: 8

Pagelle Tour de France 2017, Seconda Settimana: gli altri corridori

Nairo Quintana: un mezzo disastro. Alla fine della seconda settimana esce dalla classifica generale, nonostante il bell’attacco nella tredicesima tappa. Ma era un fuoco di paglia, uno squillo estemporaneo e il sogno forse troppo ambizioso della doppietta Giro-Tour svanisce definitivamente. Ora dovrà comunque lottare per l’onore sulle Alpi. Voto: 4

Warren Barguil: se Bardet fallisse il sogno di vestire in giallo sugli Champs Élysées, eventualmente la Francia può sperare nel premio di consolazione, e che consolazione. Lo scalatore della Sunweb mantiene la vetta della classifica della maglia a pois staccando di molto Primoz Roglic, dimostra intelligenza tattica e trionfa nella tappa della festa nazionale del suo Paese. Manca l’acuto nella quindicesima, con il fallito contrattacco alla fuga solitaria di Bauke Mollema (Voto: 8). Ma è comunque da tenere d’occhio: come cantava Riccardo Sinigallia, “la gioia è a portata di mano“, come la maglia a pois a Parigi. Voto: 9

Michael Matthews: l’unico serio avversario di Marcel Kittel per la maglia verde, nonostante il tedesco sia tentando la fuga in classifica. Vince una tappa (la 14esima) permettendosi persino di irridere uno come Greg Van Avermaet e mostra una intraprendenza famelica nei traguardi intermedi. Voto: 9

Marcel Kittel: dategli un arrivo allo sprint e lui lo vincerà. Candidato ad essere l’ultimo vincitore di tappa di questo Tour e molto probabilmente la maglia verde. Non ha praticamente avversari, eccezion fatta per Matthews ma i cui attacchi sono fino ad ora ben incassati dal velocista della Quick Step Floors. Se un giorno la sua squadra consentisse una lotta fratricida con Fernando Gaviria (o se un giorno si ritroveranno avversari in team diversi) assisteremmo ad uno scontro semplicemente epico. Voto: 10

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