NBA, Lebron fa il re e nasconde i problemi di Cleveland

Un campione lo si riconosce dall'istinto con cui riesce a piazzare giocate importanti nonostante le difficoltà, dalla fiducia di cui gode tra il pubblico e tra i compagni, dal carisma e dalla voglia di vincere. Caratteristiche presenti indubbiamente nel Re di Akron, un marziano, un giocatore in grado di riscrivere le leggi della fisica e del basket.
Stanotte Lebron James ha dato ancora una volta prova della sua competitività.
I suoi Cavs si trovavano indietro di tre lunghezze e mancava poco più di un minuto alla fine. Prende palla sulla metà campo. Uno sguardo all'avversario. Uno sguardo al canestro. Il difensore sa che ha davanti uno degli attaccanti della lega più devastante in penetrazione, quindi lo rispetta lasciandogli spazio per il tiro. Il Re non ci pensa su due volte. Si arresta. Si innalza. Si distende in aria. Ciaf. Tripla from downtown.
La partita ora è in parità, però hanno la palla in mano i Timberwolves. Jimmy Butler è uno che sa come chiudere le partite. Si butta dentro cercando il contatto con il difensore, si appoggia su di lui e tira. Sembra già canestro, un tiro che sa a memoria.
Ma dietro c'è la forza della natura, Lebron James sbuca da dietro e rigetta il suo tentativo di canestro con una stoppata imperiosa. Il suo regno non si tocca.
Manca un solo secondo alla fine. La palla ora è nelle mani dei Cavs. Con un secondo si può realizzare davvero poco e i Cavs hanno poche idee. È difficile eseguire un tap-in figuriamoci un tiro.
Non per Lebron James. Non per colui che ha reso l'impossibile possibile. Il Re riesce nell'impresa di tirare in faccia a Butler in un secondo, con un fade away che quasi lo porta a metà campo.
Il Re continua a stupire. Ma il suo regno potrà durare?