Novak Djokovic voleva ritirarsi lo scorso aprile, lo rivela Filippo Volandri!

Pubblicato il autore: Cosimo Commisso Segui

Novak Djokovic – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Novak Djokovic, fresco vincitore di Wimbledon, è probabilmente uno dei personaggi più divertenti ed esuberanti dell’intero panorama tennistico. La sua carriera, negli ultimi tempi, aveva subito un brusco rallentamento a causa degli infortuni e di una debolezza psicologica che ne limitava le prestazioni. Il serbo, da essere il dominatore post era Federer-Nadal, è uscito persino dalla top ten del ranking atp in seguito ad alcune eliminazioni abbastanza clamorose. Gli esperti, constatato il momento no di Nole ed i problemi fisici dei campioni del secolo, si sono interrogati sull’effettiva bravura della “new generation”, composta da Zverev, Thiem e Kyrgios. A vincere, però, ci han pensato sempre loro, pur disputando meno tornei. Rafa Nadal ha sfruttato un brillante periodo di forma ed è tornato numero 1 al mondo, Re Roger ha gestito le forze per regalare prestazioni indimenticabili nei grandi slam. Djokovic ha spiegato, nelle sue rare interviste, che la nascita del figlio lo ha cambiato tantissimo, spostandogli le priorità dal tennis alla famiglia. Circolavano anche voci di una crisi con la moglie, successivamente smentite. Insomma, l’aria attorno al serbo si era fatta pesante. Talmente pesante che l’idea del ritiro, a soli 29 anni, sembrava tutt’altro che impossibile. A confermare tutto ciò ci ha pensato uno storico volto del tennis italiano, che oggi collabora con Sky Sport, Filippo Volandri.

Le parole di Volandri

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Il giorno dopo della vittoria in finale contro Kevin Anderson, Volandri ha commentato così il ritorno di Nole: “È davvero una favola diventata realtà. Dopo Miami, Djokovic, parlando con il suo entourage, aveva manifestato la voglia di non continuare. Ragazzi, parliamo con gli sponsor, non so se me la sento realmente di giocare“. Così, il campione serbo, avrebbe detto allo staff dopo un evidente momento di sconforto post sconfitta. L’italiano ha poi proseguito: “Ne parlavamo con Fabio Fognini l’altro giorno. Lo sapevamo non avrebbe smesso. Ad un tennista come lui bastano poche partite per ritrovare la fiducia necessaria. Non ci aspettavamo, però, vincesse nuovamente Wimbledon, questo no”.

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È stato solo un fatto mentale o aver cambiato più volte lo staff tecnico ha inciso sulla rinascita di Djokovic? Becker, dopo tre anni di collaborazione intensa e vincente, si è dovuto far da parte a causa di differenza di vedute. La scelta per il post Boris è ricaduta su Agassi e Stepanek, altri due veterani, non proprio gli ultimi arrivati. Son trascorsi soltanto alcuni mesi e Novak decide, ringraziando pubblicamente entrambi per i consigli ricevuti, di interrompere il rapporto, proprio a ridosso della fase decisiva della stagione. La stampa lo da per spacciato, le quote per una sua vittoria a Wimbledon sono altissime, ma la pazienza premia il serbo. Nei quarti contro Kei Nishikori si intravedono lampi di vecchio Djokovic, recuperi e contrattacchi degni del suo periodo migliore. La semifinale, quella disputata contro Nadal, è da registrare e far vedere a tutti gli appassionati. Sarebbe potuta durare anche altre tre ore, tale è stato lo spettacolo offerto e l’equilibrio in campo. Finisce 10-8 al quinto e la finale contro Anderson si rivela piu semplice di quanto previsto. Lo showman Djokovic riesce a stento a trattenere l’emozione, una vittoria che da morale, che fa sognare. Bentornato Novak!

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