Melania Delai a SN: “Sogno di diventare una professionista. Gli Slam? Fantastici!”

Pubblicato il autore: Lorenzo Carini Segui

Melania Delai è una giovanissima tennista italiana, nata a Trento il 15 ottobre 2002. Ha cominciato a praticare questo sport in giovane età e, fin da subito, ha capito che, visto il talento innato, avrebbe potuto trasformare una semplice passione in un lavoro, ovviamente col duro lavoro e sacrifici quotidiani da parte della sua famiglia: attualmente è una delle giocatrici azzurre più promettenti, è stabilmente fra le prime 100 del ranking Juniores e quest’anno ha conquistato anche un titolo ITF in doppio, nel $15,000 di Hammamet al fianco della sua grande amica, e compagnia di allenamenti, Angelica Moratelli.

In esclusiva per SuperNews, abbiamo raggiunto Melania Delai a pochi giorni dalla sua partenza per gli Stati Uniti. Dopo una breve preparazione, sarà di scena nelle qualificazioni degli US Open.

Traccia un bilancio della prima parte di stagione. Il 2018 ti ha regalato tante soddisfazioni: a livello Junior hai vinto due titoli, ma ti sei fatta notare anche tra le “pro”..
La prima parte di stagione è stata buona. Il mio obiettivo era quello di migliorare l’aspetto tecnico-tattico e di conseguenze sono arrivati alcuni risultati: posso ritenermi soddisfatta, anche se in alcuni casi non ho potuto giocare al meglio a causa di piccoli infortuni“.

I risultati ottenuti ti hanno permesso di entrare nella Top-100 U18 e giocare al Roland Garros. Hai perso al turno decisivo delle qualificazioni, ma ti sarai sicuramente divertita. Che esperienza è stata?
Sono arrivata a Parigi con zero aspettative: arrivare a giocare le qualificazioni era il mio obiettivo stagionale, dunque ho giocato senza stress e con zero ansia. Nel match decisivo contro Oksana Selekhmeteva ero “paralizzata”, non sono mai riuscita ad entrare nel match e mi sono lasciata sopraffare dall’emozione: purtroppo mi sono svegliata solo sul 2-2 nel secondo set, ma era già troppo tardi.
È stata un’esperienza fantastica: dopo aver perso in doppio, mi sono fermata diversi giorni a seguire le partite dei “big”! Ho seguito anche la partita tra Cecchinato e Djokovic direttamente dal box dell’azzurro e per questo mi sento di ringraziare Simone Vagnozzi; come se non bastasse, mi sono allenata a pochi metri da Venus Williams, Rafael Nadal e Simona Halep“.

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Avresti dovuto giocare anche a Wimbledon ma sei stata fermata da un infortunio. Cos’hai avuto? Sei comunque rimasta a Londra a seguire i professionisti, cos’hai imparato da loro? 
Avevo fatto un’ottima preparazione per Wimbledon, stavo giocando davvero bene sull’erba ma purtroppo mi sono infortunata nel tentativo di recuperare una smorzata. Mi sono tuffata “alla Monfils”, ho battuto molto forte la mano sull’erba e mi sono provocata un edema che non mi permetteva nemmeno di stringere la racchetta nel modo corretto. Su consiglio dell’ortopedico che mi ha seguito, ho deciso di non giocare perché il dolore era eccessivo.
Mi è dispiaciuto tantissimo non poter prendere parte al torneo, ma comunque sono rimasta a Londra e anche qui, così come al Roland Garros, ho assistito da vicini alle partite dei professionisti: è stato bellissimo, pensa che ho guardato Federer-Struff a due passi da Stefan Edberg“.

Tra poco partirai per gli Stati Uniti: giocherai agli US Open! Che sensazioni hai? Qual è il tuo obiettivo?
Lunedì partirò per la Florida: mi allenerò da Claudio Pistolesi, che già conosco e stimo molto, per preparare il torneo di Washington e successivamente le qualificazioni degli US Open. Mi sono iscritta anche in Canada, nel caso in cui dovessi entrare nel main draw a Flushing Meadows, ma devo attendere le cancellazioni per sapere se giocherò o meno lì“.

Negli Stati Uniti da chi sarai accompagnata? Se vuoi, ricordaci brevemente tutti i membri del tuo staff!
Ho uno staff fantastico, è come una seconda famiglia per me. Il mio coach è Alessandro Bertoldero, nella preparazione atletica sono seguita da Max Tedeschi e Mirco Cappellato. Il mio fisioterapista di fiducia è Alessandro Cursi, mentre mia cugina Caterina Russolo è la nutrizionista. Non dimentico nemmeno Raffaele Tataranni, che si occupa della video analisi dei miei match, Luca Moreschetti, l’esperto delle racchette, e Andrea Fava, il mio attuale sparring partner.
Tornando alla tua domanda principale, negli USA sarà accompagnata dal mio allenatore e, in parte, da Claudio Pistolesi. Con me porterò un nuovo sponsor, De’Longhi“.

Dopo gli US Open abbandonerai il circuito Junior, è vero? Cosa ti ha portato a fare questa scelta?
L’unica cosa certa è che farò due belle settimane di vacanza al mare (ride, ndr). L’intenzione è quella di fare un piccolo salto di qualità, ma della mia programmazione non ne vorrei parlare. Parteciperò a tornei ITF da $15,000, ma tutto dipenderà dal mio stato di forma. Ho voglia di andare avanti e sento di essere giunta ad un buon livello, perché non provarci? Potrebbero arrivare più sconfitte, certo, ma poi pian pianino prenderò confidenza“.

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Proprio quest’anno hai esordito tra le “grandi”, vincendo in doppio ad Hammamet con Angelica Moratelli. Qual è il rapporto che ti lega a lei? Che differenze hai notato rispetto ai tornei Junior?
Ad Hammamet è stato tutto molto bello. Con Angelica ho un rapporto di stima e di amicizia, giochiamo insieme anche a Padova in allenamento e ci capiamo sempre al volo. Siamo accomunate anche dalla nostra terra perché siamo entrambe trentine. Ho imparato tanto dalla settimana al suo fianco in doppio: oltre a vincere insieme a lei, ho anche acquisito il primo punto WTA in singolare. 
C’è sicuramente differenza rispetto ai tornei Junior: ci si confronta con ragazze più grandi di età, non necessariamente più forti, ma ci sono dosi più elevate di agonismo e competitività. Tutte hanno lo stesso obiettivo, vincere. Per scaramanzia non voglio dire i miei obiettivi futuri (ride, ndr), ma vorrei chiudere il 2018 con una finale in singolare ed un altro titolo in doppio con Moratelli“.

Olga Danilovic ha vinto a Mosca qualche giorno fa. E’ la prima “Millennial” a trionfare in un torneo WTA, cosa pensi di lei? Che ragazza ti sembra?
Non conosco Danilovic ma altre giovani giocatrici molto forti, come ad esempio Potapova e Kostyuk. Hanno team professionali e ben strutturati, vincere a livello WTA alla loro età è semplicemente il sogno di qualsiasi junior. Ho seguito la partita di Danilovic in televisione e devo dire che mi è piaciuta molto, difficile trovarle dei difetti“.

Hai un anno in meno di Danilovic. Cosa faresti per emularla e vincere un titolo WTA a 17 anni? 
Bella domanda… Penso che il tennis, essendo uno sport individuale, abbia caratteristiche diverte per ogni atleta. Emularla non sarà facile, ma il mio team e chi sostiene il progetto sta cercando di darmi tutte le opportunità per diventare una professionista. Il mio sogno? Sarebbe banale dirti che vorrei entrare nella Top-10, dunque dico che mi piacerebbe diventare una professionista di alto livello. Mi piacerebbe essere così brava da essere temuta dalle avversarie, voglio divertirmi e continuare ad avere tanti amici-tifosi. Vorrei, inoltre, avere sempre quel fuoco dentro e non farmi spegnere il sorriso da nessuno. Non sarà facile, ma punto a diventare una bella persona, oltre che una forte tennista“.

Grazie di tutto, Melania. E’ stato davvero piacevole scambiare qualche battuta con te, in bocca al lupo!
Grazie a te! Se mi permetti, vorrei chiudere questa intervista ringraziando tutti gli sponsor che mi permettono di fare questa vita, mia mamma e mia sorella che sono sempre presenti anche da lontano, il mio team che mi supporta e sopporta (ride, ndr) tutti i giorni e tutti i miei tifosi. In chiusura vorrei mandare un “grazie” speciale ad Alessandro che, come dice lui, non molla mai il remo“.

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