Intervista esclusiva a Fulvio Collovati: " Non è scattata l'empatia tra Spalletti e la squadra"

Ai microfoni della nostra redazione è intervenuto in esclusiva Fulvio Collovati, campione del Mondo con la Nazionale italiana nel 1982. Abbiamo analizzato il turno di campionato appena concluso con un occhio rivolto anche alla prima parte della stagione europea e alla crisi della Juventus di Spalletti

Collovati

La nostra redazione ha intervistato Fulvio Collovati, campione del Mondo con la Nazionale di calcio nel 1982. Con l'ex campione di Inter, Milan e Roma abbiamo analizzato la situazione attuale del campionato italiano a partire dalla crisi della Juventus di Spalletti e del Milan.

L'Inter ha vinto anche a Venezia ma il risultato era sullo 0-0 fino al 79' e sono serviti due autogoal del Venezia...

È stata l'Inter meno convicente di queste prime 9 giornate. Conosco le qualità di Nicola, ha dato un cambio di marcia al Venezia, la squadra contro i nerazzurri ha aggredito. L'Inter ha sofferto, Provedel ha fatto 2 o 3 grandi parate e sono stati annullati due goal ai padroni di casa quindi credo che il punteggio sia stato troppo severo per i lagunari.

Come giudica il percorso dei nerazzurri in Champions League fino a questo momento?

L'ho già detto, secondo me l'Inter è la squadra più forte in Italia ma in Europa non è così. Gioca un calcio troppo aperto e con molta intensità ma farei più attenzione alla fase difensiva. È vero che è una squadra che segna molto visto che ha i quattro attaccanti più forti in Italia, ma subisce con altrettanta facilità goal.

Continua invece la crisi di Juventus e Milan...

La Juventus è la più grande delusione di questo campionato. Non l'avevo certo pronosticata tra le favorite per lo scudetto ma neppure immaginavo che le cose andassero così male. Probabilmente non è scattata l'empatia tra Spalletti e i giocatori. Mercato sbagliato, giocatori sopravvalutati e infortuni sono tutti elementi che hanno portato a questa situazione. Parlando di Milan, rispetto alla Juventus le difficoltà visto il cambio di allenatore erano maggiormente preventivabili. I rossoneri rimangono però una squadra fragile, non vedo Amorim in grado ancora di dare quel cambio di passo per il quale era stato chiamato.

La Lazio sta continuando il suo straordinario percorso, espugnato anche il campo del Sassuolo per 2-6. Qual è il segreto di questa squadra?

Nessuno si aspettava un percorso del genere. Non è stato fatto mercato, c'è contestazione alla proprietà, la squadra in casa gioca davanti a 10000 tifosi ma Gattuso è riuscito a rigenerare giocatori che non sono dei fuoriclasse ma che con la forza del gruppo stanno andando alla grande. Non so quanto durerà questa corsa ma credo proprio che l'obiettivo a questo punto sia quello di arrivare tra le prime quattro.

È arrivato finalmente l'acuto del Napoli con la vittoria di Monza. Potrebbe far risalire la squadra in campionato?

Bisogna vedere cosa succederà in Juventus-Napoli che si giocherà il prossimo turno. Vedo comunque i partenopei in netta ripresa dopo la partita contro la Roma e il successo di Monza. Come detto per l'Inter, anche il Napoli sta però subendo troppi goal e questo non è da Allegri che solitamente cura molto bene la fase difensiva. Ridadisco comunque che delle big è una delle squadre maggiormente in crescita.

Del Como invece non ci stupiamo più, sono arrivati altri 3 punti a Torino. Cosa ha portato a risultati di questo tipo?

Tutti dicono che il motivo è che c'è una proprietà ricca ma questo non sempre basta per vincere, basti pensare in questo momento al Manchester United. Bisogna saper scegliere giocatori, avere un allenatore giovane e dal grande futuro come Fabregas e uno scouting che sappia fare bene il proprio lavoro. Trovano giocatori a 3 o 4 milioni di euro e poi li rivendono a 30 o 40. Il contrario di quello che sta succedendo alla Juventus dove magari si comprano giocatori da 40 o 50 milioni di euro che l'anno dopo vengono lasciati andar via.

Si può dire che sia una piazza dove c'è meno pressione e di conseguenza si rende di più?

Sicuramente c'è meno pressione, io posso testimoniare avendo giocato nell'Inter, Milan e Roma che quando c'è la pressione bisogna scendere in campo sempre per vincere. Devo dire che però a Como si sta creando questa mentalità vincente, non scendono in campo per giocare ma per fare i 3 punti.