Brescia e Lecco, la Serie B è più vicina: corsa contro il tempo per il mercato
Il verdetto del Tar del Lazio suona come una sentenza per la Reggina e per il Perugia, che puntava a prendere il posto dei blucelesti. Ora Cellino e Di Nunno devono agire: il mercato non può più attendere, Gastaldello e Foschi stanno lavorando tra mille difficoltà

Divise da meno di 100 km. Unite da un destino che le ha viste trascorrere un’estate sul filo dell’incertezza e con tempistiche scandite dalle decisioni dei tribunali. Ora, però, per Brescia e Lecco il lieto fine sembra a un passo dopo l’esito dei ricorsi al Tar del Lazio della stessa società lariana e della Reggina per l’iscrizione alla prossima Serie B.
Lo scorso 1° giugno non era certo facile immaginare che Brescia e Lecco sarebbero tornate a giocare lo stesso campionato, evento che non si verifica dalla stagione 1972-’73, l’ultima disputata in Serie B dai blucelesti.
Brescia e Lecco, destini opposti... uniti dai ricorsi
Quel giorno il Brescia retrocesse mestamente in Serie C al termine del playout contro il Cosenza, anzi prima della fine della partita, interrotta nel finale per le intemperanze dei furiosi tifosi delle Rondinelle. Il Lecco stava invece iniziando a vedere sullo sfondo della maratona dei playoff di C il sogno della Serie B, che avrebbe preso definitivamente forma il 18 giugno con il successo sul Foggia. Ora, dopo il pronunciamento del Tar del Lazio, che ha ricollocato i blucelesti in B e respinto il ricorso della Reggina, si può sostenere che i giochi siano quasi fatti. L’ultima parola sarà quella del Consiglio di Stato del 29 agosto, a campionato già iniziato, ma un altro ribaltone è improbabile. Insomma, Brescia e Lecco stanno per stappare lo spumante, ma la festa dovrà giocoforza durare ben poco, perché alle porte c’è un campionato da affrontare con parecchie incognite.
Brescia, rosa ridotta all'osso: Ayé l'ultimo a dire addio
Le due squadre hanno lavorato in ritiro durante le settimane dei ricorsi, ma con organici ridotti all’osso, visto che fare mercato con l’incertezza della categoria da disputare era impossibile. Da Brescia tutto tace e del resto almeno qui la differenza con il Lecco è palpabile. L’umore dei tifosi è cupo, le contestazioni al presidente Cellino non svaniranno per la riammissione e la rosa a disposizione del riconfermato tecnico Daniele Gastaldello è quasi una scatola vuota. Nel ritiro di Torbole Casaglia si sono allenati 26 giocatori, quelli ancora sotto contratto. Se ne sono andati gli svincolati Scavone, Labojko, Listkowski e Karacic così come i prestiti Bjorkengren e Rodriguez. A fine ritiro ha salutato Florian Ayè, che dopo quattro stagioni è tornato in Francia, nell’Auxerre. La rosa è interamente da costruire e al momento l’unica certezza è rappresentata dall’esperienza del ds Renzo Castagnini, di ritorno a Brescia dopo il biennio 2015-2017.
Lecco, sos mercato: servono qualità ed esperienza
A Lecco invece il calvario estivo potrebbe trasformarsi in ulteriore carburante da aggiungere all’entusiasmo per la promozione. A parlare, però, sarà il campo. La rosa della promozione ha perso pilastri: i prestiti Girelli e Zuccon e gli svincolati Melgrati e Galli. L’organico di Luciano Foschi è privo al momento di giocatori con esperienza di Serie B eccetto Franco Lepore, il mattatore dei playoff. Il ritorno del difensore Bianconi dall’Ancona e il prestito del giovane esterno sinistro Boci dal Genoa sono stati gli unici innesti insieme a quello, ancora da formalizzare, del fantasista scuola Atalanta Cortinovis, ex Reggina e visto in A col Verona. “Ci servono un centrale di esperienza, un centrocampista forte, una mezzala e una punta” ha detto l’ad Di Nunno. Il Lecco ha poco più di un mese di tempo per provare a scalare la montagna e per convincere una ventina di giocatori che l’impresa salvezza è possibile.