Esclusiva SN: Portici in serie D, una fantastica calvalcata raccontata dall’addetto stampa Vincenzo Tanzillo

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui

A una settimana dalla festa promozione, l’intera città di Portici è ancora in festa. Dopo ventidue anni il San Ciro, stadio locale, rivedrà la quarta serie. Per il Portici è l’ennesima gioia in una stagione da incorniciare, dopo aver alzato al cielo la Coppa Italia regionale. Per la squadra di mister Borrelli è l’ennesima gioia in una stagione da incorniciare, dopo aver alzato al cielo la Coppa Italia regionale. Abbandonata quindi l’Eccellenza si va tutti in vacanza ma tra qualche mese sicuramente si ritorna a programmare per il campionato dilettanti tanto agognato. Noi di Supernews abbiamo intervistato colui che ha seguito con occhio critico e di analisi la cavalcata del Portici verso questo grande traguardo. “È stata la vittoria del gruppo. Sarei ingeneroso con molti ragazzi se ne dovessi indicare solo uno” – con tanta sincerità così descrive il gruppo di Borrelli Vincenzo Tanzillo, l’addetto stampa del Portici. Un campionato, quindi, vinto con la forza del collettivo e con tutti gli scontri diretti vinti con le principali candidate alla promozione.

Quale aggettivo useresti per definire la stagione del Portici che dopo 22 anni è riapprodato in serie D?
Stagione straordinaria, non tanto  per il ritorno in serie D dopo 22 anni, ma per l’estrema difficoltà di questo campionato di Eccellenza, forse il più duro e bello degli ultimi anni, con squadre fortissime come Afragolese e Savoia. Senza dimenticare San Giorgio, Procida, Casalnuovo e Sessana. Alla fine sono stati decisivi i quattro scontri diretti, tutti vinti con pieno merito“.

Quando hai capito che la squadra di Borrelli ce la poteva fare per la promozione diretta? Il momento clou, quale è stato?
Ho capito che il Portici poteva davvero vincere il campionato dopo la vittoria per 1-0 contro il Savoia a Torre Annunziata, nel girone d’andata. Di momenti clou ce ne sono stati diversi, ma quello decisivo è stato lo scontro diretto in casa dell’Afragolese perdere 3-1 a mezz’ora dalla fine, ribaltare il punteggio e vincere una gara incredibile ha dato ulteriore carica ad una squadra già convinta dei propri mezzi. Altra gara decisiva è stata quella casalinga col Procida, pareggiata nel finale grazie alla doppietta di Incoronato“.

Il giocatore più significativo, colui che ha trascinato il gruppo alla vittoria finale. Oppure è stato il collettivo a trionfare?
E’ stata la vittoria del gruppo. Sarei ingeneroso con molti ragazzi se ne dovessi indicare solo uno. Un gruppo formato da due promettenti portieri under. Mola e Testa, che sotto la guida di Pasquale Mezzacapo, sono migliorati tantissimo. Poi la difesa: la migliore del campionato con Pinilla, Follera, Noviello e gli under Visone, Boussada, Botta, Rullo e Franci: il reparto nevralgico fondamentale nel respingere le iniziative avversarie, impostare il gioco e arrivare anche alla conclusione, con il giusto mix di muscoli e precisione con capitan Olivieri, Ruscio, Sardo. Di Pietro, Ragosta e gli under Vittorio Murolo e Criscuolo. Che dire dell’attacco, basta questo, quattro uomini in doppia cifra, come il Napoli Manzo, Fava, Murolo e Incoronato come Mertens, Insigne, Hamsik e Callejon senza dimenticare chi ha fornito gli assist e aiutato tanto la difesa come Panico. Tutti sono stati fantastici, compresi coloro che li hanno sapientemente guidati, Pasquale Borrelli e “il mio capitano” Luciano Curcio. Ma fondamentali sono state anche quelle persone che appainono poco ma lavorano tanto dietro le quinte come il super magazziniere Vincenzo Fico, il dottor Iaselli e il segretario Quarantiello“.

Che emozione da addetto stampa hai provato nel raccontare la vittoria in coppa e quella in campionato? Quale ti ha emozionato di più?
Emozioni uniche, difficili da descrivere e diverse tra loro. E’ stato emozionante vincere la Coppa Italia a Sarno, in una partita secca, nei minuti finali, così come vincere il campionato: tra le due non saprei quale scegliere, anche se la vittoria più importante è senza dubbio la seconda. E’ stata una grande avventura e se ho vissuto tante emozioni lo devo al ds Orlando Stiletti, uno degli artefici di questo successo, che dieci mesi fa mi chiamò per farmi prendere parte alla famiglia Portici 1906. Un anno positivo dal punto di vista della comunicazione grazie anche agli impeccabili Dario Algamago e Angelo Iodici, grandi tifosi del Portici e validissimi collaboratori“.

E’ ancora presto ma secondo te, anche se ci sarà il mercato estivo, il Portici con questa squadra ha buone chance di salvarsi o potrebbe puntare a qualcosa di più in serie D?
La società è già al lavoro per la prossima stagione, ma ora è troppo presto per poter azzardare previsioni. Di sicuro l’intenzione dei presidenti Giudizioso, Ragosta, Minichino e Noia è quella di continuare nel processo di crescita, sperando di poter disporre al più presto di uno stadio San Ciro all’altezza della situazione“.

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