Superlega volley, il dream team della stagione 2016/17

A campionato finito proviamo a tracciare un bilancio della stagione di Superlega volley che è stata estremamente emozionante e avvincente fino all'atto finale. E proviamo a farlo disegnando un ideale dream team con i giocatori che più hanno impressionato in quest'anno.

Superlega volley, il dream team

Palleggiatore: Simone Giannelli.
Partiamo dal regista, il ruolo più delicato all'interno di una squadra. Scegliamo il palleggiatore di Trento, premiandolo anche per l'eccezionale crescita avuta in questa stagione. Simone Giannelli, reduce dall'argento olimpico a Rio in estate, ha immediatamente seguito i consigli di Angelo Lorenzetti, appena arrivato sulla panchina della Diatec, ed è migliorato molto. Ha velocizzato la sua distribuzione, l'ha resa più varia, ha creato un asse perfetto con i suoi centrali. Inoltre rispetto al 2015/16 sono aumentati i numeri positivi anche negli altri fondamentali: Giannelli ha fatto ben 49 punti in più(165 contro i 116 della scorsa annata). Più muri(71 a 57), più attacchi vincenti(63 a 43) e più aces(31 a 16). Un giocatore ancora con margini di miglioramento, ma che è già uno dei primi nel suo ruolo.
Opposto: Tsvetan Sokolov
Tornato in Italia dopo il biennio all'Halkbank in Turchia, l'oppostone bulgaro ha fatto la fortuna della Lube Volley. Potenza e precisione sono state le sue costanti nell'arco di tutto il campionato. Una stagione in crescendo la sua e conclusa con ben 616 punti e il 53% di efficacia. Ma soprattutto sono superlativi i suoi playoff: in 9 partite fa 164, quasi 20 a partita; quando conta, il suo braccio è sempre caldo. In più ci sono 47 aces e 80 muri a completare una stagione da assoluto protagonista.
Martelli: Osmany Juantorena-Ervin Ngapeth
Due bande top in Italia e nel mondo. L'uno protagonista dell'argento olimpico italiano a Rio, l'altro punta di diamante della Francia campione d'Europa agli ultimi Europei(e quest'estate proverà a difendere il titolo). Ma soprattutto trascinatori delle rispettive squadre. L'italo-cubano ha potuto finalmente giocare un'annata senza dover soffrire guai fisici(quanto hanno pesato i problemi alla spalla la stagione scorsa...) e si è visto. Dalle prime giornate ha fatto capire di poter essere l'uomo in più della Lube e così è stato. Ha saltato due partite e ha messo a terra la bellezza di 473 punti. Anche lui come Sokolov ha aumentato i giri del motore con l'inizio dei playoff con i 24 punti in gara 4 di semifinale e i 56 complessivi in 3 gare di finale. Colpi vari e sempre imprevedibili: alle frustate imprendibili Juantorena ha unito tocchi felpati che gli sono valsi il titolo di MVP della regular season. Ngapeth ha invece trascinato Modena se non allo scudetto, fino a gara 4 delle semifinali, forse anche oltre i suoi meriti. Terminale di riferimento di Orduna, il francese non si è mai sottratto alle sue responsabilità di uomo squadra. Quando lui girava, tutta la squadra faceva altrettanto: il non aver trovato soluzioni alternative è stato uno dei problemi di un Azimut sottotono. Lo score personale di Ngapeth recita però 529 punti con cui si conferma uno dei martelli più efficaci e carismatici dell'intera Superlega volley.
Centrali: Sebastian Solè-Marko Podrascanin
Coppia di centrali di altissimo livello. Due giocatori molto diversi, ma che hanno trovato una grande intesa con il proprio palleggiatore e con la squadra. Podrascanin si è subito adattato ai nuovi compagni di Perugia, trovandosi bene e diventando immediatamente un titolare insostituibile vicino a capitan Birarelli. Per lui i punti sono 298 con ben 72 muri: come dimostrato anche in Champions League, capacità di lettura dell'azione e posizionamento delle mani sono il suo forte. In più anche 204 punti in attacco. Per l'argentino di Trento invece i muri sono decisamente meno, 46, ma negli attacchi è equivalente a Podrascanin: i primi tempi vincenti sono infatti 203. Ma l'importanza del primo tempo nel gioco di Trento è tale che Solè ha interpretato alla perfezione il suo ruolo attaccando sempre con qualità(con il 64% di efficacia), oppure attraendo il muro avversario e liberando i suoi compagni in banda.
Libero: Jenia Grebennikov
Il libero di Civitanova ha lasciato solamente le briciole agli avversari. Il suo apporto è stato determinante in fase sia di contrattacco, sia di ricezione. Pochissimi gli errori in ricezione(appena 20), si è catapultato su ogni pallone in difesa con una capacità di lettura del gioco incredibile e una grinta sorprendente nel riprendere tutti i palloni. Grebennikov è stato un libero che ha garantito ai ragazzi di Blengini 4-5 punti a set: ha aiutato a scavare break lunghi e determinanti, oltre a frustrare l'attacco avversario. Probabilmente il miglior libero in circolazione.

Superlega volley, panchina d'eccezione

Ne abbiamo dovuti lasciare fuori molti ovviamente. Ma una menzione, almeno in panchina, la meritano Luciano De Cecco e Micah Christenson in palleggio. L'uno giocoliere di Perugia, l'altro cervello magistrale della Lube. Tra gli opposti è stata ottima la stagione di Aleksandar Atanasijevic, così come quella di Fernando Ramos Hernandez a Piacenza, secondo nella classifica dei top scorer della regular season solo a Giulio Sabbi, altro protagonista in posto 2 della stagione(e verrà molto probabilmente premiato dall'arrivo a Modena). In banda impossibile non citare Filippo Lanza, condottiero di Trento anche nei momenti più difficili e Uros Kovacevic alfiere della riscossa di Verona nella seconda parte di stagione e terminata con un po' di sfortuna in gara 3 dei quarti di finale. Al centro Maxwell Holt ha messo la sua esperienza al servizio di Modena, mentre nella Lube campione hanno fatto un'ottima annata sia capitan Stankovic(decisivo in finale), sia Davide Candellaro, arrivato da Molfetta che si è subito guadagnato la convocazione in nazionale. In ultimo i liberi con Massimo Colaci che ha ancora fatto il suo nell'annata positiva, ma non vincente di Trento