Sci: Goggia, sempre Goggia, fortissimamente Goggia. Tripudio anche in superG

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli

sci
La torcida dello sci azzurro ormai è perenne in questo ultimo scorcio di inverno: Sofia Goggia doma ancora a colpi di pennello la “linguaccia” nordcoreana di Jeongseon in Corea del Sud e a 48 ore dal tripudio in discesa libera si divora anche il superG. Aperto il rubinetto col gradino più alto del podio, la verace bergamasca sembra ormai entrata in un’altra dimensione a sette fusi orari dalla sua madre patria. Un successo che nasce ancora una volta da una discesa da manuale, pressoché perfetta, di quelle che per tutto l’inverno avvincente che ci ha fatto vivere abbiamo bramato ma che solo nell’ultimo squarcio di stagione sono arrivate. La beffata di turno è ancora sua maestà Lindsey Vonn, la più grande interprete delle nevi all-time che per soli 4 centesimi si è dovuta di nuovo piegare alla forma divina della azzurra che in Asia pare aver rotto in via definitiva il tabù con quello che pareva un incantesimo che non si potesse rompere, vale a dire quello col sostantivo chiamato  vittoria.

E’ l’ennesima perla stagionale per la Goggia. Il podio è speculare a quello della libera: la fuoriclasse americana dietro allo scugnizzo azzurro e dietro ancora la slovena Ilka Sthuec, che con altri 60 punti messi in cascina balza in testa nella graduatoria di superG (ricordiamo che Lara Gut, la reginetta di specialità, è out causa infortunio), complice anche la prova non proprio maiuscola di Tina Weirather. Continua il sublime momento di Federica Brignone nelle discipline veloci, che si ultima in un quarto posto con otto decimi di ritardo dalla compagna di squadra: la seconda delle azzurre è anche la penultima atleta ad accusare un distacco inferiore al secondo, davanti alla giovane svizzera Jasmine Flury (+97/100). n sesta posizione troviamo infatti la statunitense Laurenne Ross (+1”25), che precede la tedesca Viktoria Rebensburg (+1”26) e la campionessa mondiale austriaca Nicole Schmidhofer (+1”28). Completano come già preannunciato la top ten la rappresentante del Liechtenstein Tina Weirather (+1”32) e subito dopo è la volta delle azzurre Elena Curtoni (stagione fantastica per lei, e ha ancora margine) e Johanna Schnarf, per poco fuori dalle migliori a causa di qualche errore di troppo.

Ogni discorso a questo punto è superfluo. Cresce il rammarico per le uscite di troppo in superG della Goggia durante la prima parte dell’inverno: a quest’ora il discorso per la coppa di specialità sarebbe ancora aperto. Non tutto si può avere: la orobica è al podio stagionale numero 11 ed è al top della classifica mondiale e naturalmente guarda al futuro in maniera radiosa. Purtroppo con un doppio lato della medaglia: tra un anno su questa pista particolare ma non insormontabile della Corea del Sud ci si giocheranno le medaglie olimpiche. Questi due successi in 24 ore metteranno sull’azzurra una pressione da far tremare i polsi, ma conoscendo il soggetto si può ipotizzare che la cosa non sia poi così pedante. La squadra femminile di sci, alla luce dei 19 podi invernali (e la faccenda non è al culmine), ha dimostrato di non essere seconda a nessuna (quest’anno la prima piazza nel ranking a squadre è assai vicina). Bella, bellissima storia.

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