Scherma azzurra, l’eredità del 2016 e le possibilità per il nuovo anno

Pubblicato il autore: Domenico Nocera

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Per la scherma azzurra la prova di Coppa del Mondo di fioretto femminile ad Algerì (che doveva iniziare ieri con le qualificazioni ma è stata rinviata per disguidi aeroportuali con le sacche delle armi di alcune atlete) da inizio alla seconda parte di stagione, quella che condurrà ai campionati italiani di Gorizia e agli Europei di Tbilisi a giugno e soprattutto ai Mondiali che si terranno a luglio a Lipsia.

Il 2016 è stato l’anno Olimpico meno prolifico dell’ultimo ventennio per lo sport azzurro più vincente nella storia della rassegna a Cinque Cerchi. Con le sue quattro medaglie (una d’oro e tre d’argento) l’Italia è finita terza nel medagliere schermistico di Rio dietro a Russia (sette medaglie) e Ungheria (quattro ma con un oro in più). Certamente però vanno considerate anche le assenze pesanti della prova a squadre della sciabola maschile e soprattutto del fioretto femminile che nel mini-Mondiale (per le prove escluse dalle Olimpiadi) di aprile fu infatti medaglia ld’argento e che non era da escludere che anche ai Giochi sarebbe salita sul podio.

Senza contare il fatto che una leggera “flessione” è nell’ordine normale delle cose. In fondo la scherma ci ha visto quasi sempre protagonisti (primi nel medagliere schermistico Olimpico, primi nel medagliere Mondiale, secondi dietro la Russia – e fino a giugno scorso eravamo primi – nel medagliere Europeo) e poi quattro medaglie dei due metalli più pregiati sono comunque un discreto bottino che non tutti possono vantare. E se aggiungiamo che di questi medagliati di Rio parecchi sono nati negli anni ’90, per il futuro c’è da sperare in positivo.

A tal proposito, esaminiamo il 2016 e le possibilità azzurre per il 2017 arma per arma, analizzandole ognuna in entrambi i generi.

FIORETTO
Maschile
Il fioretto, che sia maschile o femminile, è la sicuramente per l’Italia l’arma più vincente delle tre. Nell’anno appena trascorso però se dovessimo scegliere un uomo simbolo azzurro per questa disciplina questo non potrebbe essere che Daniele Garozzo. Il siciliano classe 1992 certamente aveva dato ottimi segnali agli Europei di Montreaux e ai Mondiali di Mosca nel 2015 e tutto faceva sperare a dei Giochi brasiliani da protagonista. Daniele non solo è stato IL protagonista per eccellenza portandosi a casa il 201° oro Olimpico italiano nella storia (poi rubato e per fortuna recuperato) ma è stato anche in grado di vincere tutti gli assalti a punteggio pieno (15 punti) soffrendo non più del giusto. A inizio stagione nelle prove individuali non è mai arrivato sul podio, ma se a Tbilisi e a Lipsia avrà la stessa carica di Rio sarà certamente difficile per gli avversari estrometterlo presto dalla corsa al podio.

Olimpiadi molto meno rosee per Andrea Cassarà e Giorgio Avola ma soprattutto per quanto concerne il secondo ci sono ottimi segnali di ripresa (argento a Tokio nella CdM di novembre). E se anche Alessio Foconi seguirà la falsa riga del GP di Torino di dicembre, il fioretto maschile azzurro potrà continuare a recitare il suo ruolo.

Femminile
Ricordando il 2016 non si può non partire da Valentina Vezzali. La jesina nell’anno passato ha chiuso la sua straordinaria carriera agonistica a 42 anni nelle pedane del mini-Mondiale di aprile a Rio de Janeiro con l’argento della prova a squadre al collo.

Dopo il congedo della pluricampionessa, agli Europei di Torun a festeggiare è Arianna Errigo che vince l’oro e suona la carica per Giochi. La rassegna di Rio però andrà malissimo per la monzese che cederà il passo già agli ottavi di finale. La cocente delusione però porta Arianna a prendere una decisione “particolare”: gareggiare con il fioretto e con la sciabola. La scelta ha ridato alla lombarda linfa per il fioretto dove ha già fatto una prima parte di stagione sempre sul podio e sebbene manchi ancora un pò di tempo agli importanti appuntamenti estivi, ciò fa ben sperare per il suo 2017. Per la sciabola ancora niente di rilievo ma certamente per imparare a usare e a gestire una nuova arma ci vuole tempo.

Buon Olimpiade ma con certamente un pò di amarezza per Elisa Di Francisca che da oro Olimpico di Londra in quel di Rio ha rischiato ma fallito il bis. In finale si è portata avanti sul 3-0 facendosi poi rimontare e superare. La jesina ha provato a fare il controsorpasso, ma il tempo era davvero troppo poco per ottenere quella stoccata che sarebbe valsa il pareggio. Dopo il secondo posto olimpico Elisa ha iniziato un periodo di congedo. Ancora informazioni sul suo rientro non ci sono, ma certamente il 2017 sarà dunque un anno in cui ripartirà un pò da zero.

SCIABOLA
Maschile
Anno altalenante per gli uomini della sciabola azzurra. Il mini-Mondiale brasiliano ferma i nostri al quinto posto, mentre l’europeo polacco di giugno consegna una medaglia d’argento dietro a una inarrestabile Russia. Medaglia che faceva ben sperare un podio Olimpico ad Aldo Montano e Diego Occhiuzzi nella prova individuale di Rio. E invece se il primo si è ancorato agli Ottavi di finale, il secondo addirittura non è riuscito ad andare oltre il primo turno (sedicesimi).

Nel mese di dicembre c’è però stato un netto segnale di ripresa con la vittoria della squadra a Budapest nel primo weekend del mese e l’oro di Luigi Samele a Cancun il 18. Si spera in un nuovo anno dove anche Montano, Occhiuzzi, Enrico Berrè, Luca Curatoli e lo stesso Samele torneranno a recitare un ruolo sempre più da protagonisti.

Femminile
Netta ascesa nell’anno solare appena terminato per le ragazze della sciabola italiana. Se generalmente le Olimpiadi sono un pò un (ovviamente parziale) punto d’arrivo dello stato di forma ottimale di un atleta o di una squadra, per le nostre sciabolatrici sono state quasi un punto di partenza.

Se a Rio le prove individuali non sono state da ricordare, il quarto posto della squadra ottenuto da Rossella Gregorio, Irene Vecchi, Loreta Gullotta e Ilaria Bianco ha difatti svegliato le ambizioni di queste ragazze che, alla prima prova di Coppa del Mondo del nuovo anno in quel di Orleans hanno vinto subito la medaglia d’oro vincendo sempre nettamente tutti gli assalti. Resta da migliorare ancora qualcosa nelle prove individuali ma certamente il 2017 parte con nuove consapevolezze per il team azzurro.

SPADA
Maschile
Seconda parte dell’anno complessivamente positiva per i ragazzi della spada azzurra, specialmente nella squadra. Dopo l’argento europeo conquistato a Torun, nella prova a squadre dei Giochi Olimpici Marco Fichera, Enrico Garozzo, Paolo Pizzo e Andrea Santarelli hanno vinto la medaglia d’argento dietro, come accaduto in Polonia, alla fortissima Francia riscattando così in buona parte la non indimenticabile prova individuale dei primi tre.

Nella prima parte di stagione Fichera ha inoltre conquistato un argento nella prova di Buenos Aires. Stona un pò la conclusione di anno a Doha dove nessuno dei nostri spadisti ha superato i sedicesimi, ma ci si augura si sia trattata solo una parentesi e che già da Parigi si possa invertire la rotta. La Georgia e la Germania sono lontane, ma i mesi scorrono in fretta.

Femminile
Per la spada femminile è stato certamente un anno alquanto difficile. La non qualificazione della squadra ai Giochi nonostante nel 2015 ci siano stati momenti in cui le ragazze della spada erano addirittura prime nel coefficiente mondiale, è stata certamente una mancanza pesante per i colori azzurri.

L’unica gioia è stata rappresentata da Rossella Fiamingo che alle Olimpiadi, dopo una bellissima gara e una rimonta da brividi in semifinale, ha vinto una storica prima medaglia (argento) per la spada individuale femminile azzurra. Capostipite delle medaglie italiane a Rio e unica spadista a volare per la città brasiliana, Rossella ha inoltre firmato un altro record vincendo una medaglia Olimpica individuale da bicampionessa del mondo in carica.
Tuttavia con la nuova stagione proseguono i vecchi problemi per la siciliana che continua il proprio “tabù” da carenza di podio ormai quasi triennale in Coppa del Mondo. L’ultima prova a Doha ha però dato segnali molto positivi e del resto, se l’obiettivo è quello di difendere il doppio titolo mondiale e magari trasformarlo in uno storico triplo, non potrebbe essere altrimenti.

Anno invece meno indimenticabile per Mara Navarria che aveva iniziato benissimo con la vittoria nella tappa di Barcellona (sulla falsa riga della fine 2015 a Doha). Ma a febbraio la non qualificazione della squadra e a marzo l’approdo ai quarti di Rossella a Budapest hanno chiuso le porte Olimpiche all’esperta spadista friulana. Inizio stagione anche per lei non molto esaltante ma del resto in certi periodi occorre solo un pò più di determinazione e pazienza. Per le altre due componenti della squadra Nazionale Giulia Rizzi e Alberta Santuccio poco da segnalare, se non per la prima una buona prova a Tallinn a inizio stagione nella quale raggiunse i quarti eliminando al turno precedente il bronzo olimpico Sun Yiwen.

Nell’anno nuovo comunque, al di là degli obiettivi individuali di ciascuna delle nostre spadiste, certamente sarà molto importante dimenticare il 2016 della squadra e ripartire in vista degli appuntamenti estivi Europei (nel 2015 a Montreaux le ragazze vi ottennero il loro ultimo podio) e Mondiali. In fondo, non può piovere per sempre.

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