Chi é Rangnick, l'ultima idea per la panchina del Milan?

Una patata bollente: la panchina del Milan

La panchina del Milan è, da qualche anno a questa parte, un argomento spinoso. Dopo le tre stagioni di Max Allegri, costellate di trofei e miracoli sportivi, si sono avvicendati ben 9 allenatori, chi più e chi meno. L'esperienza più lunga di un tecnico sulla panchina rossonera è stata privilegio di Rino Gattuso, il quale ha potuto trasmettere i suoi concetti per quasi due stagioni. Questa permanenza dell'ex tank rossonero sulla panchina del Milan ha mostrato che la continuità, tra alti e bassi, è l'unica vera soluzione possibile per costruire un progetto degno di questo nome. Quindi, dopo le figuracce fatte con l'esonero di Giampaolo e il probabile esonero di Pioli a fine stagione, il Mila dovrà fare qualcosa per sovvertire questo periodo nero. La soluzione più gettonata al momento, tra smentite di rito varie, è Ralf Rangnick.
Ma chi è il misterioso manager tedesco?

Ralf Rangnick

Classe 1958, giocatore professionista di scarsa fortuna nelle divisioni tedesche. Da allenatore ha guidato club come Schalke 04, con cui ha vinto una coppa di lega, una coppa e una supercoppa tedesca. Più recentemente è stato allenatore del Lipsia, collezionando un 2° e un 3° posto in Bundesliga. Non proprio un'impresa semplice. Il suo ruolo è, però, andato aldilà della sola panchina. Infatti, è una figura professionale in grado assolvere ai compiti di varie figure all'interno di un organigramma societario. Attualmente è il coordinatore dei club che rispondono a Reb Bull. La dirigenza rossonera, almeno Gandzidis, avrebbe intenzione di affidargli un ruolo da manager all'inglese. Il che lo vedrebbe sia sulla panchina del Milan, ma anche a capo del mercato del Diavolo.
Le smentite e le riconferme sul profilo di Rangnick sono continue, ma si sa che in fatto di mercato non è finita finchè non si ha la certezza totale, soprattutto a Milanello.

Che Milan sarebbe?

Quello che affascina le alte cariche rossonere è che il manager tedesco tende a puntare su profili giovani e con uno stipendio sostenibile. L'obbiettivo sarebbe, tatticamente e tecnicamente, crescere una generazione di giovani da giocatori da indottrinare con la sua idea di calcio e finanziariamente di abbattere drasticamente il monte ingaggi. Musica per le orecchie di Elliott.

Quello che spaventa i tifosi rossoneri è che con Ragnick sulla panchina del Milan, l'addio del beniamino Zlatan Ibrahimovic sarebbe praticamente certo, per non parlare della possibile partenza di chi ha un ingaggio superiore alla soglia (Donnarumma in primis).

Che ne sarà della panchina del Milan? Sarà Rangnick a occuparla? E se sì, che rivoluzione sarà?