Luca Gregorio a SN:“Il Giro d’Italia si accenderà negli ultimi 7-8 giorni. Landa e Formolo possono fare bene”

Pubblicato il autore: Matty Dalmi Segui

A 15 giorni dall’inizio del Giro D’Italia, la redazione di Supernews ha contattato uno dei più competenti giornalisti sportivi , Luca Gregorio telecronista di Eurosport. Tanti argomenti toccati dal Giro d’Italia , al rapporto con Riccardo Magrini fino alle telecronache.

Le tappe. Un suo parere tecnico sul disegno di questo Giro?

“Credo sia un Giro molto stimolante, ricco e come sempre imprevedibile. La prima parte non è durissima, ma ha due snodi cruciali nelle tappe a cronometro San Luca San Marino, con quest’ultima che darà già una bella impronta alla classifica generale. Da lì in poi non si respira più e sarà spettacolo totale perché fra le Alpi e le Dolomiti non c’è quasi mai un attimo di respiro fino alla crono conclusiva di Verona. Insomma, con questo percorso e i campioni in gara quest’anno non credo proprio che ci sarà da annoiarsi”


Gli uomini di classifica: Nibali al via. Pensi sia il favorito numero uno? Yates, Roglic ,Bernal e Miguel Angel Lopez potrebbero sconvolgere qualche piano dei big in chiave classifica,cosa ne pensa?. Nibali in una recente intervista ha dichiarato che l’accoppiata Giro – Tour è possibile: lei cosa ne pensa? Giro o Tour?

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Nibali non so se possiamo proprio considerarlo il favorito numero uno, ma di sicuro viene per vincere e fare tris nella corsa rosa. Quest’anno ci sono tanti pretendenti. Dumolin Roglic hanno qualcosa in più nella crono, e probabilmente anche Simon Yates. Poi ci sono Lopez Bernal: il primo è atteso al definitivo salto di maturità (l’anno scorso ha fatto terzo al Giro e alla Vuelta non dimentichiamocelo), mentre il secondo è un predestinato e darà filo da torcere a tutti. Poi non dimentichiamoci che ci sono anche Landa, Valverde, Mollema, Formolo , Mollema Zakarin che andranno a caccia di tappe e di un posto nella top 10. L’accoppiata Giro – Tour è possibile ma complicatissima: l’anno scorso a Froome (vittoria al Giro e terzo al Tour ) e Dumolin (secondo in entrambe le corse) hanno dimostrato che si possono fare entrambe ad alto livello,ma se non ci si riesce dal 1998 con Pantani ( e che Pantani!) un motivo ci sarà. Per Nibali l’obiettivo è il Giro perché l’ha scelto con lui, poi andrà al Tour ma con molte meno pressioni addosso perché è stata una scelta della squadra”


Dove crede possa accendersi la corsa? Quali tappe vede come decisive?

“La corsa si può accendere ovunque negli ultimi 7-8 giorni. Mi aspetto molto dalla tappa di Courmayeur, da quella di Ceresole Reale e naturalmente da quella con Gavia Mortirolo, ma quella cruciale dovrebbe essere la ventesima con l’arrivo al Croce d’Aune e che precede la crono di Verona “

Un atleta che crede possa fare particolarmente bene?
“Per non scegliere i soliti nomi, spero che possa essere il Giro d’Italia del riscatto di Mikel Landa e quello della consacrazione ad alto livello di Davide Formolo. Se lo meritano entrambi.”

Con Riccardo Magrini formate una grande coppia. Com’è lavorare con lui ad Eurosport e cosa ha portato al suo bagaglio di conoscenze l’incontro con una persona così esperta?

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“Lavorare con Riccardo è piacevole, divertente, stimolante e un continuo arricchimento. Non sono parole scontate. Magro mi ha voluto in questo viaggio bellissimo al suo fianco e come un bravissimo papà mi sta insegnando un sacco di cose e mi prende per mano, usando bastone e carota. E’ un pozzo di sapere e ogni giorno entro in cabina certo del fatto che ne uscirò avendo imparato qualcosa di nuovo. Credo sia la cosa più bella e stimolante. Il nostro segreto e che ci vogliamo bene, abbiamo un ottimo feeling fuori dal lavoro e questo riusciamo a trasmetterlo con naturalezza nelle nostre dirette, ben consapevoli che non si può piacere a tutti (ma questo è sacrosanto e fa parte della vita di qualcuno”.

 

Per concludere. Lei è la voce ufficiale del ciclismo di Eurosport da pochi mesi, ma ha già potuto raccontare molte corse davvero importanti. Qual’è stata la tappa più emozionante da commentare e perché?

“Domanda difficile ma in realtà anche facile perché  sono solo all’inizio. La Sanremo commentata sul posto quest’anno è sul gradino più alto del podio, più che altro perché è stata una giornata intensa, fantastica e vissuta con grande adrenalina. Appena dietro ci metto il Mondiale vinto da Valverde Innsbruck e poi direi tutto il mio primo Giro d’Italia, perché è la corsa che amo sin da bambino e trovarmi a poterla raccontare per intero vi assicuro che è qualcosa di indescrivibile.In più sono stato pezzo di una parte di storia, perché l’impresa di Froome nella tappa di Bardonecchia è qualcosa che resterà per sempre nella storia del ciclismo e io un giorno, nel più classico racconto ai miei nipotini, potrò dire di averla commentata…”

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