Boxe: Patrizio Oliva, tutto l’oro di Napoli e non solo

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui


Patrizio Oliva
appartiene alla categoria di quelle persone caparbie e tenaci che riescono a trovare nelle mille difficoltà le risorse che gli hanno permesso di eccellere  sia nel ring che fuori.
Il pugile è stato per i giovani (e lo sara’ sempre) un esempio da seguire, e tutt’ora, continua a calamitare l’attenzione sulle innumerevoli attività che svolge nella vita di tutti i giorni.
Ultimamente è stato impegnato nella sua amata Napoli come testimonial per la campagna volontari delle Universiadi. Dopo le ultime due lauree conseguite, la prima in Scienze Turistiche, con tesi sulla  adorata Campania e la seconda, conferitagli ad honoris causa dall’Ateneo di Foggia, in Scienze e Tecniche delle attività Motorie Preventive e Adattate. Titoli che lo rendono orgoglioso di tali traguardi.
Patrizio ci ha concesso con grande disponibilità questa intervista.

Dopo 150 vittorie e sole 5 sconfitte terminò la sua gloriosa carriera sul ring, e dopo inizio’ quella al di fuori. Qual’è stata la più difficile?
Ho sempre saputo combattere, la boxe me lo ha insegnato.
Sul ring combatti nel rispetto delle regole, nella vita devi aspettarti molti colpi bassi, perché non ci sono regole.

Quei 15 km. che tutte le mattine percorreva per andare a scuola, per non spendere i soldi per il pulmann e non toglierli alla sua numerosa famiglia, oggi fanno ancora parte del vostro allenamento quotidiano?
Fortunatamente le cose economicamente sono molto cambiate da allora, ma la tenacia di affrontare la vita è rimasta.

Numerose sono le sue iniziative nel sociale per aiutare i più poveri e bisognosi che la distinguono per grandi doti di umanità. Quanto c’è delle sue sofferenze patite in gioventù in questi nobili progetti?
Proprio perché ho sofferto mi fa dedicare tempo ai giovani per far capire loro che nella vita nessuno ti regala qualcosa e che  devi guadagnartelo con il lavoro, l’errore di molti è che vogliono tutto e subito.

Perché, secondo lei, oggi i giovani bruciano le loro vite dietro falsi miti, non rispettando più né regole né le persone più sagge ed adulte? Secondo lei questo vuoto educativo e di scarsa coscienza del valore della vita da cosa è scaturito nel tempo?
Purtroppo stiamo vivendo in molti giovani un enorme degrado generazionale, giovani che stanno crescendo senza regole e senza valori, quindi non c’è né convivenza civile né dignità umana. La colpa è da attribuire alla mancanza della famiglia alle spalle; genitori che danno ragione ai figli a qualunque costo, guarda quello che sono riusciti a fare con la scuola…! Per un cattivo voto ai figli siamo arrivati ad aggredire i professori. Mia madre autorizzava il prof. anche a darmi qualche scappellotto, e sono cresciuto bene, senza complessi e senza frustrazioni.

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Sappiamo che lei è impegnato anche artisticamente con la musica e soprattutto, con la nuova passione per il teatro, nella quale riesce a catturare l’attenzione così come faceva sul ring. Da dove sono nate queste sue doti artistiche?
Ho sempre nutrito interesse per lo spettacolo, da bambino cantavo sempre, mia madre diceva  : ” Io a questo bambino lo devo mandare allo zecchino d’oro, ma non c’erano né contatti né possibilità economiche. Da campione ho esternato questa passione, ho cantato e oggi recito a teatro.

Quale incontro da dilettante le è rimasto nel cuore? Quali invece, tra quelli fatti da professionista è rimasto indelebile nella sua memoria?
Il primo amore non si scorda mai. Il mio primo titolo italiano dilettanti  a Torino nel ’76. Poi chiaramente la finale olimpica del 1980 ed il Titolo Mondiale Professionisti.

Lei appartiene a quel filone di artisti e sportivi che ha fatto grande il nome di Napoli nel mondo negli anni ’70, ’80 e tutt’ora, come Troisi, Lina Sastri , Pino Daniele e mi fermo qui, perché ci vorrebbe troppo tempo per elencarli tutti. Nasceranno altre generazioni di tale spessore artistico secondo lei?
Sicuramente si, se avranno passione in ciò che faranno.

Sappiamo che cerca di aiutare sempre gli ultimi e i meno abbienti, cosa che l’ha resa un campione anche fuori dal ring. Come cerca di dissuaderli dalle strade buie e cupe della malavita e come riesce a convincerli?
Se ce l’ho fatta io ce la possono fare tutti, provengo dalle macerie della vita: povertà,un papà violento che sfogava la sua rabbia su mia madre, la perdita di mio fratello di 15 anni quando io ne avevo 12, un quartiere dove la delinquenza ci provava sempre a farmi deviare dalla strada della legalità. Molti di questi giovani pensano che la criminalità li protegge, io invece faccio capire loro che li sfruttano, che li fanno vedere all’inizio una ricchezza che poi si rivela effimera, poi una volta intrappolati nella rete, dovranno vivere da schiavi. La strada che li attende ha 3 alternative : il cimitero, perché la criminalità non fa sconti e ti uccide, il carcere oppure devi nasconderti per tutta la vita, e ne vale la pena?

Negli ultimi tempi lei è riuscito anche a laurearsi alla soglia dei 60 anni, come si dice che volere è potere. Cosa la spinge a migliorarsi sempre di più in ogni settore in cui si cimenta?
L’ho sempre fatto, è importante studiare non solo per prendere un attestato, ma soprattutto per migliorarsi nella vita. La cosa importante è che non è mai troppo tardi per migliorarsi, per studiare e per realizzare i propri sogni.

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Lei è anche un bravo imprenditore nel settore caseario e se non sbaglio, anche della ristorazione. Vorrei sapere come fa a trovare tutte queste motivazioni per nuove sfide, pur avendo una vita molto piena e ricca di affetti e sinceri come quelli della sua bella famiglia. Cosa la spinge ad andare sempre in avanti e mai a guardare indietro?
Per andare avanti bisogna sempre guardare da dove si è partiti. Io amo le sfide, perché le sfide sprigionano delle forze in noi che nemmeno sappiamo di avere e ci fanno compiere imprese straordinarie.

Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi 100 anni da Patrizio Oliva, nato per il pugilato e per aiutare le persone in difficoltà?
Sarò sempre vicino ai giovani.

Quando potremo ammirarla sul palco di un teatro nei prossimi mesi?
Da novembre 2019 comincerò a girare per l’Italia con il mio spettacolo “Patrizio Vs Oliva” con Rossella Pugliese, regia di Alfonso Postiglione, prodotto da Stefano Sarcinelli e Maurizio Marino, distribuito da Stefano Pironti, al teatro Nuovo di Napoli il 28 , 29 e 30 novembre.

Se Patrizio Oliva da ragazzo aveva questi quattro miti (Bruno Arcari, Nino Benvenuti, Sugar Ray Leonard e su tutti Cassius Clay, nel quale lui si identifica di più soprattutto per le battaglie fuori dal ring), adesso è lui a rappresentare un esempio da seguire anche per le nuove generazioni, che per raggiungere degli obiettivi dovranno fare molti sacrifici e impegnarsi anche nello studio, perché l’istruzione coniugata alla disciplina che  uno sport come il pugilato trasmette, è il pilastro fondante che permette ad un essere umano di possedere la piena consapevolezza di sé e la    giusta maturità personale, nonché gli strumenti validi per affrontare le difficoltà della vita.
Ringraziamo il nostro amico per la disponibilità concessaci e speriamo che venga presto a trovarci nella nostra redazione.

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