Giro d’Italia 2019, il percorso ai raggi X: crono, Gavia e Mortirolo i punti chiave

Pubblicato il autore: Enrico Salvi Segui

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Da Bologna a Verona: 3518,5 km, 46.500 metri di dislivello, 3 cronometro impegnative e tantissime ricorrenze che onoreranno luoghi, campioni e personaggi del Bel Paese. Il percorso del 102° Giro d’Italia, svelato mercoledì scorso a Milano, rappresenta un tracciato duro ma equilibrato, che premierà un corridore moderno, abile in salita così come a cronometro. 6 tappe per velocisti, 7 di media difficoltà, 5 di alta montagna, 3 cronometro tutt’altro che piatte, con due arrivi in salita e l’ultima, che terminerà nell’Arena di Verona, decisiva per la conquista della maglia rosa.

Così come il Tour ha dato segni di cambiamento, anche Mauro Vegni ha disegnato un Giro atipico rispetto alla tradizione, che toccherà 13 regioni italiane (una pecca la mancanza integrale del sud, con il punto più basso toccato a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia), sconfinerà solo nella Repubblica di San Marino, in occasione della cronometro della nona tappa, e vedrà come prima maglia rosa sicuramente un pretendente alla vittoria finale, vista la cronoscalata al San Luca del prologo inaugurale. Proprio le crono disegneranno la classifica nella prima metà del Giro, ma dalla fine della seconda settimana in poi ci sarà ampio spazio per attaccare in salita.

Bologna torna ad ospitare la partenza del Giro dopo 25 anni. Verona vedrà l’arrivo della Corsa Rosa per la quarta volta nella storia – con vittorie italiane di Battaglin (1981), Moser (1984) e Basso (2010). In mezzo, passaggi storici che ricordano i grandi del passato: fin dalla seconda frazione, la “Tappa Bartali” con l’arrivo di Fucecchio, a casa di Indro Montanelli, nato 110 anni e “coetaneo” del Giro stesso (nacquero a due settimane di distanza); la partenza della terza tappa da Vinci, a 500 anni dalla morte di Leonardo; l’arrivo a San Giovanni Rotondo (tappa 6), in ricordo di Padre Pio; l’arrivo il giorno successivo a L’Aquila, a 10 anni dal terremoto; la due giorni dedicata a Fausto Coppi, con l’arrivo a Novi Ligure, a 400 metri da Villa Coppa e la riproposizione della Cuneo-Pinerolo, nel 70° anniversario della tappa del mito vinta dal Campionissimo.

Giro d’Italia 2019: il dettaglio di tutte le tappe

Tappa 1, sabato 11 maggio: Bologna – Bologna (San Luca), 8,2 km, cronometro individuale
Inizio col botto, con la cronoscalata alla Basilica di San Luca, arrivo di tappa per la quarta volta (vittorie di Gaul in crono nel ’56, Argentin nell’84 e Gerrans nel 2009): primi 6 km pianeggianti, gli ultimi 2,1 al 9,7% di pendenza media, con punta del 16 all’ultimo kilometro. I big si dovranno far trovare al top della forma sin dalla prima frazione, altrimenti potrebbero perdere diversi secondi: la prima maglia Rosa sarà uno scalatore.

Tappa 2, domenica 12 maggio: Bologna – Fucecchio, 200 km
La “tappa Bartali”, prima frazione in linea mossa, attraversa l’Appennino tosco-emiliano e l’arrivo a Fucecchio, alla porte di Firenze, non è detto che sia uno sprint: negli ultimi 50 km il Montalbano e il San Baronto sorridono ad attaccanti da lontano.

Tappa 3, lunedì 13 maggio: Vinci – Orbetello, 219 km
La tappa che parte dalla città natale di Leonardo rappresenta la prima vera chance per i velocisti, che con le loro squadre potranno agevolmente controllare la seconda parte di gara, avara di difficoltà rilevanti.

Tappa 4, martedì 14 maggio: Orbetello – Frascati, 228 km
Frazione movimentata lungo la Maremma toscana, che vedrà un’arrivo insidioso a Frascati: gli ultimi 5 km al 4% sono adattissimi ai finisseur del gruppo.

Tappa 5, mercoledì 15 maggio: Frascati – Terracina, 140 km
Tappa breve e adatta ai velocisti, dopo la prima parte che attraverserà i Castelli Romani. La corsa sarà ancora più chiusa grazie al circuito finale di Terracina.

Tappa 6, giovedì 16 maggio: Cassino – San Giovanni Rotondo, 233 km
Altra tappa lunga e movimentata lungo l’Appenino molisano, verso il Santuario di Padre Pio: la salita di Coppa Casarinelle, ai -13 dal traguardo, se presa di petto potrebbe far restringere il discorso-vittoria ad una trentina di corridori.

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Tappa 7, venerdì 17 maggio: Vasto – L’Aquila, 180 km
La tappa interamente abruzzese porterà il gruppo nel capoluogo a 10 anni dal terremoto: se negli anni scorsi vi era spazio per gli scalatori con arrivi in quota (come Blockhaus e Campo Imperatore), quest’anno saranno le fughe o i finisseur ad essere favoriti.

Tappa 8, sabato 18 maggio: Tortoreto Lido – Pesaro, 235 km
Una tappa molto lunga che risalirà l’Adriatico: all’inizio pianeggiante, mentre nell’ultima parte ci sono “dentelli” che potranno scombinare i piani dei velocisti.

Tappa 9, domenica 19 maggio: Riccione – San Marino, 34,7 km, cronometro individuale
Nell’unico sconfinamento del Giro, seconda prova contro il tempo non propriamente adatta agli specialisti. Dopo i primi 22 km sostanzialmente piatti, dopo l’abitato di Faeto ci saranno 12,2 km al 4,5%: la lunghezza della salita richiede una gestione ottimale dello sforzo per poter guadagnare sui diretti rivali.

Lunedì 20 maggio: riposo

Tappa 10, martedì 21 maggio: Ravenna – Modena, 147 km
Ripartenza soft per i corridori lungo la pianura emiliana: zero GPM per un “tappino” da marcare in rosso per le ruote veloci.

Tappa 11, mercoledì 22 maggio: Carpi – Novi Ligure, 206 km
Lunghezza diversa ma stesso profilo della tappa precedente, con un altro probabile sprint a pochi metri da Villa Coppi a Novi Ligure.

Tappa 12, giovedì 23 maggio: Cuneo – Pinerolo, 146 km
La tappa in ricordo della mitica impresa di Fausto Coppi, presenta un profilo ben diverso da quella di 70 anni fa, ma non mancano le difficoltà: il primo GPM di prima categoria del Giro (il Montoso) ai -30 ed il Muro di Via dei Principi di Acaja a 3 km dal traguardo garantiscono incertezza per un finale potenzialmente adatto a molti.

Tappa 13, venerdì 24 maggio: Pinerolo – Ceresole Reale (LAgo Serrù), 188 km
Si inizia a fare sul serio con la prima tappa di alta montagna: 4500 metri di dislivello e 3 GPM impegnativi per il primo arrivo in salita in linea. In sequenza il Colle del Lys, Plan del Lupo e il Col de Nivolet può far danni a molti, considerando anche l’arrivo a 2247 metri di quota.

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Tappa 14, sabato 25 maggio: Saint Vincent – Courmayeur, 131 km
“Tappino” alpino in terra valdostana molto duro: in pochi kilometri si scalano 4000 metri di dislivello. Dei 5 GPM previsti, sulla penultima salita (il Colle San Carlo, 10,5 km al 9,8%) si può fare davvero la differenza, prima dell’arrivo in salita a Courmayeur.

Tappa 15, domenica 26 maggio: Ivrea – Como, 237 km
La seconda settimana si chiude con la tappa più lunga del Giro e con il pirotecnico finale che ricalca il Giro di Lombardia: Madonna del Ghisallo, Colma di Sormano (senza il Muro), Civiglio e San Fermo della Battaglia garantiranno spettacolo sulle orme della “Classica delle foglie morte”. Tappa adatta – manco a dirlo – a corridori da classiche, ma non è escluso che i big possano rubarsi qualche secondo tra di loro.

lunedì 27 maggio: riposo

Tappa 16, martedì 28 maggio: Lovere – Ponte di Legno, 226 km
La terza settimana inizia con il tappone più atteso: previsti 5700 metri di dislivello e scintille tra gli scalatori. Partenza in salita, con il Passo della Presolana e la Croce di Salven che fanno da antipasto all’accoppiata cruciale per questo Giro: i 2618 metri di quota del Passo Gavia (Cima Coppi 2019: 16,5 km all’8% di pendenza media e punte del 16) e il Mortirolo, affrontato dal versante più duro, quello di Mazzo di Valtellina. Salita Pantani di questa edizione, misura 12,8 km al 10,1%. Gran finale con l’insidiosa discesa ed il falsopiano finale verso Ponte di Legno. Qui potrebbe decidersi un pezzo di Giro e in caso di cattivo tempo potrebbe venir fuori una tappa d’altri tempi.

Tappa 17, mercoledì 29 maggio: Commezzadura-Anterselva (Antholz), 180 km
Partenza in Val di Sole e arrivo inedito nell’Arena Alto Adige, lo stadio del biathlon che nel 2020 ne ospiterà i Mondiali. 3000 metri di dislivello con un altro arrivo in salita dopo – nell’ordine – Passo della Mendola, Naz e Terento.

Tappa 18, giovedì 30 maggio: Valdaora – Santa Maria di Sala, 220 km
Tappa lunga ma calma, si tratta dell’ultima possibilità a disposizione degli sprinter: una frazione “in discesa” prima del gran finale sulle Dolomiti.

Tappa 19, venerdì 31 maggio: Treviso – San Martino di Castrozza, 151 km
Tappa breve, mossa ma non proibitiva nella prima parte, ma che prevede un impegnativo arrivo in salita a San Martino di Castrozza dopo Santa Maria della Vittoria e Passo San Boldo.

Tappa 20, sabato 1 giugno: Feltre (Croce d’Aune) – Monte Avena, 193 km
Ultimi fuochi d’artificio sulle montagne delle Dolomiti: quasi 200 km con 5200 metri di dislivello, quattro grandi montagne con Passo Manghen (18,9 km al 7,6%), Passo Rolle (20,6 km al 4,7%) e l’ultima ascesa al Monte Avena (13,5 km al 6,3%) che saranno fondamentali per la classifica generale.

Tappa 21, domenica 2 giugno: Verona (Fiera) – Verona (Arena), 15,6 km cronometro individuale
Ultima e decisiva prova contro il tempo nel circuito delle Torricelle, teatro dei Mondiali del 2004: la suddetta salita, 4,5 km al 5%, potrà cambiare il nome del vincitore finale solo in caso di distacchi contenuti.

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