Davide Cassani su Dagnoni: "Non mi hai rispettato..." E su Tokyo

Davide Cassani su Dagnoni, presidente della Federciclismo, si sfoga con un lungo post pubblicato in questi giorni sul profilo social dell'ex tecnico della Nazionale Azzurra di Ciclismo. Al riguardo riportiamo uno stralcio di Cassani: "Sono stato 8 anni in federazione, ho dato tutto me stesso per cercare di fare qualcosa di utile. Non ho mai e ripeto MAI pensato al mio lavoro come fonte di guadagno ma, come dici tu, Cordiano, ad una MISSION. Non è il momento di elencare nel dettaglio quel poco di buono che ho fatto per la federazione senza parlare dei 4 Europei e dei due mondiali a crono vinti”,
Sono stato massacrato per il semplice fatto che apparivo in televisione con Enervit e Suzuki. Ma erano sponsor della nazionale e perché mai avrei dovuto dire di no alla richiesta di due nostri sponsor? Facevo qualcosa di male? Ho sempre cercato di fare l'interesse della federazione, come penso abbia fatto tu. Nonostante tutto questo sono cacciato da te. Non mi riferisco al mancato rinnovo, ma al modo in cui è avvenuto".
Davide Cassani su Dagnoni. Il lungo sfogo su Tokyo
Cassani ha poi continuato su Tokyo: "Mi hai tolto la gioia più grande che un CT possa avere: condividere la vittoria dei propri ragazzi. Sapevi benissimo che il quartetto di Marco Villa avrebbe lottato per l’Oro e per questo mi hai fatto telefonate da Roberto Amadio due giorni prima della mia partenza per Tokyo. Ancora oggi quelle parole mi rimbombano in testa:” Davide, non puoi stare a Tokyo per le gare in pista perché non c’è un pass per te”. Quel giorno se tu mi avessi colpito con un pugno in faccia mi avresti fatto molto meno male. Ma forse ora puoi capire cosa ho provato in quei giorni. Tu dici che ci metti cuore e passione e ti viene la pelle d’oca solo a pensarci. Prova a pensare cosa ho provato in quei giorni di agosto dello scorso anno. Come te, ho messo cuore e passione, ma non è bastato.
Da quando è scoppiato questo caso non ho aperto bocca, ho rifiutato interviste ma leggendo le tue parole non ho resistito. Credo che tu sia una persona onesta, credo che tu non abbia nulla a che fare con quei 106.000 euro ma, forse per colpa di altri , ora ti trovi nell’occhio del ciclone. Per questo sono certo che solo ora tu possa capire il mio stato d’animo dello scorso anno. E ripeto, non mi sono sentito offeso per essere stato sostituito ( tuo diritto sacrosanto) ma il modo con cui l’hai fatto. Quando una persona mette cuore, passione e onestà nel lavoro che svolge ha il diritto di essere rispettato sempre. E tu, rispetto per me, non l'hai avuto".