Gaetano Fontana a SuperNews: "Napoli, Garcia scelta giusta ma ripetersi non sarà facile. Zielinski un top, cederlo sarebbe un errore. Fiorentina, ottima la conferma di Italiano"

In esclusiva ai microfoni di SuperNews è intervenuto Gaetano Fontana, tecnico della Turris, ed ex calciatore, tra le altre, di Catanzaro, Juve Stabia, Ascoli, Fiorentina e Napoli. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.
Lei è stato un perno del primo Napoli di De Laurentiis partito dalla Serie C, si sarebbe mai aspettato un’ascesa del genere da parte del club azzurro?
"De Laurentiis è sempre stato una persona ambiziosa, un visionario nel suo ambito. Già all'epoca c'era una grande voglia di ritornare a fare calcio vero. Ha creato una società solida e una squadra molto forte, è stata un’escalation continua. Il presidente ragiona su progetti e obiettivi e, come dimostrato quest'anno, sa benissimo come arrivarci. Il Napoli ha vinto lo scudetto nella stagione meno probabile, con le partenze in estate di uno zoccolo duro rappresentato da calciatori rappresentativi come i vari Insigne, Koulibaly, Fabian Ruiz etc. Insomma, per molti addetti ai lavori e per i tifosi è stato inaspettato, una bellissima ed emozionante sorpresa".
Chi è stato a suo parere il protagonista del Napoli campione d’Italia? Gli azzurri hanno la forza e la mentalità giusta per ripetersi ed aprire un ciclo vincente?
"Non credo sia possibile individuare un unico protagonista. Certo, i calciatori tecnici e i finalizzatori sono quelli che balzano all'occhio, ma credo che la forza di questo Napoli sia stato un gruppo compatto e coeso in ogni frangente della stagione. Ognuno ha fatto la sua parte ed ha contribuito al successo finale. Certamente fa strano che dopo un'impresa del genere, uno scudetto arrivato a distanza di 33 anni dall'ultima volta, Luciano Spalletti abbia deciso di lasciare la squadra e il direttore sportivo Cristiano Giuntoli sia in procinto di farlo. Anche se in molti lo chiedono o se lo aspettano, ripetersi non sarà facile, è molto complicato, ma il Napoli ha le qualità e le ambizioni giuste per provarci. Molto dipenderà anche dalle mosse di mercato attuate dal club, in particolare dalla cessione di Kim e soprattutto dalla situazione legata a Osimhen".
Per il dopo Spalletti il Napoli ha ufficializzato Rudi Garcia nelle vesti di nuovo allenatore, cosa ne pensa della scelta del tecnico francese?
"Rudi Garcia è un allenatore importante, un professionista indiscusso. Alle spalle ha una carriera di grande livello e anche nella sua parentesi italiana alla Roma ha fatto benissimo, facendo vedere un calcio dinamico e propositivo. Ha un vissuto significativo anche in campo internazionale. Per il Napoli è un buon profilo, chi l'ha scelto avrà sicuramente le sue ragioni. Le basi su cui poter lavorare ci sono tutte, soprattutto sotto il profilo tecnico e qualitativo, starà a lui mettere ogni tassello al posto giusto e plasmare la squadra nel migliore dei modi. Quella che lascia Spalletti è sicuramente un'eredità importante. Al di là di chi andrà via durante il mercato, c'è un gruppo di lavoro solido. Molto, poi, dipenderà dalle scelte della società in questi mesi".
Si parla di una possibile cessione di Zielinski, direzione Lazio. Lei si priverebbe del centrocampista polacco?
"Sono innamorato di Zielinski, è un ottimo calciatore sotto tutti i punti di vista. Ha qualità di non poco conto e fa quasi sempre la differenza in campo. Probabilmente, manca un po' dal punto di vista della continuità. Penso che per lui sia l'unico step da compiere. Se migliorasse sotto questo aspetto, diventerebbe un giocatore universale e non avrebbe pari nel suo ruolo. Cederlo sarebbe un errore perché in Europa faccio fatica ad individuare un profilo con doti simili".
Tra i protagonisti della partita di ieri tra Italia e Olanda in Nations League c’è stato Giacomo Raspadori. Il prossimo anno può ritagliarsi un ruolo da protagonista secondo lei?
"Raspadori è un calciatore dalle potenzialità importanti e con grandissime doti tecniche. A Napoli, probabilmente, è stato penalizzato dal modulo e dal tipo di gioco attuato da Luciano Spalletti. Quando, dopo il mercato, è andato a delinearsi l'undici ideale del tecnico toscano, Raspadori ha trovato poco spazio, ma il suo apporto è stato comunque determinante. Ha fatto bene quando chiamato in causa, soprattutto in Champions. Assieme a Simeone ha svolto un ruolo decisivo nel periodo di assenza di Osimhen. Insomma, è stato un gregario di assoluto livello. Nella prossima stagione punterà sicuramente ad avere un miglior minutaggio e un ruolo più rilevante".
Per la Fiorentina è stata un'annata importante, ma sono arrivate due pesanti sconfitte in finale. Sperava in un epilogo diverso per il club Viola?
Peccato soprattutto per la finale di Conference League contro il West Ham che era sicuramente alla portata della Fiorentina. Nonostante tutto, quella della Viola è stata una stagione positiva. La Fiorentina si è attestata su buoni livelli, grazie soprattutto a Commisso che è un ottimo presidente. Quella di rinnovare la fiducia a Vincenzo Italiano è stata una scelta importantissima e davvero saggia. Sono un suo grande estimatore, credo sia tra i migliori allenatori in circolazione in Italia e non solo. La Fiorentina ha tutte le carte in regola per fare bene anche nella prossima stagione".
Il Catanzaro, squadra della sua città, nella quale è cresciuto calcisticamente, ha ottenuto una meritatissima promozione in Serie B. Si aspettava una stagione così importante?
"Ho avuto la fortuna di iniziare a giocare a calcio nella squadra della mia città, in un campionato importante come la Serie B. In tanti dicono sia impossibile, ma quest'anno il Catanzaro ha dimostrato a tutti che è fattibile fare calcio anche in una categoria difficile come la Serie C. Ha dominato il campionato e conquistato meritatamente la promozione. I miei complimenti vanno soprattutto a mister Vivarini, grande artefice di questo successo. Sono contento che una piazza e una società del genere sia tornata nel calcio che conta".