Superlega volley, la Lube chiude la pratica scudetto in gara 3

Dominio totale, assoluto. Tra regular season e playoff la Lube quest'anno ha egemonizzato la Superlega volley diventando più che la maggiore candidata allo scudetto, l'unica formazione a poterci aspirare di diritto. La finale scudetto chiusa in tre gare ne è stata l'ulteriore dimostrazione. La prova di forza di Civitanova sul campo di Trento in gara 2 aveva spalancato la strada al successo cuciniero che, com'era nelle previsioni della vigilia, è arrivato all'Eurosole Forum alla prima occasione utile. Bisogna però sottolineare come dall'altra parte della rete ci sia stato un vero avversario: Trento non ha assolutamente fatto da sparring partner e anzi ha giocato una gara splendida, fatta di grinta e coraggio, come ha sottolineato Lorenzetti, ma non è bastato.

Per gli ospiti i maggiori rimpianti ci sono stati nel primo set, quello forse più equilibrato. Il contrattacco trentino parte bene con Urnaut, ma la Lube in battuta si riporta sotto. Juantorena e Kovar sono protagonisti del primo allungo; due attacchi di Sokolov imprecisi però ridanno la situazione di parità, spezzata dal muro preso da Stokr. Poi nel finale Antonov e Lanza in battuta sembrano poter dare il set a Trento. Solè rafforza questa sensazione con un gran muro su Candellaro, ma la Lube rimane in partita e proprio con il muro di Kovar impedisce il set point agli avversari e poi passa.

Nel secondo set Civitanova va subito in vantaggio e tenta di rimanerci con la sua autorità, Trento non molla e anche se nel parziale va meglio in attacco, in battuta sbaglia molto, troppo. Di contro Civitanova sbaglia poco, solo quattro errori nel parziale, e nella coda del set sfrutta il nervosismo ospite. Una check voluto e vinto da Blengini per una palla out di Urnaut non tiene conto di un invisibile tocco di Sokolov. Le proteste nel campo Diatec sono accese e, nonostante Lorenzetti predichi calma, i suoi si innervosiscono e sbagliano tutto perdendo il set 25-20.

L'inizio del terzo sembra risentire ancora di questa situazione, anche se Trento capisce subito che non può più sbagliare. Giannelli arma Urnaut e Christenson rispolvera le pipe di Juantorena e gli attacchi al centro di Stankovic. Il break di vantaggio Lube viene però annullato da un turno in battuta incredibile di Lanza che mette in fila due aces e ribalta tutto. Il capitano trentino si fa alfiere della riscossa ospite che va a buon fine grazie a un altro ace di Antonov e qualche errore di troppo dei marchigiani.

Sul 2-1 la partita è aperta, ma nel quarto set non c'è partita: la Lube vuole chiudere il conto quanto prima. Cester entra benissimo e Sokolov esegue alla perfezione le consegne: 80% in attacco per il bulgaro che scava letteralmente dei buchi sul taraflex dell'Eurosole. Il tocco fatato di Christenson che inganna anche il suo omologo Giannelli segna il +5 Civitanova e il definitivo squillo che conduce al trionfo. Trento ammaina le vele e lascia il quarto set, la partita e la Superlega volley a una grandissima Civitanova. La squadra di Blengini ha coronato un'annata magica con il quarto scudetto della propria storia. Un titolo meritato per la squadra più forte. Oggi ancora una volta c'è stato un Juantorena sopra le righe con 20 punti, così come Sokolov e Stankovic ancora una volta vero capitano. Sfumato l'obbiettivo Champions Blengini lascia con la doppietta campionato-coppa Italia. Mica male.