Apu Udine, AD Graberi a SuperNews: "Apu pronta per il salto in A1. Contro Pistoia sfida importante, punteremo sulla nostra identità"
SuperNews ha avuto il piacere di intervistare Gianpaolo Graberi, amministratore delegato dell’Apu Udine, attualmente capolista nel campionato di Serie A2 di basket. Il prossimo 13 febbraio i ragazzi di coach Boniciolli affronteranno al PalaCarrara il Pistoia, club che condivide con loro la vetta della classifica a quota 26 punti. In vista di questo importante scontro ai vertici, Graberi ci ha parlato di come l’Apu si stia preparando alla gara, analizzando anche il percorso della squadra, gli obiettivi prefissati ad inizio campionato e i momenti salienti di questa stagione finora.
Gianpaolo, nel giugno 2020 diventi amministratore delegato dell’Apu Udine. Cosa si prova a ricoprire un nuovo ruolo in un progetto di cui tu stesso, anni prima, sei stato il fondatore? Cosa maggiormente ti ha entusiasmato di questa proposta?
Come ha detto correttamente, non sono mai uscito dal progetto, dal momento che due anni fa ero il vicepresidente di questa società. Il mio ruolo era meno operativo, ma non ho mai rinunciato all’aspetto passionale che nutro per questo sport. Il basket é ed é stato molto importante nella mia vita, vivo di pallacanestro da quando sono nato. Devo dire che NBU, nome inizialmente conferito ad Apu, é stata una realtà che abbiamo creato insieme a pochi amici, partita dalle ultimissime categorie e che, grazie all’entusiasmo del presidente Alessandro Pedone, lo scorso anno é riuscita quasi a salire in A1. Questi risultati non possono che riempirmi di orgoglio. Come potevo, quindi, dire di no ad una proposta del genere, alla richiesta di impegnarmi nella riorganizzazione della struttura societaria del club? E’ stato automatico accettare subito questa nuova sfida.
L’Apu si trova attualmente prima in classifica a quota 26 punti, con ben 13 vittorie stagionali coronate da quella contro Bakery Piacenza della scorsa settimana. I risultati e il percorso della squadra sono in linea con gli obiettivi che vi eravate prefissati a inizio stagione?
Nella nostra storia abbiamo sempre cercato di fare un passettino in più. Il fatto di essere arrivati, lo scorso anno, in finale di Coppa Italia e in finale di promozione poteva far intuire quali fossero gli obiettivi di inizio stagione. Nonostante ciò, obiettivi e risultati non corrispondono necessariamente, altrimenti tutti vincerebbero lo scudetto o conquisterebbero la salvezza. Noi siamo contenti, credo che i risultati siano in linea con le aspettative e con la continuità di un percorso iniziato lo scorso anno, che in estate ha visto la riconferma di tutta la struttura organizzativa. Dovendo alzare un po’ l’asticella, al nucleo della squadra della scorsa stagione abbiamo cercato di inserire qualche giocatore che potesse completare al meglio il roster per lo staff tecnico. Ritengo che, essendo attualmente primi in classifica ed essendo entrati nelle Final Eight di Coppa Italia, momentaneamente i risultati ci stiano dando ragione, anche se sappiamo che le cose possono cambiare radicalmente in poco tempo. L’obiettivo é comunque chiaro, anche se non urlato al vento. Come vogliamo far bene noi, ci sono almeno altre 7-8 squadre che possono far bene quanto noi. Il nostro é stato un percorso un po’ tormentato, tra infortuni e casi di positività al Covid, ma attualmente siamo sereni e consapevoli di aver operato al meglio. Che gli sforzi corrispondano ai risultati e agli obiettivi prefissi questo é da vedere, perché si tratta di sport, non di matematica.
Il 13 febbraio Apu Udine affronterà Pistoia, sarà uno scontro ai vertici. Vincere significherebbe dare un segnale forte, e magari decisivo, ad una delle vostre avversarie principali? Come vi state preparando alla sfida?
E’ ovviamente uno scontro al vertice che ci potrebbe portare sul 2 a 0 nei confronti di una dignitosissima candidata alla promozione. La partita é molto sentita, anche perché si tratta di un match in trasferta, e noi in questa stagione siamo usciti sconfitti dalle prime due trasferte contro Cantù e Treviglio per pochissimo, per un tiro, quindi ci piacerebbe dare una svolta in questo senso. Noi abbiamo un fortino casalingo quasi invalicabile, non abbiamo mai perso in casa quest’anno, per questo ci aspettiamo un segnale anche in trasferta, dove non c’è neanche più grande pressione per via del ridotto afflusso di gente nei palazzetti. Abbiamo tutte le caratteristiche e le capacità per vincere questa partita importante contro un avversario che, però, non ce la renderà facile.
Qual é il vostro punto di forza e quale quello di Pistoia? Su cosa dovrete puntare per vincere l’incontro?
Noi dobbiamo semplicemente credere nella nostra identità, che parte dal nostro progetto tecnico, dalle nostre caratteristiche difensive e dal talento dei nostri giocatori. Se la partita si mantiene a punteggi bassi, abbiamo ottime possibilità di vincere. Tuttavia Pistoia, che ha vinto la Supercoppa ed é prima insieme a noi, ha dimostrato in maniera inconfutabile di essere una squadra importante, molto ben allenata, con una tradizione alla pari con quella di Udine. Sarà una partita molto bella, gli spettatori se la godranno. La squadra che sarà più brava a mettere in pratica le proprie idee, sarà quella che ne uscirà vincitrice. Noi puntiamo forte sulla nostra identità, su un gruppo molto coeso, molto ben forgiato e gestito da coach Boniciolli e il suo staff.
Coach Boniciolli é diventato l’allenatore dell’Apu nel giugno 2020, e adesso guiderà la squadra fino al 2023. Quale aspetto caratteriale e tecnico ha permesso a Boniciolli di essere un ottimo condottiero e di ottenere questi risultati?
Conosco Matteo da circa 35 anni. Lo scorso anno il coach aveva grande voglia di rivalsa, dopo essere stato poco bene ed essere uscito per un po’ di tempo dal giro. Quest’anno, Matteo ha raggiunto un livello di consapevolezza e tranquillità che fa eccellere tutte le sue qualità. Sta gestendo il gruppo in maniera meravigliosa, e questo si percepisce in tutto l’ambiente. L’ottimo lavoro di Boniciolli si rivede anche nei rapporti fra i ragazzi: basta vedere la panchina quando si fa canestro, basta vederli negli allenamenti e anche al di fuori del contesto sportivo. Ogni tanto si crea questa magica alchimia, e credo che quest’anno sia il nostro caso.
Quanto é stata colpita Apu Udine dalle conseguenze economiche e dalla stessa pandemia? Com’era la situazione durante la fase più acuta del Covid e come, invece, é adesso?
L’effetto economico per Apu é stato molto significativo, come credo sia stato per tutti. Prima della pandemia avevamo un riempimento del palazzetto quasi pari al 99%, eravamo riusciti a creare un entusiasmo tale da avere il palazzetto sempre pieno, sia nelle partite di cartello sia in quelle che non sempre consentono il riempimento. La scorsa stagione l’abbiamo trascorsa senza incassi, con un effetto importante di natura economica ma anche empatica, perché i giocatori, che spesso venivano trascinati dal tifo e dall’entusiasmo del pubblico, si sono improvvisamente ritrovati a giocare in strutture completamente deserte. Quest’anno c’è un tentativo di ritorno alla normalità, ma ad oggi siamo al 35% di riempimento, paradossalmente abbiamo più abbonati che spettatori. Continuiamo a soffrire, ma confidiamo che dai primi di marzo possa tornare una situazione al 70% e, piano piano, speriamo di arrivare alla fase conclusiva dei play-off con i palazzetti pieni. Questo sarebbe uno dei più grossi risultati della stagione, grazie al quale i giocatori si sentirebbero nuovamente a casa e il pubblico tornerebbe nei palazzetti con meno paura rispetto al passato. Speriamo di riuscire a tornare alla normalità.
Cosa significherebbe per la squadra e la società la promozione in Serie A1?
Significherebbe completare un percorso in cui ci siamo impegnati tanto soprattutto negli ultimi due anni. Sarebbe il momento in cui emergerebbe la consapevolezza di aver creato una struttura per il futuro, a livello dirigenziale, di staff, di risorse. Abbiamo una proprietà solida ed entusiasta che desidera fortemente il raggiungimento di questo obiettivo. Udine é pronta al salto in A1, categoria cui era solita partecipare quando ero bambino.

