Intervista esclusiva a Fabio Vignaroli: "È un Como giovane e divertente, Nico Paz talento puro. Lazio? Champions League l'obiettivo minimo. E tra Napoli e Inter…"
Intervista esclusiva a Fabio Vignaroli. Cresciuto nelle Giovanili del Como, esordisce da professionista con la prima squadra lariana nella stagione 1994/95 in Serie B, disputando quattro campionati. Le successive due stagioni vengono trascorse nel Monza, per poi accasarsi alla Salernitana in cui diventa vice capocannoniere della cadetteria nel primo anno di Zdeněk Zeman da allenatore del club granata. Nel 2003 esordisce in Serie A con la maglia del Modena, proseguendo con ulteriori esperienze anche tra le file di Parma, Bologna, Bari e Lazio.

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Fabio Vignaroli. L'ex calciatore, nativo di Finale Ligure, ha espresso il proprio parere su vari temi che riguardano il calcio italiano, soffermandosi, in particolare, sulla squadra con cui ha compiuto i primi passi da professionista, il Como. Non sono mancate osservazioni interessanti sulla stagione dei club della Serie A attuale in cui ha militato (Bologna, Lazio, Monza e Parma), oltre che sulle condizioni di un'altra sua ex che sta disputando il campionato cadetto, la Salernitana. Inoltre, ecco quale sarà la squadra che, a suo parere, vincerà lo Scudetto 2024/25.
Fabio, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.
Per il Como, finora, sono 22 i punti ottenuti in altrettante gare, ma ne ha persi 14 dopo essersi trovato in situazioni di vantaggio: due contro Bologna, Genoa, Monza e Venezia, tre contro Milan e Atalanta. Qual è la lettura personale di questi dati sul campionato della squadra allenata da Cesc Fabregas?
Innanzitutto, prima che una squadra di una certa qualità, il Como è una società importante in continua crescita. La dirigenza sta facendo un ottimo lavoro e persevera nell'ottenere risultati migliori, dopo aver visto un inizio di stagione in cui il rendimento era piuttosto deficitario. Pian piano è venuto fuori quel coraggio che ha permesso di mantenere la calma e di lasciare il tempo necessario per far compattare al meglio tutta la rosa. C'è stata, sin dal primo giorno di ritiro, una chiarezza di idee sulle quali è stata impostata una programmazione seria. La strada è ancora lunga, ma si tratta di una squadra competitiva.
A parte il rodaggio delle prime giornate, la crescita si è vista nel tempo, specialmente dopo che Fabregas ha provato diverse soluzioni per trovare un equilibrio tattico. È un allenatore che vuole giocare sempre a viso aperto contro tutti, cerca di imporre il proprio gioco e non bada a creare moltissimi tatticismi. Proprio per quest'ultimo motivo, considerando che la Serie A è un campionato che predilige prevalentemente la tattica, si possono spiegare i vari punti persi dalle situazioni di vantaggio. Basta concedere anche soltanto un'occasione all'avversario che si viene castigati al primo pallone sbagliato.
Ci sono gare in cui una squadra riesce a creare tante occasioni e perde, mentre in altre crea poco ma riesce a portarsi a casa la vittoria. Nel suo insieme, il Como esprime un gioco divertente e propositivo. Anche quando non sono arrivati i risultati sperati, come nell'ultima contro l'Atalanta, la squadra ha disputato belle prestazioni. Può anche darsi che avrebbe meritato qualche punto in più, ma sta facendo il campionato che deve.
Sul profilo tattico, quanto si attiene il 4-2-3-1 alle caratteristiche dei calciatori a disposizione di Cesc Fabregas?
È probabile che, all'inizio della stagione, non tutti i giocatori presenti in rosa disponessero di certe caratteristiche per adattarsi al suo modo di concepire il gioco, ma c'è stato anche tanto impegno da parte di questo allenatore nell'individuare un equilibrio che potesse rendere al meglio le prestazioni di tutti. Se si considera la formazione vissuta da Fabregas come calciatore, c'era da aspettarsi di vedere una mentalità latina in campo. Tutti devono orchestrare il gioco in una certa maniera, cercando di creare spazi per andare in profondità e di aggredire il più possibile l'avversario. In proiezione offensiva, occorrono interpreti di qualità in grado di realizzare un gioco piuttosto veloce e direi che questa squadra possiede calciatori di un certo valore tecnico.
Tra tutti i nuovi acquisti del Como di questa stagione, chi si sta rivelando una lieta sorpresa?
Sono arrivati tanti giovani in questa squadra, a cominciare da Assane Diao che sta facendo benissimo, nonostante si sia inserito da poche giornate. Naturalmente, Nico Paz è diventato uno dei protagonisti indiscussi di questa squadra, è giovanissimo ma è già un talento puro. Ce ne sono altri che si stanno comportando molto bene, per cui mi sembra giusto dire che l'intero Como si stia rivelando una realtà molto importante.
Il mio desiderio è che questa società possa investire tanto anche sul settore giovanile per fare emergere i talenti italiani e non di avvalersi soltanto di quelli provenienti dall'estero.
L'ultima gara di campionato registra la sconfitta del "Luigi Ferraris" contro il Genoa per 2-0. Soltanto un tiro nello specchio della porta, quello di Giorgos Kyriakopoulos. Come si spiegano i 13 punti del Monza?
Difficile valutare dall'esterno certe situazioni, ma credo che siano cambiati degli equilibri all'interno di tutto l'ambiente, a cominciare dall'area dirigenziale della società. Quando iniziano a vacillare certi meccanismi, gli stati d'animo si riflettono sul rendimento della squadra, naturalmente. Vedo un gruppo piuttosto sfiduciato, che fa fatica a trovare un punto di riferimento. Ci sono state anche prestazioni incoraggianti, malgrado non siano arrivati tantissimi risultati positivi, ma in diverse gare si è visto un Monza subire molto l'avversario, andando diverse volte in svantaggio per poi non riuscire più a recuperare, a cominciare propria dalla gara contro il Genoa.
Il Monza potrà disporre di Tomas Palacios in prestito dall'Inter, mentre si lavora anche per l'arrivo di Luka Jovic dal Milan. Quante possibilità ha Salvatore Bocchetti di raggiungere la permanenza?
La posizione in classifica è emblematica e le condizioni restano molto ardue, anche perché ci sono tante squadre agguerrite che stanno lottando strenuamente per raggiungere l'obiettivo salvezza. Naturalmente, finché l'aritmetica tiene in vita qualsiasi discorso, è doveroso fare di tutto per risalire in classifica. Mancano ancora diverse partite, ma direi che il mese di febbraio sarà quello decisivo per tirarsi fuori da queste sabbie mobili. È importante iniziare a fare punti già dalla prossima contro il Verona.
Bocchetti è un ragazzo molto giovane, ma determinato. Si porta l'esperienza di Verona dalla quale potrà trarre tesoro, sa di giocarsi un'occasione personale importante, anche se è entrato nel corso di una situazione piuttosto difficile. Contro la Fiorentina è partito alla grande, poi la gara di Bologna ha spento un po' gli entusiasmi, nonostante il Monza avesse trovato il vantaggio dopo pochi minuti. Qualche buon segnale c'è stato. È molto deciso nelle sue idee, ma dovrà continuare a fare un grande lavoro motivazionale. L'arrivo di Palacios potrà dare man forte al reparto difensivo. Poi, ben venga l'arrivo di qualche rinforzo di qualità che possa aiutare la squadra.
Parma senza Dennis Man alla prossima contro il Lecce, ma potrà disporre nuovamente di Bonny e, in particolare, di Djuric, già impiegato contro il Milan. Quest'ultimo appresenta il terminale offensivo che mancava alla squadra di Fabio Pecchia?
Il Parma, fino a oggi, ha mostrato un gioco piuttosto vivace, ma non è stato sempre incisivo. Fare soltanto del buon calcio, però, non basta per portare risultati positivi a casa. In avanti mancava quel guizzo in più per essere più concreti sotto porta. Djuric può diventare quel riferimento che non c'era in avanti.
Essendo una squadra giovane, ha peccato di quella inesperienza che ha fatto commettere delle ingenuità da togliere tranquillità e sicurezza nella gestione del risultato. Ci sono tante individualità di buone prospettive, ma occorre avere un gruppo ancora più coeso, oltre che convinto dei propri mezzi. A mio parere, credo che questa squadra abbia bisogno di trovare qualche punto di riferimento in grado di diventare un leader anche nello spogliatoio.
L'ex calciatore Arturo Di Napoli ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla Lazio, relative al post gara contro la Fiorentina: "Un primo tempo così non se lo può permettere, mentre nel secondo è stata più decisa, ma anche sfortunata. Baroni conta sempre sugli stessi. Appena cambia qualcosa, forse, viene fuori una Lazio diversa". Qual è il pensiero di Fabio Vignaroli su queste parole?
Credo che questa Lazio, fino a questo momento, stia facendo un campionato straordinario. È mancata della brillantezza nelle ultime settimane, ha perso qualche punto prezioso in classifica, ma è andata molto forte nella prima parte di campionato. Il derby contro la Roma poteva creare qualche problema sul profilo mentale, ma c'è stata la vittoria importante di Verona che ha ridato slancio, infine questa sconfitta contro la Fiorentina. Non c'è da meravigliarsi se avvengono dei cali di rendimento, perché è naturale che un po' di stanchezza venga fuori. Questa squadra, inoltre, sta facendo un grande percorso anche in Europa League, per cui c'è soltanto da elogiarla per il rendimento che è riuscita a ottenere.
Baroni sta portando avanti un lavoro eccezionale, se si guarda l'insieme di tutte le gare disputate tra campionato e coppe. Ha risollevato la Lazio da un periodo di crisi che proveniva dalle stagioni precedenti e direi che ha stupito un po' tutti. Si sta consacrando ulteriormente come allenatore. Poi, gli errori fanno parte del gioco e tutti ne commettono. Soltanto chi è all'interno del gruppo conosce ciò che accade in uno spogliatoio. Fino a questo momento, della Lazio si può soltanto parlare bene.
La Lazio ha le potenzialità per aggiudicarsi quel quarto posto che garantirebbe la qualificazione alla prossima Champions League?
Questa Lazio sta dimostrando di essere un'ottima squadra. Trovo che sia piuttosto solida e determinata, malgrado nelle ultime settimane ci sia stato un calo di rendimento che ha inficiato anche nei risultati in classifica. Sarà una lotta fino all'ultima giornata, perché le inseguitrici sono racchiuse in pochissimi punti di distacco e non si arrenderanno, ma credo che anche la Lazio possa dare del filo da torcere alle dirette rivali per aggiudicarsi questo posto in classifica molto importante. Sì, un posto in Champions League è l'obiettivo da perseguire.
Il Bologna attuale si ritrova con un punto in meno rispetto alla 22° giornata dell'ultima Serie A, ma con l'aggiunta delle gare di Champions League e malgrado cessioni importanti, tra cui quelle di Riccardo Calafiori e Joshua Zirkzee. Questo vuol dire che Vincenzo Italiano sta facendo meglio del suo predecessore, Thiago Motta?
Sono due allenatori che hanno modi diversi di pensare il calcio. Thiago Motta predilige uno sviluppo del gioco più ragionato, mentre Italiano vuole vedere la propria squadra sempre aggressiva. Finora, se si guardiamo le statistiche per fare un confronto, questo Bologna sta conducendo un'altra gran bella stagione. Credo che non si tratti di stabilire chi abbia fatto meglio, perché ogni stagione è sempre diversa per vari motivi. Nonostante un po' di scetticismo all'inizio, Italiano è riuscito a compiere un grandissimo lavoro ed è stato caparbio nel plasmare il gruppo secondo il suo modo d'intendere il gioco. Si sta rivelando un'altra squadra davvero difficile da affrontare, nonostante questa Serie A sia piuttosto competitiva. Inoltre, l'entusiasmo che si sta vivendo in questa piazza sta dando tanta motivazione a tutto l'ambiente, per cui il merito di certi risultati è anche dovuto al supporto di questa splendida tifoseria.
Quale squadra vincerà lo Scudetto 2024/25?
L'Inter è la squadra più forte, perché ha sempre una mentalità vincente e non ha paura di nessuno. Il Napoli sta facendo un campionato incredibile, trascinata da un allenatore che non molla mai e che ha una grandissima forza interiore. Sarà un duello molto avvincente tra due belle squadre e durerà fino all'ultima giornata, ma credo che riuscirà a vincere l'Inter.
Importante metamorfosi nelle ultime settimane con l'arrivo dell'allenatore Roberto Breda e del direttore sportivo Marco Valentini, oltre che di diversi volti nuovi nella rosa, tra cui Alberto Cerri. Nell'ultima gara contro il Pisa, il 3-5-2 iniziale è rimasto pressoché invariato, sebbene ci sia stata superiorità numerica per gran parte della gara. Si è trattato di un approccio che ha denotato ancora troppi timori reverenziali da parte di questa Salernitana?
Al di là delle osservazioni di carattere tecnico e tattico, credo che le difficoltà che si trascinano da diverso tempo all'interno della società siano consequenziali dei risultati ottenuti in campo. La mancanza di tranquillità e di pochi punti certi hanno portato la Salernitana a questa brutta condizione di classifica. Poi, più le cose vanno male, più si fa fatica a venire fuori da questi momenti, perché l'autostima si riduce ulteriormente. L'arrivo di Breda è stato un evento importante, perché si tratta di una persona molto amata a Salerno. Può essere il tramite per avvicinare la tifoseria sia alla società che alla squadra. Naturalmente, soltanto la stima e il rispetto per la persona non bastano, perché tutti si aspettano di vedere i risultati e lui verrà giudicato in qualità di allenatore.
È arrivato nel pieno delle difficoltà, tra calciatori già presenti da inizio campionato che devono adattarsi a un altro sistema di gioco e nuovi arrivi che devono prendere confidenza con la restante parte del gruppo. D'ora in avanti, indipendentemente da come Breda vorrà far giocare la squadra, bisogna pensare alla coesione del gruppo che deve pensare di venire fuori da questa situazione pesante al più presto. È anche vero che la Salernitana, da quando si è insediato in panchina, ha affrontato sia il Sassuolo che il Pisa, le prime due della classe, mentre è riuscita a ottenere tre punti importantissimi contro la Reggiana.
Il campionato di Serie B è ancora piuttosto lungo, ci sono tanti punti ancora in palio e la classifica resta abbastanza corta, per cui c'è tutto il tempo per rimediare. Ho un bellissimo ricordo di Salerno, è una piazza veramente incredibile, con un pubblico che ha un cuore grande quanto il mondo. Mi auguro davvero che la Salernitana possa togliersi il prima possibile da questa posizione di classifica e salvare, quantomeno, la stagione.
Il Modena e il Bari sono tra le squadre di Serie B con più pareggi totalizzati, dodici su ventitré gare fin qui disputate. Ciò nonostante, quello dei Playoff è l'obiettivo minimo da raggiungere per entrambe?
Sì, assolutamente. Sono due buone squadre e hanno due ottimi allenatori. Mandelli ha qualche meno esperienza di Longo in Serie B, ma entrambi sono molto determinati e sanno quello che vogliono.
Il Modena resta una società ambiziosa, ma sa che deve programmare il proprio futuro senza pensare di compiere voli pindarici. Il Bari è una piazza da Serie A, inutile nasconderlo, ma sta avendo diverse difficoltà da un bel po' di anni.
In questa fase del campionato stanno avendo delle discontinuità di rendimento, ma sono entrambe desiderose di andare alla ricerca di una posizione migliore in classifica. Si tratta della Serie B, un campionato di cui tutti conoscono le insidie che può nascondere. Tante squadre si equivalgono e la classifica resta piuttosto corta. Anche una piccola sequenza di risultati utili consecutivi può cambiare l'inerzia e sia Modena che Bari sono attrezzate per riuscire a piazzarsi nei Playoff.
Su Antonio Palumbo ci sono diverse offerte, ma il Modena lo dichiara incedibile. Fa bene il club dei "Canarini" a tenerselo stretto, almeno fino al termine di questa stagione?
Palumbo è uno dei punti di forza di questo Modena, senza dubbio. Ha fantasia ed è esteticamente bello da vedere, oltre ad aver realizzato 6 reti. Sta dando il suo grande contributo e può dare ancora di più, da qui fino al termine del campionato, per far fare il salto di qualità alla sua squadra. Ha fatto benissimo la proprietà a tenerselo stretto, anche perché mi sembra motivato a restare in questo gruppo.
La vittoria dello Spezia sul Sassuolo può mettere in bilico anche il primato della squadra di Fabio Grosso?
Sassuolo, Pisa e Spezia stanno viaggiando a ritmi molto elevati e si daranno battaglia fino all'ultimo per aggiudicarsi la promozione diretta in Serie A. La vittoria dello Spezia sul Sassuolo è stata molto importante, sia per il morale che per accorciare le distanze in classifica, ma non credo che il Sassuolo si farà condizionare da questo passo falso.
A me piace molto il gioco che Luca D'Angelo sta riuscendo a proporre alla sua squadra, è molto solida ma anche coraggiosa nell'affrontare tutti senza paura, però devo riconoscere che il Sassuolo mi sembra la squadra più completa e resta la favorita numero uno per vincere il campionato. Anche Pippo Inzaghi sta facendo un gran bel lavoro al Pisa e lo vedo piuttosto determinato al raggiungimento di questo obiettivo molto importante, sia per lui che per la società.
Dico Sassuolo e Pisa per i primi due posti, anche se lo Spezia farà di tutto per non passare dai Playoff. Ci sarà da soffrire per tutte.
Fabio, è stato gentilissimo per aver condiviso i Suoi pensieri e La ringraziamo di cuore per questa intervista. Ci auguriamo di poterLa risentire, prossimamente.
Grazie a Voi, il piacere è stato tutto mio.