Intervista esclusiva ad Alessandro Garbisi: "Pronti per la Francia. Lavoriamo ogni giorno per colmare il gap con le big"
Alessandro Garbisi, giocatore della Nazionale Italiana di rugby del ct Quesada, ha risposto ai nostri microfoni commentando le prime due partite degli azzurri del Sei Nazioni. Abbiamo inoltre parlato della marcia di avvicinamento alla terza giornata del prestigioso contro la Francia.

Nelle ultime ore abbiamo raggiunto in esclusiva il mediano di mischia Alessandro Garbisi. Il giocatore della Nazionale Italiana di rugby e della Benetton Treviso ha commentato il cammino degli azzurri nel Sei Nazioni.
Buongiorno Alessandro, nella partita contro il Galles avete ottenuto una grande vittoria. Che emozioni avete provato?
"Abbiamo preparato bene la partita. Sapevamo che loro avrebbero potuto concedere tante punizioni nella loro metà campo e avevamo uno schema tattico preciso in testa. Abbiamo fatto bene per tutto il match e siamo molto contenti".
Nel finale avete retto al loro tentativo di recupero.
"Forse siamo un po' calati nell'ultimo quarto d'ora concedendo loro troppo spazio, d'altronde avevano bisogno di segnare per recuperare e glielo abbiamo concesso con troppa facilità. È mancata quella disciplina che ha caratterizzato i primi 65 minuti di gara. Questo è un aspetto che stiamo analizzando, ma è anche vero che eravamo molto avanti nel punteggio e un piccolo calo potevamo permettercelo. Da questo punto di vista c'è da migliorare, soprattutto pensando alle sfide contro Francia e Irlanda, squadre con le quali non puoi permetterti nessun errore".
Con la Scozia si poteva fare qualcosa in più?
"Sicuramente si poteva fare meglio. Siamo partiti un po' lenti, questa è una costante dell'ultimo periodo. Anche in altri eventi all'esordio non abbiamo iniziato alla grande. Ovviamente nella partita di Edimburgo ci sono stati anche aspetti positivi, ma è mancata l'attitudine nel voler farci sentire fisicamente e applicare una grande difesa all'inizio. Siamo stati bravi poi nel corso del match a recuperare e nel finale abbiamo concesso le ultime due mete in modo troppo facile".
Cosa dovrete fare per provare a mettere in difficoltà la Francia?
"Bisognerà tenerli fisicamente, non dovremo concedere loro facili contrattacchi. In questo fondamentale sono probabilmente i più forti al mondo, sono bravissimi a creare pericoli da palle vaganti".
Avete nelle vostre corde la possibilità in questo o in un prossimo Sei Nazioni di fare lo sgambetto ad una della Nazionali Top?
"Stiamo dimostrando una crescita anno dopo anno, l'obiettivo è quello di poter competere con tutti. In certi aspetti non siamo ancora a livello delle top, ma credo non ci manchi molto. Lavoriamo quotidianamente per ridurre questo gap: non è assolutamente facile, ma questo è il nostro obiettivo".
Ci racconti le emozioni di giocare in Nazionale insieme a tuo fratello Paolo?
"È un'emozione che faccio fatica a descrivere a parole. Probabilmente solo chi ha condiviso con il proprio fratello la stessa passione ci può capire. Se penso a quando guardavamo le partite da piccoli e giocavamo insieme in giardino, immaginare che avremmo indossato la maglia della Nazionale è qualcosa di incredibile. Questa emozione si ripete ogni volta che scendiamo insieme in campo".
Cosa ha portato all'Italia il ct Quesada?
"Gonzalo è molto attento ai dettagli, abbiamo lavorato soprattutto nelle uscite dal nostro campo. Prima perdevamo molti palloni nella nostra metà campo, su questo aspetto ci ha fatto migliorare molto. Questo non significa che non ci piace prendere rischi perchè vogliamo una squadra votata all'attacco, è importante però farlo con criterio e razionalità. Ci ha trasmesso una fame di vittoria e di provare, come dicevo prima, a ricucire il gap tra noi e le squadre più forti al mondo".