Ritiri Dakar 2018: da Loeb a Sunderland passando per Villas-Boas, il rally estremo non guarda in faccia a nessuno

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

Ritiri Dakar 2018
La Dakar 2018 prometteva di essere un’altra edizione che non avrebbe fatto sconti agli equipaggi, e così è stato: il rally tra i più estremi al mondo non guarda in faccia a nessuno, non importa se sei riuscito a domare negli anni precedenti il percorso durissimo e selettivo di questa grande corsa a tappe, men che meno può pesare il tuo palmares (anche se ovviamente l’esperienza aiuta, eccome: ma senza lucidità e anche quel poco di fortuna che ti assiste assieme all’affidabilità del tuo mezzo non si va da nessun parte, figuriamoci al traguardo finale).

Ritiri Dakar 2018, gli abbandoni illustri: Sébastien Loeb

Ritiri Dakar 2018

Al quinto giorno di gara la lista degli abbandoni è lunga quasi quanto il chilometraggio totale della Dakar 2018, e (mal) figurano dei ritiri illustri. Ultimo della serie Sébastien Loeb (Peugeot) anche se forzato a lasciare il Sudamerica per via dell’infortunio patito al coccige dal suo fidato navigatore, Daniel Elena.
Il fattaccio è avvenuto all’inizio della quinta tappa che si svolgeva in Perù tra San Juan di Marcona ed Arequipa, con la Peugeot 3008 DKR Maxi dei due finita in un affossamento tra le dune di sabbia: troppo insopportabile il dolore di Elena che si portava sin dalla prima speciale di 53 km per poter proseguire la competizione.
Il nove volte campione del mondo di rally e il copilota hanno dovuto così abbandonare la Dakar 2018 nonostante Loeb fosse partito con molta determinazione, lottando gomito a gomito con il favorito Peterhansel nella tappa precedente e portandosi al comando della classifica parziale. Ma la disavventura tra le sabbie nella quinta frazione avrebbe comunque compromesso seriamente la Dakar di Loeb ed Elena, avendo causato all’equipaggio Peugeot un ritardo monstre di ben 2 ore e 45 minuti nei confronti del migliore di tappa, Yazeed Al-Rajhi, a bordo della Mini John Cooper Works e già pilota WRC.
E’ andata male, queste dune sono troppo cedevoli: non abbiamo visto il fosso e ci siamo finiti dentro malamente“, ha affermato uno sconsolato Loeb, che con il suo navigatore era alla terza ed ultima Dakar, per la quale lui e la Peugeot (anch’essa in fase di smobilitazione dal rally sudamericano) speravano un epilogo diverso. Ma la casa francese si può consolare con il 13 volte vincitore della Dakar Peterhansel, che si è portato al comando della corsa e che gode di un vantaggio notevole fino ad ora accumulato. Quattordicesima Dakar all’orizzonte per il navigato francese?

Ritiri Dakar 2018, apprensione per Sam Sunderland

Passando alle moto, se Paulo Goncalves non è riuscito neppure a schierarsi al via della Dakar 2018 per una caduta subita qualche settimana prima in allenamento e che ha presentato il conto allo shakedown, ancora più rumore fa il forfait di Sam Sunderland, il vincitore di categoria del 2017. Il britannico della KTM se l’è vista davvero brutta per via dei dolori lombari dovuti ad una compressione a seguito dell’atterraggio dopo un salto con la moto.
Sofferenze cominciate nella giornata di ieri e che hanno avuto come conseguenza un sospetto intorpidimento ai piedi del campione KTM; inevitabile l’abbandono della corsa per un’altra, quella che porterà Sunderland a fare degli accertamenti in un ospedale di Lima, dopo essere stato prelevato in elicottero. Al momento non ci sono altri dettagli e non resta che attendere gli esiti degli esami per capire l’entità dell’infortunio che speriamo sia lieve, al netto dello spavento. La classifica generale ora vede al comando Joan Barreda (Honda) che infligge un distacco di 10 minuti e 26 secondi sui diretti inseguitori.

Ritiri Dakar 2018, il flop di André Villas-Boas

Ritiri Dakar 2018

Sono stati tanti altri gli abbandoni in cinque giorni di gara, ben 62 solo nelle prime quattro tra cui tre italiani (tutti nei camion: Antonio Cabini, Paolo Calabria e Nicola Montecchio per Orobica Raid); scorrendo la lista dei partecipanti nella categoria auto si scopre pure un personaggio noto per essere (stato?) una promessa del calcio allenato. Parliamo di André Villas-Boas, il tecnico portoghese che a soli 33 anni riuscì a vincere l’Europa League guidano il Porto, e ricevendo così l’appellativo di Special Two sulle orme di quel Mourinho che portò in trionfo in Europa i biancoblu e lanciò la sua carriera internazionale.
Villas Boas sembrava destinato ad uguale magnifiche sorti e progressive, ed invece sono seguite le performance non esaltanti in Premier League (a seguito del suo esonero il Chelsea, nel 2011-2012, vinse la Champions con Roberto Di Matteo in panchina) e discrete in Russia; ultimamente ha fatto armi e bagagli verso la dorata riserva indiana del campionato cinese, salvo poi licenziarsi dalla guida del Shangai SIPG proprio per partecipare alla Dakar 2018.
Come è finita? Beh, anche Villas-Boas, come Sunderland, ha patito gli effetti di un atterraggio dopo un salto a bordo della sua Toyota Hilux. Fortunatamente gli esami non hanno riscontrato alcune frattura, ma ciò che è andato in frantumi, dopo quattro tappe, è stato il sogno che l’ex tecnico seguiva sin da bambino e che voleva realizzare per onorare una passione di famiglia per i motori. La Dakar 2018 era comunque partita in salita per Villas-Boas e il copilota Ruben Faria, visto che alla terza tappa erano 41esimi nella classifica auto con un ritardo sul primo di più di sei ore.

 

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