Alfa Romeo: Storie di Formula 1

Pubblicato il autore: trivano Segui

Manuel Fangio alla guida della Alfa 159

 

Pensare all’Alfa Romeo nel mondo della F1 fa tornare indietro con  la mente di almeno una ottantina di anni, o forse più. Tutte le generazioni amanti della F1, e non solo, conoscono la storia di Tazio Nuvolari e la mitica vittoria sul circuito del Nurburgrin. Era il 1935 quando Tazio Nuvolari, al volante di una Alfa nettamente inferiore ai rivali tedeschi della Mercedes Benz, si impose sul circuito germanico. Vittoria dell’italiano mai digerita dai tedeschi.

Dopo la pausa dovuta alla seconda guerra mondiale, l’Alfa Romeo si iscrisse al primo mondiale post bellico di F1, nel 1950.
La scuderia milanese fece correre in quella occasione il modello 158, derivato direttamente dal modello che aveva gareggiato a Livorno nel 1938, in Coppa Ciano. Il modello 158, con i dovuti accorgimenti tecnici, si rivelò per ben tredici anni una macchina affidabile, l’alleggerimento e l’aumento del propulsore la resero competitiva tanto da imporsi anche nel nuovo campionato. L’arma vincente della monoposto del biscione era di sicuro la velocità, la robustezza e l’affidabilità accumulata in tanti anni di gare, già nel 1946 l’Alfa era tornata a battere i campi di gara.

Nato nel 1906 a Torino, Nino Farina fu il  pilota che nella prima edizione del Mondiale di Formula 1 portò al successo la casa automobilististica milanese, che all’epoca era considerata la migliore al mondo e vantava piloti del calibro di Nuvolari, Campari, Varzi e altri fenomeni del volante. Quell’anno la scuderia del biscione stabilì un vero e proprio record, vinse sei Gran Premi su sette, a conferma della grande capacità della casa costruttrice nel creare monoposto. Nel 1951 l’Alfa si affidò al nuovo modello, la 159, nato da una rielaborazione dell’ormai gloriosa 158. Nuova vettura nuovo pilota, infatti la scuderia affido la monoposto a Juan Manuel Fangio. Anche quell’anno conquistò il campionato, Fangio guidava una vettura capace di sviluppare una potenza di 425 cavalli, un altro record che poteva vantare la 159 riguardava i consumi: poteva percorrere poco meno di seicento metri con un litro di benzina.

Declino e rinascita dall’Alfa

Il 1952 fu l’anno che vide il ritiro dell’Alfa Rmeo dal mondo della F1. I costi elevati per la produzione della monoposto misero l’IRI, Istituto per la Ricostruzione Industriale, in condizione di non poter più finanziare il progetto, un altro aspetto che condizionò L’Alfa fu la forte concorrenza delle altre scuderie, in particolar modo la forte competitività di un’altra casa automobilistica italiana, la Ferrari.

All’inizi degli anni sessanta la scuderia del biscione si propose come fornitore di motori. Il 4 cilindri in linea da 1500 cc, però non ebbe successo, probabilmente perchè il motore fu affidato a scuderie  poco competitive. Ci riprovo nel biennio 70/71, affidando a Andrea de Adamich la guida della McLaren con motore Alfa, ma anche in questa occasione fu un esperimento fallimentare. Bisognerà aspettare la metà degli anni settanta per avere dei risultati positivi, infatti dopo l’accordo con Bernie Ecclestone per la fornitura di motori, l’ingegnere Carlo Chiti progettò un propulsore, che a parte la Ferrari, non aveva rivali, il propulsore arrivava a valori attorno ai 512 cavalli.

Il 1977 fu l’anno del ritorno come casa costruttrice iscritta ad un Mondiale di Formula 1. A portare al debutto la 177 fu il pilota Bruno Giacomelli che la guidò sia in francia che in Belgio. Nata da una evoluzione della 177, la 179 era dotata di un motore potente e competitivo. in quell’anno l’Alfa schierò anche un secondo pilota, a bordo di una vecchia 177 c’era  Vittorio Brambilla. Negli anni successivi la casa automobilstica milanese provo a riaffermarsi nel mondo spietato e costoso della F1, i risultati furono alquanto deludenti.

L’ultima apparizione in F1 fu trenta anni fa, ora l’Alfa Romeo torna nel grande mondo della Formula 1 sotto la guida della Fca, le power unit Ferrari 2018 verranno installate sulle monoposto Sauber. Fortemente voluto da Sergio Marchionne, potrebbe essere l’inizio per la riaffermazione della mitica Alfa Romeo.

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