World League, il nero weekend dell’Italia

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

Altro che azzurro Italia nel weekend di World League. Il cielo sopra Pau è stato, per l’Italvolley, a tinte veramente fosche. I ragazzi di Blengini hanno raccolto 3 sonore sconfitte che, unite alle 2 del precedente fine settimana, fanno ben 5 stop consecutivi. Ma in particolare dal punto di vista del gioco, la trasferta francese si può interpretare come un deciso passo indietro rispetto alle prestazioni contro Iran, Polonia e Brasile.

World League, manca grinta e determinazione

I segnali non erano stati buoni sin dall’inizio: venerdì mattina infatti Filippo Lanza si è fatto male all’adduttore della coscia destra, privando così la nazionale di uno dei pochi punti fermi. Il martello della Diatec era, e rimane, uno dei pochi titolari convocati da Blengini in World League con tutto il carico di esperienza e carisma che porta. Tolto lui, gli altri schiacciatori non sono riusciti a dare alla squadra quella continuità in attacco richiesta. Randazzo ha fallito la prova della maturità: senza Lanza sarebbe dovuto diventare lui il primo martello per importanza, ma dopo la prima gara contro gli USA è stato messo in panchina per spazio a un positivo Iacopo Botto. Antonov, pur bravo in battuta(difatti anche a Trento entra spesso per colpire dai nove metri), ha dimostrato di non essere un grande attaccante, soprattutto col muro avversario piazzato, oltre a essere molto disordinato a muro. Ma anche negli altri reparti la situazione non è stata migliore: Vettori si conferma in un’annata non particolarmente positiva, mentre al centro scendono le prestazioni di Candellaro e di Piano, più volte richiamati in panchina. In molte occasioni sono mancate proprio la grinta e la determinazione adeguate per vincere le partite. L’esempio più emblematico è quello della partita contro la Russia: una gara che si poteva, e si doveva, vincere in 3 set, ma che si è prolungata, con la sconfitta finale, fino al tie break per insipienza nei momenti che contavano. Basti pensare al finale di un quarto set che sembrava in pugno per gli azzurri che però si sono fatti rimontare da un buon turno in servizio avversario. Se contro il Brasile o la Polonia(ma anche nel primo set contro la Francia, sabato) si era vista una squadra con la voglia di stare in campo, da questo punto di vista a Pau ci sono stati seri passi indietro

World League, Blengini continua la sperimentazione

Tra i pochi spunti positivi del fine settimana ci sono i volti dei nuovi giocatori convocati da Blengini che hanno offerto delle buone prestazioni. Il c.t. ha continuato sulla linea della sperimentazione, consapevole che questa World League potrà servire per gettare delle interessanti basi in vista del futuro. Si pensi che contro la Russia, nell’ultima gara del weekend, c’erano in campo 4 elementi nuovi su 7 rispetto alla prima gara di World League contro l’Iran. In particolare Ricci, Sabbi e Botto hanno risposto bene alla chiamata. Il giovane centrale di Ravenna, convocato per questa tornata, si è distinto per una positiva entrata in campo contro USA e la prova tutto sommato positiva contro la Francia. Deve ancora affinare l’intesa con Giannelli, ma per il futuro ci si potrà puntare. Sabbi, quando chiamato in causa al posto di Vettori, ha saputo dare il suo contributo. Contro la Russia, partito dall’inizio, ha sfoderato una bella prestazione con un crescita tra il terzo e il quarto set; alla fine era l’unico attaccante che dava garanzie a Giannelli. Botto invece era l’outsider che è riuscito a ritagliarsi spazio. Contro Francia e Russia ha anche preso il posto a Randazzo. Nell’ultima partita è stato efficacissimo in battuta, ma anche in attacco ha fatto il suo con buona continuità. Le novità sono state l’unico sorriso nel weekend nerissimo della nazionale.

  •  
  •   
  •  
  •  
  •   
  •